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Documenti, 9/2015

Per una Chiesa dal «volto amazzonico»

Interventi alla conferenza stampa di presentazione della Rete ecclesiale panamazzonica (REPAM, 2.3.2015)

Card. P.A. Turkson; card. C. Hummes; mons. P. Ricardo; M. Roy; M. Lopez Oropeza

«C’è un punto che ritengo rilevante per il cammino attuale e futuro non solo della Chiesa in Brasile, ma anche dell’intera compagine sociale: l’Amazzonia» (Regno-doc. 15,2013,467). Incontrando i vescovi brasiliani al termine della Giornata mondiale della gioventù di Rio de Janeiro (27.7.2013), papa Francesco aveva indicato nella Pan-Amazzonia una regione nella quale andava «ulteriormente incentivata e rilanciata l’opera della Chiesa». Anche in fedeltà a questo mandato, lo scorso 2 marzo, presso la Sala stampa vaticana, è stata presentata la Rete ecclesiale panamazzonica «nata nel settembre 2014 a Brasilia». La scelta di Roma ha voluto indicare, insieme al sostegno della Santa Sede, che la stessa piattaforma di collaborazione «potrebbe servire come modello ad altre Chiese locali di altri continenti che si trovano ad affrontare sfide analoghe». Pubblichiamo gli interventi che in quella sede si sono succeduti.

Pan-Amazzonia: fonte di vita nel cuore della Chiesa

Consiglio episcopale latinoamericano (CELAM); Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (CNBB)

«Facciamo nostre le preoccupazioni e le iniziative di tutti quelli che s’impegnano per affrontare le cause del cambiamento climatico. C’impegniamo a far pervenire l’eco della voce e della testimonianza dei popoli nativi dei paesi della Pan-Amazzonia, portatori di antiche sapienze, che possono contribuire al futuro del loro bioma e del “viver bene” di tutta l’umanità». In vista dell’incontro della COP20 di Lima (1-12.12.2014; cf. Regno-doc. 6,2015,10ss), i vescovi, i religiosi e le religiose della regione panamazzonica hanno pubblicato, lo scorso novembre, una lettera pastorale intitolata Pan-Amazzonia: fonte di vita nel cuore della Chiesa, nella quale esprimono le loro preoccupazioni pastorali ed ecologiche per il futuro della regione: la mentalità neocolonialista e le ideologie dello sviluppo illimitato; l’esclusione dalla celebrazione eucaristica di molte comunità; l’inculturazione e l’inclusione dei più poveri. La lettera presenta anche la Rete ecclesiale panamazzonica, un organismo di comunione recentemente istituito (settembre 2014), «che si propone di stringere i legami di collaborazione e di raggiungere una visione comune del lavoro missionario e di evangelizzazione nella regione».

Trasparenza, responsabilità, tolleranza zero

Intervento al Concistoro (12.2.2015)

Card. S. O'Malley

«Per uscire dalla crisi dell’abuso sessuale da parte del clero, riguadagnare la fiducia delle persone che serviamo e dare la possibilità di ritornare a quanti ci hanno lasciato, dobbiamo essere conosciuti come persone sempre e ovunque impegnate nella sicurezza dei bambini affidati alla nostra cura pastorale. Solo questo può guarire la nostra Chiesa e riportare fiducia nella nostra guida pastorale». Con queste parole, il card. O’Malley conclude la sua relazione al recente concistoro dedicato alla riforma della curia romana. L’intervento intende presentare le linee guida della Pontificia commissione per la tutela dei minori, istituita nel febbraio dello scorso anno come una delle tappe fondamentali della riforma della Chiesa voluta da papa Francesco: solo con un atteggiamento di «trasparenza, responsabilità e tolleranza zero» nei confronti dell’abuso sessuale, la Chiesa «sarà capace di ristabilire la fiducia dei cattolici la cui fede è stata messa alla prova». Per un’ampia riflessione sull’intervento di O’Malley, cf. Regno-att. 2,2015,83s.

Correte rischi per la pace!

Messaggio

Vescovi cattolici del Sud Sudan

«Chiunque insiste a combattere una guerra contro cittadini innocenti del Sud Sudan non ha legittimità: dal momento in cui siete in guerra tra di voi avete già perduto la vostra legittimità!». Un appello pressante rivolto alle parti politiche in guerra nel Sud Sudan è stato lanciato dai vescovi cattolici del paese al termine dell’incontro che li ha visti, dal 28 al 30 gennaio scorsi, riuniti a Juba insieme al nunzio apostolico per il Kenya e il Sud Sudan, mons. Balvo. Nel loro messaggio, intitolato «Prendete il largo!», i vescovi sud sudanesi si dicono preoccupati per l’escalation del conflitto scoppiato nel dicembre del 2013 e tuttora in corso. Uno scontro «per il potere e non per il bene del popolo», nato all’interno del partito di governo, il Sudan People’s Liberation Movement, che vede contrapposto l’esercito, fedele al presidente Salva Kiir, e le truppe fedeli all’ex vicepresidente Riek Machar. «Questa guerra è peccato», scrivono i vescovi. «Abbiate il coraggio di prendere il largo, di pensare fuori dagli schemi politici, di fare concessioni inimmaginabili e di correre rischi per la pace».