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Attualità
Attualità, 16/2007, 15/09/2007, pag. 566

Ortodossia russa - Nikolaj Gogol: la spiritualità liturgica che forma un popolo

N. Valentini
La bellezza liturgica nella tradizione ortodossa, che coinvolge nel culto tutte le dimensioni della realtà umana – il corpo, i sensi (suoni, colori, luci, profumi), la mente, lo spirito –, è un tratto antropologico ed esistenziale decisivo per la comprensione e l’autocomprensione della spiritualità russa. È essa stessa infatti ad avvertire come la liturgia costituisca l’anima della propria forma culturale. «La fede definisce il culto, e il culto la comprensione del mondo, dalla quale poi deriva la cultura» (Florenskij). Questo rapporto profondo tra fede, vita liturgica, unità del corpo ecclesiale e perfino autocoscienza e cultura di un popolo che in un rito si riconosce a partire dall’espressione linguistica è stato portato alla luce dalla fine sensibilità letteraria di Nikolaj Gogol’ nelle sue Meditazioni sulla divina liturgia. Il tema ritorna d’attualità oggi, quando la riflessione sulla vitalità dell’esperienza liturgica si rivela ricca di conseguenze anche per la Chiesa cattolica.

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Italia - Beni culturali ecclesiastici: la grande bellezza

La fede passa attraverso l’arte e la sua valorizzazione. Il ritorno del turismo religioso

Natalino Valentini

Le «immagini dell’arte sono formule di comprensione della vita, parallele a quelle della scienza e della filosofia. Le une e le altre sono due mani di un solo corpo».1 Ciò è tanto più vero se ci riferiamo all’arte sacra, vale a dire a quella particolare concretizzazione materiale della vita spirituale generata dalla fede.

 

Attualità, 2019-6

Europa - Dialogo interreligioso: ultimo appello

Perché oggi è urgente per l’Europa un dialogo strutturato tra le religioni

Natalino Valentini

L’epoca in cui viviamo è caratterizzata dalla straordinaria possibilità d’incontro di tutti gli esseri umani a livello planetario, globale, in modalità e forme che non hanno precedenti nella storia. Da questo punto di vista, l’attuale contesto internazionale, soprattutto europeo, si presenta carico di grandi opportunità e promesse, ma anche di drammatiche minacce.La presente situazione storica è quindi, per tutti noi, un appello per una rinnovata responsabilità, affinché questa possibilità d’incontro globale, attraverso la paziente tessitura delle relazioni internazionali, del dialogo interculturale e interreligioso, rappresenti per l’umanità un’inedita tappa verso un nuovo umanesimo.

 

Attualità, 2006-8

La Croce nella teologia ortodossa: abbiamo contemplato la sua gloria

N. Valentini
Al cuore della riflessione teologica e spirituale dell’Oriente cristiano, la croce di Cristo è immagine della manifestazione indissolubile e paradossale del Dio che si è spogliato di se stesso, facendosi servo fino alla morte liberamente donata, e del Dio della gloria che vittorioso rivela all’umanità il suo destino di vita per sempre. Secoli di esperienza spirituale e di elaborazione filosofica e letteraria, dai padri della Chiesa orientali ai grandi mistici filocalici, accomunati da una peculiare passione per l’enigma della presenza divina nell’uomo, hanno indagato il terribile mistero della sofferenza e del male – si veda anche il recente dossier su «Il dolore innocente nel pensiero ortodosso. Abisso e mistero», Regno-att. 8,2005,270ss –, individuando proprio nella croce insieme la sfida più radicale e il compimento dell’essere di Dio e di quel dialogo d’amore che è la Trinità. Compiere questo percorso nella theologia crucis dell’Oriente cristiano significa anche risalire al kerygma comune della Chiesa indivisa, dono e impegno di unità che scaturisce dal Crocifisso risorto.