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Documenti, 2/2015

Dalla cultura del rifiuto a quella dell'incontro

Discorso al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede

Francesco
«Accanto alla pace, il presepe racconta anche un’altra drammatica realtà: quella del rifiuto». È stato questo – il «rifiuto» e le sue tante, odierne declinazioni – il tema scelto da Francesco, lo scorso 12 gennaio, per il suo incontro con il corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede. «C’è un’indole del rifiuto che ci accomuna», ha detto, «che induce a non guardare al prossimo come a un fratello da accogliere». Si tratta di quell'atteggiamento che è espressione di una «cultura dello scarto» che ferisce l’umanità, ancora «lacerata da tensioni e conflitti di ogni sorta». Dopo una rassegna mondiale delle tante «vite scartate», il papa ha ringraziato Dio «per i dialoghi e gli incontri che ci ha concesso e per alcuni frutti di pace che ci ha dato la gioia di assaporare» nell'anno passato, menzionando in particolare i due viaggi apostolici in Albania e Turchia, e la «recente decisione degli Stati Uniti d’America e di Cuba di porre fine a un silenzio reciproco durato oltre mezzo secolo e di riavvicinarsi per il bene dei rispettivi cittadini», situazione nella quale lo stesso Francesco si è personalmente impegnato come mediatore.

Sui rapporti diplomatici della Santa Sede

In occasione dell'incontro di Francesco con il corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede

Sala stampa vaticana
In occasione dell’incontro del santo padre con il corpo diplomatico accreditato, la Sala stampa vaticana ha pubblicato una nota informativa sui rapporti diplomatici della Santa Sede che riportiamo di seguito (www.vatican.va).

Sugli attentati di Parigi

Comunicati e reazioni in seguito agli attentati del 7 gennaio 2015

J.-L. Tauran; imam francesi; vescovi di Francia; A. Vingt-Trois; Federazione protestante di Francia; Vescovi ortodossi di Francia; Consiglio francese del culto musulmano
«Scioccati per l’odioso attentato» a Parigi, il cardinale Jean-Louis Tauran – presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso – e quattro imam francesi in visita in Vaticano hanno pubblicato una dichiarazione congiunta per condannare la strage alla sede del settimanale satirico Charlie Hebdo e ribadire la necessità del dialogo tra persone di diverse fedi. Denunciando ogni forma di violenza, i firmatari fanno anche appello ai responsabili dei media, affinché sappiano «offrire un’informazione rispettosa delle religioni, dei loro fedeli e delle loro pratiche, promuovendo così una cultura dell’incontro». Insieme alla loro dichiarazione, datata 8 gennaio, pubblichiamo i brevi comunicati di condanna degli attentati di Parigi da parte della Conferenza episcopale francese, della Federazione protestante di Francia, dell’Assemblea dei vescovi ortodossi francesi e del Consiglio francese del culto musulmano. Pubblichiamo anche la lettera ai cattolici di Parigi, scritta dall’arcivescovo André Vingt-Trois e datata 10 gennaio.

Non si può insultare la fede degli altri

Nel volo dallo Sri Lanka alle Filippine

Francesco
Giovedì 15 gennaio, durante il suo viaggio apostolico in Sri Lanka e Filippine (12-19.1.2015), nel volo da Colombo a Manila, papa Francesco ha incontrato i giornalisti per una conferenza stampa divenuta ormai un appuntamento consueto in queste occasioni. Alla domanda di un giornalista francese, che gli chiedeva: «Nel rispetto delle diverse religioni, fino a che punto si può arrivare nella libertà di espressione, che anche quella è un diritto umano fondamentale?», Francesco ha risposto con le parole che riportiamo (www.vatican.va).

Nota pastorale sulla 'ndrangheta

Conferenza episcopale calabra
«Nei confronti di chi, notoriamente e ostinatamente (...) abbia preso parte in prima persona (...) ad organizzazioni criminali, come la ‘ndrangheta, la Conferenza episcopale calabra, pubblicamente e solennemente ribadisce che di fatto è fuori dalla comunione con la Chiesa». Sono parole forti quelle contenute nel documento Testimoniare la verità del Vangelo. Nota pastorale sulla ‘ndrangheta, presentato lo scorso 2 gennaio dai vescovi della Calabria, già annunciato nel luglio scorso in una sessione straordinaria della Conferenza episcopale (cf. riquadro alle pp. 16-17). Parole di condanna che ribadiscono la scomunica già pronunciata da papa Francesco (21.6.2014). Nell'attuale vuoto «di certezze, di presenza, di fiducia, di impegno, di speranza, di prospettive», il testo condanna con forza il fenomeno mafioso, cita «la disoccupazione, la corruzione diffusa, una politica, che (...) sembra completamente distante dai veri bisogni della gente», e auspica che le indicazioni offerte «possano contribuire a far sorgere un’alba nuova di redenzione» nella terra di Calabria. Nella nota, i vescovi annunciano anche la prossima pubblicazione di un Direttorio sugli aspetti della celebrazione dei sacramenti e della pietà popolare.

La 'ndrangheta è negazione del Vangelo

Vescovi della Calabria
Lo scorso 17 luglio, radunata a Paola per una seduta straordinaria, la Conferenza episcopale calabra ha voluto ringraziare papa Francesco per la sua visita pastorale in Calabria, alla diocesi di Cassano all'Jonio (21.6.2014), e «per il forte messaggio» offerto in quell'occasione. Nella stessa sede, i presuli – convinti che sia giunto il momento «di un intervento ancora più chiaro e deciso» – hanno anticipato le linee progettuali della nota pastorale sul fenomeno mafioso in Calabria, «disonorante piaga della società», che deturpa da fin troppo tempo la vita dei calabresi (www.oppido-palmi.chiesacattolica.it).