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Documenti, 32/2015

Con l'olio dell'accoglienza e della misericordia

In apertura della XIV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi

Francesco
«Preghiamo perché il Sinodo che domani si apre sappia ricondurre a un’immagine compiuta di uomo l’esperienza coniugale e familiare». Lo scorso sabato 3 ottobre, in Piazza San Pietro, Francesco è intervenuto alla veglia di preghiera con le famiglie promossa dalla CEI in vista dell’apertura della XIV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi. Il giorno seguente, domenica 4 ottobre, nella Basilica vaticana, il papa ha presieduto la celebrazione eucaristica con la quale ha aperto ufficialmente il Sinodo, dedicato al tema: «La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo». La Chiesa, ha detto nella sua omelia facendo eco alle parole di Giovanni XXIII in apertura del Concilio, «è chiamata a vivere la sua missione nella carità che non punta il dito per giudicare gli altri, ma – fedele alla sua natura di madre – si sente in dovere di cercare e curare le coppie ferite con l’olio dell’accoglienza e della misericordia».

Non compromessi, ma apertura allo Spirito

Francesco
Lunedì 5 ottobre è iniziata, nell’Aula del Sinodo in Vaticano, la prima Congregazione generale della XIV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, sul tema: «La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo» (4-25.10.2015). In apertura dei lavori, papa Francesco ha rivolto ai presenti le parole di saluto che pubblichiamo (www.vatican.va).

Sui divorziati e risposati civilmente

Card. Peter Erdo
Nella sua relazione introduttiva ai lavori, lo scorso lunedì 5 ottobre, il card. Péter Erdo˝ – relatore generale della XIV Assemblea generale ordinaria – ha dedicato un passaggio alla questione dei divorziati risposati, uno dei temi sui quali sono riposte forti attenzioni e attese. Riportiamo di seguito il passaggio (www.vatican.va).

A un mese da Firenze

Comunicato finale

Consiglio permanente della CEI
È stato il magistero di papa Francesco «la trama di fondo su cui si sono appuntati i diversi argomenti affrontati nella sessione autunnale del Consiglio episcopale permanente» (Firenze, 30.9-2.10.2015): dai «contenuti della prolusione alle modalità da offrire alle diocesi italiane circa l’accoglienza dei profughi» alla prospettiva con cui si intende celebrare l’imminente Convegno ecclesiale nazionale di Firenze (9-13.11.2015), città che non a caso è stata scelta come sede dell’incontro. Alla vigilia del Sinodo «il consiglio permanente ha espresso convinta vicinanza alle famiglie, a partire dalla condivisione della loro non facile opera educativa», tema su cui si è soffermato in particolare il card. Bagnasco nella sua prolusione. Uno spazio rilevante dei lavori assembleari è stato occupato dalla proposta di un percorso per le diocesi in vista dell’Assemblea generale di maggio, che sarà dedicata al tema: «La vita e la formazione permanente dei presbiteri»; e al rinnovo delle dodici commissioni episcopali. Tra le comunicazioni, la preparazione al Congresso eucaristico nazionale di Genova (settembre 2016) e le indicazioni della Congregazione dei vescovi «sulla formulazione, a livello di conferenze episcopali regionali, di un progetto di riordino delle diocesi».

Omosessualità: uno sguardo nuovo?

Antonio Autiero
«Omosessualità ed etica cristiana. Un clima che cambia?». È il titolo dell’intervento che il prof. Antonio Autiero, docente emerito di teologia morale a Münster, ha tenuto il 20 maggio alla conferenza internazionale «View of the Family and Sexuality in the Catholic Church after the Second Vatican Council», presso la Facoltà di teologia dell’Università di Lubiana. Il testo prende le mosse da una tensione che segna il mondo ecclesiale – «quell’intreccio tra volontà di ripensamento sull’atteggiamento comprensivo verso persone omosessuali e bisogno di affermazione della dottrina morale» –, e che il doppio appuntamento sinodale ha riproposto con forza. «Pur mantenendo aperta la tensione», Autiero riconosce «che un cambiamento di clima è certamente in atto», e che esso vada «compreso nelle sue intenzioni e approfondito nelle sue implicazioni». Cinque gli elementi che ridisegnano a suo dire «l’orizzonte di senso della domanda e possono fornire elementi determinanti per uno sguardo nuovo»: la considerazione sociale del fenomeno; il confronto sul tema in ambito ecumenico; il lavoro della teologia morale; una mutata comprensione dei rapporti di genere; uno spostamento di enfasi «da un’etica degli atti singoli alla moralità della persona in relazione».