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Documenti, 11/2008, 01/06/2008, pag. 352

L'agenda della Chiesa, il clima del paese: Questioni di attualità. Comunicato finale

Conferenza episcopale italiana
«Giovani e Vangelo: percorsi di evangelizzazione ed educazione» era il tema principale della LVIII Assemblea generale della CEI, svoltasi a Roma dal 26 al 30 maggio. Nel ricco ordine del giorno rientravano anche il sostegno economico alla Chiesa (nel ventennale del documento sul «sovvenire»), il bilancio conclusivo dell’attività della Fondazione giubilare «Giustizia e solidarietà», l’insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica e la presentazione degli atti e del Documento conclusivo dell’ultima Settimana sociale dei cattolici italiani. Per i loro riflessi sull’agenda politica hanno tuttavia avuto il maggiore riscontro pubblico le valutazioni espresse dall’Assemblea in relazione a «Il paese dopo le elezioni e la solidarietà tra il bene di ciascuno e il bene di tutti», richiamate per sommi cenni al punto 4 del Comunicato finale e ispirate sia dalla prolusione del presidente card. Bagnasco, sia dal discorso di Benedetto XVI, il quale, incontrando i vescovi italiani il 29, aveva registrato «con particolare gioia i segnali di un clima nuovo, più fiducioso e costruttivo».

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Documenti, 2026-5

IRC: laboratorio di cultura e dialogo

Conferenza episcopale italiana

La nota pastorale della Conferenza episcopale italiana L’insegnamento della religione cattolica: laboratorio di cultura e dialogo, pubblicata l’11 dicembre 2025 dopo l’approvazione dell’Assemblea generale di novembre, vuole «ricomprendere e rilanciare l’insegnamento della religione cattolica come un progetto educativo che propone l’esigenza di una visione globale e integrale dell’educazione, in un’alleanza fra la scuola, la Chiesa e la società, aggiornandone i tratti alla luce della cultura del nostro tempo». Sono passati oltre quarant’anni dall’Accordo di revisione del Concordato (1984), che istituiva l’insegnamento della religione cattolica (IRC) come materia facoltativa in tutte le scuole di ogni ordine e grado, e più di tre decenni dalla precedente (e unica) nota pastorale sul tema (1991). Il documento affronta i profondi cambiamenti sociali e culturali intervenuti e sottolinea la capacità che ha avuto l’IRC di adattarvisi. Riconferma il valore dello schema concordatario, pur manifestando apertura al dialogo e al confronto con il pluralismo religioso sempre più evidente nella società italiana. Riconosce la crisi dell’insegnamento, che «investe l’intera categoria degli insegnanti», e proprio per questo investe in un rilancio dell’IRC, ricordando agli insegnanti di religione che «a scuola non sono mai soli ma hanno accanto tutta una comunità che con loro collabora e di cui essi sono espressione».

Stampa (11.12.2025) da sito web www.chiesacattolica.it.

Documenti, 2026-3

Una casa di pace nell'età della forza

I vescovi italiani sull'attualità politica e sociale

Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana (26-28 gennaio 2026)

«In un contesto globale definito “età della forza”, dove il diritto internazionale cede il passo alle armi e alla logica del dominio, i vescovi hanno rinnovato l’impegno della Chiesa italiana a essere “casa della pace”, accogliendo l’invito di papa Leone XIV a riscoprire l’essenziale della fede cristiana» (Comunicato finale). È stato questo il punto centrale della sessione invernale del Consiglio episcopale permanente, che si è riunito a Roma dal 26 al 28 gennaio. All’ordine del giorno c’erano le priorità pastorali e i passi da compiere per dare seguito alle decisioni maturate a conclusione del Cammino sinodale e dopo l’Assemblea generale del novembre scorso. È stato quindi deciso che il tema principale dell’82ª Assemblea generale (a Roma dal 25 al 28 maggio) saranno gli orientamenti pastorali della Chiesa in Italia e le decisioni post-sinodali.

Molta attenzione ha suscitato l’appello del presidente dei vescovi, il card. Matteo Zuppi, riguardante il referendum confermativo della riforma costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati, previsto per il 22 e 23 marzo, appello che da alcuni è stato inteso come un’indicazione a votare «no». Interpretazione poi smentita dall’agenzia stampa della CEI SIR il 27 gennaio.

Stampa (28.1.2026) da sito web www.chiesacattolica.it.

Documenti, 2026-1

Educare a una pace disarmata

Conferenza episcopale italiana

Durante l’Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, il 17 giugno, papa Leone XIV aveva incoraggiato i vescovi a «sviluppare un’attenzione pastorale sul tema della pace» promuovendo nelle diocesi «percorsi di educazione alla nonviolenza, iniziative di mediazione nei conflitti locali, progetti di accoglienza che trasformino la paura dell’altro in opportunità di incontro». Nella successiva Assemblea generale, il 19 novembre, l’episcopato italiano ha approvato la nota pastorale Educare a una pace disarmata e disarmante, il cui titolo riprende l’espressione usata dal papa nella sua prima benedizione apostolica «Urbi et orbi» l’8 maggio, e che è stata pubblicata il 5 dicembre. Nelle tre parti in cui è articolata, la nota propone innanzitutto un’analisi sommaria della situazione mondiale, europea e italiana; quindi svolge una riflessione alla luce della Scrittura; e infine sviluppa alcuni percorsi di educazione delle coscienze.

Con questo documento, che esce a 27 anni dalla precedente nota CEI su Educare alla pace, i vescovi italiani abbracciano per la prima volta una posizione di pacifismo radicale, che tende a negare legittimità a qualsiasi guerra, anche difensiva: «Anche dinanzi all’ingiustizia o all’aggressione, la via d’uscita è una resistenza pacifica, che privilegia la vita sulla giustizia, in un amore agli altri che svela la cattiveria dei malvagi non sposandone i metodi».

Stampa (5.12.2025) da sito web www.chiesacattolica.it.