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Documenti, 11/2008

Verso il sinodo sulla parola di Dio: Instrumentum laboris per la XII Assemblea generale ordinaria

Sinodo dei vescovi
«La parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa»: è il titolo della XII Assemblea generale ordinaria del sinodo dei vescovi, che si svolgerà a Roma dal 5 al 26 ottobre 2008, e anche del suo Instrumentum laboris, firmato l’11 maggio e presentato il 12 giugno. Frutto della rielaborazione delle numerose risposte arrivate sulla base dei Lineamenta (Regno-doc. 9,2007,257), il documento ha lo scopo di avviare e indirizzare l’ultima preparazione e la celebrazione dell’assise, con un interesse «eminentemente pastorale e missionario». Cioè: «approfondire le ragioni dottrinali e lasciarsi illuminare da esse significa estendere e rafforzare la pratica dell’incontro con la parola di Dio come fonte di vita nei diversi ambiti dell’esperienza e così, attraverso vie giuste e agevoli, poter ascoltare Dio e parlare con lui». L’intero testo, distribuito in 60 numeri, si articola in tre parti: l’identità della parola di Dio secondo la fede della Chiesa; la parola di Dio nella vita della Chiesa; la parola di Dio nella missione della Chiesa.

L'agenda della Chiesa, il clima del paese: LVIII Assemblea generale della CEI

Benedetto XVI, Conferenza episcopale italiana
«Giovani e Vangelo: percorsi di evangelizzazione ed educazione» era il tema principale della LVIII Assemblea generale della CEI, svoltasi a Roma dal 26 al 30 maggio. Nel ricco ordine del giorno rientravano anche il sostegno economico alla Chiesa (nel ventennale del documento sul «sovvenire»), il bilancio conclusivo dell’attività della Fondazione giubilare «Giustizia e solidarietà», l’insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica e la presentazione degli atti e del Documento conclusivo dell’ultima Settimana sociale dei cattolici italiani. Per i loro riflessi sull’agenda politica hanno tuttavia avuto il maggiore riscontro pubblico le valutazioni espresse dall’Assemblea in relazione a «Il paese dopo le elezioni e la solidarietà tra il bene di ciascuno e il bene di tutti», richiamate per sommi cenni al punto 4 del Comunicato finale e ispirate sia dalla prolusione del presidente card. Bagnasco, sia dal discorso di Benedetto XVI, il quale, incontrando i vescovi italiani il 29, aveva registrato «con particolare gioia i segnali di un clima nuovo, più fiducioso e costruttivo».

L'agenda della Chiesa, il clima del paese: Segnali di un nuovo clima. Discorso di Benedetto XVI

Benedetto XVI
«Giovani e Vangelo: percorsi di evangelizzazione ed educazione» era il tema principale della LVIII Assemblea generale della CEI, svoltasi a Roma dal 26 al 30 maggio. Nel ricco ordine del giorno rientravano anche il sostegno economico alla Chiesa (nel ventennale del documento sul «sovvenire»), il bilancio conclusivo dell’attività della Fondazione giubilare «Giustizia e solidarietà», l’insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica e la presentazione degli atti e del Documento conclusivo dell’ultima Settimana sociale dei cattolici italiani. Per i loro riflessi sull’agenda politica hanno tuttavia avuto il maggiore riscontro pubblico le valutazioni espresse dall’Assemblea in relazione a «Il paese dopo le elezioni e la solidarietà tra il bene di ciascuno e il bene di tutti», richiamate per sommi cenni al punto 4 del Comunicato finale e ispirate sia dalla prolusione del presidente card. Bagnasco, sia dal discorso di Benedetto XVI, il quale, incontrando i vescovi italiani il 29, aveva registrato «con particolare gioia i segnali di un clima nuovo, più fiducioso e costruttivo».

L'agenda della Chiesa, il clima del paese: Questioni di attualità. Comunicato finale

Conferenza episcopale italiana
«Giovani e Vangelo: percorsi di evangelizzazione ed educazione» era il tema principale della LVIII Assemblea generale della CEI, svoltasi a Roma dal 26 al 30 maggio. Nel ricco ordine del giorno rientravano anche il sostegno economico alla Chiesa (nel ventennale del documento sul «sovvenire»), il bilancio conclusivo dell’attività della Fondazione giubilare «Giustizia e solidarietà», l’insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica e la presentazione degli atti e del Documento conclusivo dell’ultima Settimana sociale dei cattolici italiani. Per i loro riflessi sull’agenda politica hanno tuttavia avuto il maggiore riscontro pubblico le valutazioni espresse dall’Assemblea in relazione a «Il paese dopo le elezioni e la solidarietà tra il bene di ciascuno e il bene di tutti», richiamate per sommi cenni al punto 4 del Comunicato finale e ispirate sia dalla prolusione del presidente card. Bagnasco, sia dal discorso di Benedetto XVI, il quale, incontrando i vescovi italiani il 29, aveva registrato «con particolare gioia i segnali di un clima nuovo, più fiducioso e costruttivo».

