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Documenti, 21/2017, 05/12/2017, pag. 669

Generare, educare, accompagnare alla vita in Cristo

Lettera pastorale di mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina, per il 2017-2018

Mons. Mariano Crociata

S’intitola Una Chiesa che cresce: generare, educare, accompagnare alla vita in Cristo la nuova lettera pastorale di mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina - Terracina - Sezze - Priverno per l’anno 2017-2018. In continuità con gli anni precedenti, il documento si concentra su due dimensioni costitutive dell’essere Chiesa: da un lato l’ascolto, dall’altro l’attività pastorale ordinaria. «In questi anni l’impegno si è concentrato sull’ascolto: con esso la fede ha inizio, e poi cresce e matura», scrive il presule nell’introduzione, per poi aggiungere che «in conformità alle indicazioni del primo Sinodo diocesano, in questi anni abbiamo cercato di rivedere gli aspetti costitutivi dell’azione pastorale della nostra Chiesa, rinnovando sia gli organismi di partecipazione sia gli itinerari che preparano a celebrare e vivere i sacramenti dell’iniziazione cristiana». Ed è proprio sul tema dell’iniziazione cristiana che si concentra la lettera, analizzando il processo attuale d’introduzione alla fede dei ragazzi, focalizzando la riscoperta del catecumenato di questi ultimi anni, ponendosi quindi alla ricerca di un percorso catechetico rivolto ai giovani, che chiami in causa la responsabilità di tutta la comunità nel generare ed educare alla fede i suoi membri.

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Documenti, 2026-17

Una pastorale dei territori marginali

All'incontro dei vescovi delle aree interne

Mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina

«Non è più tempo di pensare un’azione pastorale avulsa dalle dinamiche territoriali, economico-sociali e culturali che interessano i nostri fedeli e le nostre comunità». Con questa relazione su «Allargare gli spazi della riflessione e dell’iniziativa pastorale» mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno (e presidente della Commissione degli episcopati dell’Unione Europea), ha aperto il 31 agosto a Benevento l’incontro dei vescovi delle aree interne. Il testo arriva a un anno dalla lettera con cui 141 presuli avevano contestato al Governo il Piano strategico nazionale delle aree interne, che per i territori più fragili prospettava un «accompagnamento» al declino demografico (cf. «Promemoria» a p. 552). Mons. Crociata sposta l’accento dalla rivendicazione politica a un esame di coscienza ecclesiale: mette in guardia dal rischio di difendere le aree interne «a ogni costo» e da una visione paternalistica dello Stato assistenziale, perché «non è un obiettivo che alcuno possa perseguire quello di fare di tutto per far rimanere le persone dove sono e dove sono sempre state». Propone d’integrare la pastorale con la dottrina sociale della Chiesa, nel significato dato all’espressione da papa Leone XIV nell’enciclica Magnifica humanitas, e indica due vie operative: la formazione di persone capaci di progettare sul territorio e la promozione dei «corpi intermedi», da associazioni e cooperative al Terzo settore, come argine alla dis-intermediazione sociale.

Stampa (1.9.2026) da sito web www.chiesacattolica.it.

Documenti, 2025-11

Le sfide globali dell'Europa

Mons. Mariano Crociata, presidente della COMECE

L’8 maggio, in vista della Giornata dell’Europa del 9, nel 75° anniversario della Dichiarazione Schuman che gettava le basi della cooperazione europea, la Commissione degli episcopati dell’Unione Europea (COMECE) ha pubblicato un Appello per una maggiore
unità in mezzo a sfide globali, firmata dal presidente mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina (www.comece.eu; nostra traduzione dall’inglese).

Documenti, 2024-17

Celebrare e vivere il giubileo

Lettera pastorale 2024-2025 di mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina

Il giubileo è il tema scelto dal vescovo di Latina Mariano Crociata per la sua lettera pastorale 2024-2025, che è stata presentata il 27 settembre e s’intitola «Oggi per questa casa è venuta la salvezza» (Lc 19,9). Celebrare e vivere il giubileo. La lettera vuole aiutare i fedeli a riscoprire «la ricchezza di significato spirituale e pastorale» del giubileo, che non si esaurisce in aspetti, come quello delle indulgenze, enfatizzati in epoca medievale.

La riflessione quindi recupera il senso del giubileo anticotestamentario, dove «il giubileo, come intensificazione del significato del sabato, è l’espressione più alta della risposta del popolo credente alla fedeltà di Dio all’alleanza» e «richiede di assumere impegni precisi di fronte ai fratelli», e neotestamentario, dove «il tempo giubilare si configura come quello segnato dalla presenza di Gesù che porta a realizzazione tutte le opere che il giubileo prescriveva e che ora trovano pieno compimento nella sua persona e nella sua azione».

Per arrivare a oggi: «Il giubileo diventi davvero l’occasione per una radicale revisione e correzione di un andazzo di vita personale e sociale che alla fine risulta miope perché autolesionistico e distruttivo. Noi credenti dobbiamo prendere coscienza, ora più che mai, che tutto questo è la fede a chiederlo e che essa non può più ridursi a un vago intimo sentimento o a un’osservanza formale di pratiche e di riti».