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Documenti, 11/2024, 01/06/2024, pag. 351

Norme sulle apparizioni

Dicastero per la dottrina della fede

Il «voto» più negativo che un vescovo, d’intesa con il Dicastero per la dottrina della fede, potrà d’ora in poi esprimere a proposito di un presunto fenomeno soprannaturale (tipicamente: un’apparizione mariana) sarà una «declaratio de non supernaturalitate», mentre il più positivo sarà un «nihil obstat», ovvero un apprezzamento del valore pastorale e una promozione della proposta spirituale legati al fenomeno. In mezzo, altri quattro gradi di valutazione, di diversa prudenza. È questa la sostanziale novità delle nuove Norme per procedere nel discernimento di presunti fenomeni soprannaturali, presentate dal Dicastero per la dottrina della fede il 17 maggio 2024 e per le quali papa Francesco, approvandole il 4 maggio, ha disposto l’entrata in vigore il 19 maggio. Il perno attorno al quale le nuove norme ruotano è la sostituzione dell’orientamento, che nella storia della Chiesa appartiene a una tradizione recente, a pronunciarsi direttamente sulla soprannaturalità o non soprannaturalità di un fenomeno, con un discernimento meno vincolante per l’autorità ecclesiastica che lo esprime e più aperto alle possibili evoluzioni del fenomeno stesso, in positivo o in negativo. Tra le prime conseguenze che ci si attendono per questo documento, la formulazione del «nihil obstat», eventualmente con qualche chiarimento, a proposito del fenomeno Medjugorje.

 

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Documenti, 2026-3

Mater populi fidelis

Su alcuni titoli mariani riferiti alla cooperazione di Maria all'opera della salvezza

Dicastero per la dottrina della fede

Dietro questa nota dottrinale intitolata Mater populi fidelis su alcuni titoli mariani riferiti alla cooperazione di Maria all’opera della salvezza, come ha dichiarato il prefetto del dicastero, card. Victor Manuel Fernández, «c’è una ricca storia di decenni»: essa «risponde a numerose domande e proposte (...) giunte presso la Santa Sede soprattutto negli ultimi 30 anni», tra cui uno studio avvenuto attorno al 1996. Il documento, pubblicato il 4 novembre 2025, non solo «chiarisce in che senso sono accettabili o meno alcuni titoli ed espressioni riferiti a Maria», ma «si propone di approfondire i corretti fondamenti della devozione mariana» (Presentazione) relativamente alla «cooperazione di Maria all’opera della salvezza». In particolare, è «sempre inappropriato usare il titolo di Corredentrice», che «rischia di oscurare l’unica mediazione salvifica di Cristo». Analogamente «è necessaria una speciale prudenza nell’applicare a Maria» il «titolo di “Mediatrice”»: «di fronte alla tendenza ad ampliare la portata della cooperazione di Maria, partendo da questo termine», ne viene specificata «sia la preziosa portata sia i limiti». La Nota si sofferma poi sul titolo di «Madre dei credenti», approfondendo l’aspetto della maternità spirituale di Maria, e particolarmente su quello di «Madre della grazia». La conclusione invita a contemplare Maria come «Madre del popolo fedele». La firma di papa Leone XIV esplicita il valore del documento come parte del magistero ordinario della Chiesa.

Stampa (4.11.2025) da sito web www.vatican.va.

Documenti, 2024-21

La Regina della pace

Nota circa l’esperienza spirituale legata a Medjugorje  

Dicastero per la dottrina della fede

«Sebbene questo non implichi una dichiarazione del carattere soprannaturale del fenomeno in parola…, e ricordando che i fedeli non sono obbligati a credervi, il nihil obstat indica che questi ultimi possono ricevere uno stimolo positivo per la loro vita cristiana attraverso questa proposta spirituale, e autorizza il culto» (n. 38). La Nota del Dicastero per la dottrina della fede La Regina della pace circa l’esperienza spirituale legata a Medjugorje, approvata dal papa e pubblicata il 19 settembre, non si pronuncia sulla natura soprannaturale e l’autenticità delle apparizioni, ma formula un giudizio complessivamente positivo sui messaggi, pur con alcune precisazioni. Vengono dunque approvate ufficialmente le devozioni mariane nel luogo di pellegrinaggio bosniaco di Medjugorje, sotto la supervisione del vescovo locale. I resoconti delle apparizioni, che continuano tuttora, sono stati indagati più volte dal Vaticano, ma non sono mai stati riconosciuti. La nota intende porre fine a decenni di dibattiti tra cui una disputa tra i vescovi locali e i francescani, che svolgono un ruolo centrale nella cura pastorale dei pellegrini – e contestazioni sul ruolo dei presunti veggenti. L’attuale decisione si basa sulle nuove Norme per procedere nel discernimento di presunti fenomeni soprannaturali, pubblicate in maggio (cf. Regno-doc. 11,2024,351), che hanno lo scopo di aiutare i vescovi locali a classificare meglio le presunte apparizioni mariane e altri fenomeni.

Documenti, 2024-11

Dignitas infinita

Dichiarazione circa la dignità umana

Dicastero per la dottrina della fede

Con la dichiarazione Dignitas infinita circa la dignità umana, pubblicata l’8 aprile, il Dicastero per la dottrina della fede guidato dal card. Víctor Fernández ha voluto «chiarire alcuni equivoci che sorgono spesso a riguardo della dignità umana e... affrontare alcune gravi e urgenti questioni concrete a essa collegate». Alla base c’è l’affermazione che «la Chiesa, alla luce della rivelazione, ribadisce e conferma in modo assoluto questa dignità ontologica della persona umana, creata a immagine e somiglianza di Dio e redenta in Cristo Gesù». Accanto alla riaffermata condanna, più volte espressa nel passato, di aborto ed eutanasia, entrano temi come la maternità surrogata, che viola sia la dignità della donna sia quella del bambino; il cambio di sesso, salvo la correzione chirurgica di «anomalie»; la «teoria del gender».

Molta attenzione è dedicata anche a mali sociali che attentano alla dignità umana, come lo sfruttamento, la pena di morte, la guerra, la distruzione dell’ambiente, l’ingiusta distribuzione dei beni: tutti temi che stanno particolarmente a cuore a papa Francesco, il quale – come afferma il card. Fernández nella Presentazione – ha chiesto per approfondire questi aspetti una profonda rielaborazione di un testo che era già passato attraverso quattro bozze.