Cristiani e l'humus mafioso: Conferenza di mons. Michele Pennisi vescovo di Piazza Armerina

M. Pennisi
«È compito della Chiesa sia aiutare a prendere consapevolezza che tutti, anche i cristiani, alimentiamo l’humus dove alligna e facilmente cresce la mafia, sia indurre al superamento dell’attuale situazione attraverso la conversione al Vangelo, capace di creare una cultura antimafia fondata sulla consapevolezza che il bene comune è frutto dell’apporto responsabile di tutti e di ciascuno». Ecco il cuore del discorso che mons. Michele Pennisi, vescovo di Piazza Armerina, ha proposto ai Lions club di Taormina lo scorso 4 aprile (cf. Regno-att. 10,2008,359s). «La lotta alla mafia passa, anche se non si esaurisce, attraverso un rinnovato impegno educativo e pastorale – continua mons. Pennisi – che porti a un cambiamento della mentalità e dei comportamenti concreti, a una profonda “conversione” personale e comunitaria». E per concretizzare l’impegno educativo di cui parla, il vescovo chiude il proprio intervento raccontando alcune piccole iniziative – da lui definite «piccoli segni» – realizzate nella diocesi di Piazza Armerina, grazie alle associazioni, ai movimenti e ai gruppi giovanili ecclesiali.

Un nuovo Lezionario ambrosiano: Promulgazione del card. Tettamanzi e Premesse

D. card. Tettamanzi, M. Mosconi
«Una riproposizione del grande patrimonio lezionale ambrosiano, fatta simultaneamente di custodia del dato tradizionale accertato e di un suo coerente e organico sviluppo» (n. 5), che «offre alle comunità di rito ambrosiano un ordinamento delle letture completo in più cicli e organico per tutto l’anno liturgico». È il nuovo Lezionario ambrosiano, che il card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano e capo rito del rito ambrosiano, ha promulgato lo scorso 20 marzo, Giovedì santo, e che entrerà in vigore il prossimo 16 novembre, prima domenica di avvento secondo il Calendario del rito ambrosiano. L’atto di promulgazione è giunto al termine di un iter lungo e approfondito, che ha preso le mosse dalla costituzione n. 47 del XLVII Sinodo diocesano (1995) e si è snodato prima all’interno della Congregazione del rito ambrosiano (1996-2005), e poi nel confronto con la Santa Sede, da un lato, e con il presbiterio diocesano, dall’altro lato (2006-2008). Di questo Lezionario pubblichiamo qui le «Premesse»; per una più ampia analisi del suo contenuto e del suo significato (cf. Regno-att. 10,2008,310ss).

Un nuovo Lezionario ambrosiano: Decreto di promulgazione

D. card. Tettamanzi, M. Mosconi
«Una riproposizione del grande patrimonio lezionale ambrosiano, fatta simultaneamente di custodia del dato tradizionale accertato e di un suo coerente e organico sviluppo» (n. 5), che «offre alle comunità di rito ambrosiano un ordinamento delle letture completo in più cicli e organico per tutto l’anno liturgico». È il nuovo Lezionario ambrosiano, che il card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano e capo rito del rito ambrosiano, ha promulgato lo scorso 20 marzo, Giovedì santo, e che entrerà in vigore il prossimo 16 novembre, prima domenica di avvento secondo il Calendario del rito ambrosiano. L’atto di promulgazione è giunto al termine di un iter lungo e approfondito, che ha preso le mosse dalla costituzione n. 47 del XLVII Sinodo diocesano (1995) e si è snodato prima all’interno della Congregazione del rito ambrosiano (1996-2005), e poi nel confronto con la Santa Sede, da un lato, e con il presbiterio diocesano, dall’altro lato (2006-2008). Di questo Lezionario pubblichiamo qui le «Premesse»; per una più ampia analisi del suo contenuto e del suo significato (cf. Regno-att. 10,2008,310ss).

Un nuovo Lezionario ambrosiano: Messale ambrosiano. Premesse al Lezionario

«Una riproposizione del grande patrimonio lezionale ambrosiano, fatta simultaneamente di custodia del dato tradizionale accertato e di un suo coerente e organico sviluppo» (n. 5), che «offre alle comunità di rito ambrosiano un ordinamento delle letture completo in più cicli e organico per tutto l’anno liturgico». È il nuovo Lezionario ambrosiano, che il card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano e capo rito del rito ambrosiano, ha promulgato lo scorso 20 marzo, Giovedì santo, e che entrerà in vigore il prossimo 16 novembre, prima domenica di avvento secondo il Calendario del rito ambrosiano. L’atto di promulgazione è giunto al termine di un iter lungo e approfondito, che ha preso le mosse dalla costituzione n. 47 del XLVII Sinodo diocesano (1995) e si è snodato prima all’interno della Congregazione del rito ambrosiano (1996-2005), e poi nel confronto con la Santa Sede, da un lato, e con il presbiterio diocesano, dall’altro lato (2006-2008). Di questo Lezionario pubblichiamo qui le «Premesse»; per una più ampia analisi del suo contenuto e del suo significato (cf. Regno-att. 10,2008,310ss).