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Documenti, 5/2015

Non c'è posto per chi abusa dei minori

Lettera alle conferenze episcopali e ai superiori maggiori; omelia nella messa con alcune vittime

Francesco
«Le famiglie devono sapere che la Chiesa non risparmia sforzi per tutelare i loro figli e hanno il diritto di rivolgersi a essa con piena fiducia (...). Non potrà, pertanto, venire accordata priorità ad altro tipo di considerazioni, di qualunque natura esse siano». È il passaggio centrale di una lettera, datata 2 febbraio 2015 e pubblicata il 5, inviata ai presidenti delle conferenze episcopali e ai superiori degli istituti di vita consacrata e società di vita apostolica «circa la Pontificia Commissione per la tutela dei minori», istituita nel marzo scorso e recentemente completata. Vi si legge una decisa richiesta di trasparenza e una sollecitazione a tutte le istanze che ancora non hanno provveduto a dotarsi degli strumenti necessari e delle linee guida richieste nel 2011 dalla Congregazione per la dottrina della fede. Lo scorso 7 luglio, il papa aveva incontrato alcune vittime di violenze sessuali, da parte di membri del clero, provenienti da Germania, Irlanda e Regno Unito. Pubblichiamo l’omelia tenuta da Francesco in quell’occasione.

La responsabilità: questione centrale

Pontificia commissione per la tutela dei minori
I membri della Pontificia Commissione per la tutela dei minori, istituita da papa Francesco lo scorso mese di marzo e recentemente allargata (17.12.2014), si sono riuniti in assemblea plenaria a Roma dal 6 all’8 febbraio. Lunedì 9 il comunicato dell’organismo che pubblichiamo informa sull’andamento dei lavori (www.osservatoreromano.va).

L'opzione preferenziale per le vittime

Intervento all'Anglophone Conference 2014

Mons. Diarmuid Martin
«La crisi delle violenze sessuali sui minori non è un capitolo chiuso nella storia della Chiesa. Le violenze possono ancora verificarsi e si verificano». Intervenendo alla sessione 2014 della Anglophone Conference, lo scorso 7 luglio, l’arcivescovo di Dublino Diarmuid Martin è tornato sullo scandalo delle violenze sessuali che ha sconvolto e ferito profondamente anche la Chiesa cattolica in Irlanda. Il suo discorso si è concentrato sul ruolo della Chiesa nella guarigione delle vittime, cammino da lui definito una necessità «ecclesiologica e teologica», prima che una questione per psicoterapeuti. Le violenze «rimarranno una ferita nel fianco della Chiesa fino al giorno in cui ogni singola vittima non avrà ottenuto la guarigione personale che merita». Martin ha parlato, per analogia, della necessità per la Chiesa di «un’opzione fondamentale per le vittime», rilevando con disappunto che ci sono ancora oggi «persone che sminuiscono la realtà delle violenze o che prendono scorciatoie per stabilire norme e linee guida». L’arte di guarire, ha detto, s’impara solo nell'umiltà: «L’arroganza non è mai la via verso la guarigione. (...) Non siamo qui per dire alle vittime che cosa devono fare ma per trovare insieme nuovi modi di interagire con rispetto e attenzione».

Vocazione e missione della famiglia

Lineamenta della XIV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi

Segreteria del Sinodo dei vescovi
Al termine dell’Assemblea straordinaria del Sinodo dei vescovi di ottobre 2014, la Relatio Synodi conclusiva (Regno-doc. 19,2014,622ss) era stata indicata dal papa come Lineamenta per la prossima assemblea generale ordinaria (4-25.10.2015). Il 9 dicembre, ai Lineamenta è stata aggiunta una serie di domande «per la recezione e l’approfondimento della Relatio Synodi», invitando le conferenze episcopali a coinvolgere «tutte le istanze ecclesiali» in una nuova, ampia consultazione. Le risposte costituiranno il materiale per il prossimo Instrumentum laboris. Tra i criteri impiegati nella compilazione emerge il «primato della realtà», che si coglie nell'offerta di un quadro iniziale «di riferimento più concreto sulla situazione reale delle famiglie», per evitare che le «risposte possano essere fornite secondo schemi e prospettive proprie di una pastorale meramente applicativa della dottrina». Importante anche l’invito agli episcopati a «lasciarsi guidare dalla svolta pastorale» delineatasi nella sessione straordinaria, senza rimettere tutto in discussione: «È necessario far di tutto perché non si ricominci da zero, ma si assuma il cammino già fatto nel Sinodo straordinario come punto di partenza».