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Attualità
Attualità, 10/1982, 15/05/1982, pag. 234

CEI: la distribuzione del clero

R.P.

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Documenti, 2026-15

La difesa al servizio della pace

Segretariato della Commissione delle conferenze episcopali dell'Unione Europea (COMECE)

«L’Europa è chiamata non solo a proteggersi, ma anche a rimanere un attore globale per la pace promuovendo il dialogo, la cooperazione multilaterale e la dignità umana». Il 2 luglio la Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione Europea (COMECE), composta dai presidenti delle conferenze episcopali cattoliche dei paesi UE, ha pubblicato il contributo Una strategia europea di sicurezza al servizio della pace, elaborato dal Segretariato in vista della nuova Strategia di sicurezza che l’UE si accinge a definire. Il testo si richiama alla dottrina sociale della Chiesa e alla vocazione fondativa dell’UE come progetto di pace, in continuità con i recenti moniti di papa Leone XIV contro la normalizzazione della guerra. La COMECE chiede che le future scelte di difesa restino ancorate alla dignità umana, al diritto internazionale e a un controllo etico delle tecnologie militari, così da coniugare capacità di difesa, diplomazia, prevenzione dei conflitti e cooperazione multilaterale in vista di «una pace giusta e sostenibile, che dovrebbe guidare le scelte strategiche dell’Europa negli anni a venire».

Cinque le raccomandazioni ai decisori di Bruxelles: mantenere la pace come obiettivo strategico; ampliare la valutazione delle minacce oltre i rischi militari; rafforzare la prevenzione dei conflitti; rafforzare il controllo democratico sulle scelte di difesa; inserire la strategia di sicurezza in una più ampia strategia di pace. «La sicurezza e la pace non sono obiettivi in competizione tra loro».

Stampa (2.7.2026) da sito web www.comece.eu. Nostra traduzione dall’inglese.

Documenti, 2026-9

La formazione dei preti

Rapporto finale

Gruppo di studio 4 sulla formazione sacerdotale

Nel mese di marzo sono stati pubblicati alcuni rapporti finali dei gruppi di studio «laterali» che erano stati formati da papa Francesco durante il Sinodo sulla sinodalità (2021-2024) per approfondire argomenti specifici (bit.ly/4bRaYlh). Tra essi c’è quello del Gruppo di studio 4 su La revisione della Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis in prospettiva sinodale missionaria, uscito il 3 marzo, che propone un aggiornamento dell’attuazione della Ratio fundamentalis. Non volendo riscrivere quest’ultima, uscita nel 2016 e ancora in fase di recezione, il Gruppo di studio ha invece «redatto la proposta per un Documento orientativo per l’attuazione della Ratio fundamentalis e delle Ratio nationalis». Il testo chiarisce l’identità relazionale del presbitero, inserito nel popolo di Dio e al servizio della comunione e della missione. Sottolinea la necessità di una formazione più integrata nella vita reale delle comunità, condivisa con laici – con particolare riferimento alle donne – e consacrati, attenta alla dimensione umana e affettiva, e orientata a competenze come ascolto, discernimento e corresponsabilità. «Il seminario non dovrà risultare un’esperienza prolungata lontana dal popolo di Dio. Pare necessario prevedere lungo il percorso anche altri moduli formativi..., evitando così condizioni di separatezza dove più facilmente si covano irresponsabilità, dissimulazioni e infantilismi clericali».

Stampa (3.3.2026) da sito web www.synod.va. Il «Corollario. Itinerario di attuazione e monitoraggio» viene qui omesso.

Documenti, 2026-9

Il ruolo delle donne nella Chiesa

Rapporto finale

Dicastero per la dottrina della Fede (Gruppo di studio 5)

Uno dei temi emersi con maggiore forza nel processo della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, il cosiddetto «Sinodo sulla sinodalità» che si è svolto nelle sue varie fasi dal 2021 al 2024, è stato quello del ruolo delle donne nella vita della Chiesa. Papa Francesco quindi nel 2024, nel delegare a 10 «gruppi di studio» altrettante «importanti questioni teologiche, tutte in varia misura connesse al rinnovamento sinodale della Chiesa e non prive di ripercussioni giuridiche e pastorali», aveva riservato proprio quella del ruolo delle donne nella Chiesa al Dicastero per la dottrina della fede. Il 10 marzo l’organismo ha pubblicato il Rapporto finale del «Gruppo di studio 5 sulla partecipazione delle donne alla vita e alla guida della Chiesa».

Richiamandosi direttamente all’affermazione di papa Giovanni XXIII nella Pacem in terris (1963), secondo cui la crescita del ruolo pubblico delle donne è un «segno dei tempi», il documento opera una sintesi ragionata delle questioni critiche emerse nel processo sinodale e afferma che «la situazione attuale interpella la comunità ecclesiale affinché prenda una decisione: subire le trasformazioni sociali, oppure essere essa stessa artefice proattiva del proprio cambiamento fornendogli un significato più ampio e ricco».

Stampa (10.3.2026) da sito web www.synod.va. Le Appendici sono qui omesse: cf. riquadro a p. 300. Cf. anche Regno-att. 8,2026,213.