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Attualità
Attualità, 16/2022, 15/09/2022, pag. 496

Dibattito - Chiesa: in che cosa crediamo?

Una sfida improrogabile: rendere comprensibili i contenuti della fede

Luciano Eusebi

Non sono un teologo; ma da fedele laico avverto da tempo l’esigenza che la Chiesa affronti seriamente il problema di lasciar intendere, oggi, in che cosa credono i cristiani. Superando l’alibi della secolarizzazione, che consente di riferire ad extra ogni responsabilità per la diffusa indifferenza religiosa: davvero siamo incompresi, o piuttosto non ci facciamo comprendere?

 

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Dal recente caso nelle Marche al dibattito parlamentare. Il ruolo del Servizio sanitario nazionale

Luciano Eusebi

Oggi nessuno sostiene logiche di cosiddetto accanimento terapeutico e, come mai prima, siamo in grado di liberare il paziente dal dolore anche nelle fasi estreme di malattia. La legge n. 219/2017 esige, del resto, il consenso del paziente a qualsiasi trattamento sanitario, compresa la sua prosecuzione. Esige, inoltre, che siano assicurate sempre le cure palliative, che nei casi limitati in cui ciò sia necessario possono ricomprendere, in fase terminale, anche la sedazione profonda. 

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Italia - Fine vita: la risalita?

A commento della sentenza n. 242/2019 della Corte costituzionale

Luciano Eusebi

Attraverso la sentenza n. 242/2019 la Corte costituzionale ha reso operativo un ambito di cooperazione non punibile all’intento del malato di darsi la morte, confermando l’indirizzo espresso nell’ordinanza n. 207/ 2018, con cui aveva sollecitato il Parlamento a legiferare – cosa non avvenuta – in conformità ai criteri in essa indicati. La Corte, che dunque aveva già scelto di compiere simile passaggio, ora lo attua precisandone alcuni presupposti: che rispondono, parrebbe, a un intervenuto proposito delimitativo, ma la cui incidenza pratica resta incerta.

 

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Sul recente comunicato della Corte costituzionale

Luciano Eusebi

Il passaggio, dunque, è stato compiuto. Attraverso un comunicato dello scorso 25 settembre, la Corte costituzionale ha reso nota la decisione di riconoscere un ambito d’ammissibilità della cooperazione all’altrui intento d’anticipare artificialmente la propria morte: «La Corte ha ritenuto non punibile ai sensi dell’articolo 580 del Codice penale, a determinate condizioni, chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli».