D
Documenti
Il tuo abbonamento è scaduto. Rinnovalo al più presto per continuare ad accedere ai contenuti online riservati agli abbonati.

Documenti, 13/2006

La bellezza di essere cristiani

Congresso mondiale dei movimenti e veglia con il papa
300 rappresentanti di oltre 100 realtà provenienti da tutto il mondo si sono radunati a Rocca di Papa (Roma) dal 31maggio al 2 giugno per il V Congresso dei movimenti e delle nuove comunità, II a partire dal patrocinio del Pontificio Consiglio per i laici. Il Congresso è terminato con la veglia di Pentecoste che ha radunato circa 300.000 persone attorno a Benedetto XVI, così come avvenne nel 1998 attorno a Giovanni Paolo II (cf. Regno-att. 12,1998,365; Regno-doc. 13,1998,398ss). Dal allora, ha detto mons. Rylko, presidente del Pontificio consiglio, si percepisce una stagione di «maturità ecclesiale» dei movimenti quanto a comunione ecclesiale, a impegno missionario e a fedeltà quotidiana, in un tempo che coincide col delicato avvicendamento della generazione dei fondatori. Più insistito invece l’aspetto costitutivamente istituzionale dei movimenti nella relazione del card. Scola, patriarca di Venezia, che ha sottolineato come «quella istituzionale e quella carismatica sono dimensioni di ogni realizzazione della Chiesa». Il papa, nel messaggio al Congresso e nell’omelia della veglia di Pentecoste, ha ringraziato per la molteplicità dei doni dello Spirito, il cui soffio «non ci disperde ma ci raduna».

La bellezza di essere cristiani. Vedere Cristo nei movimenti

Benedetto XVI al Congresso mondiale dei movimenti
300 rappresentanti di oltre 100 realtà provenienti da tutto il mondo si sono radunati a Rocca di Papa (Roma) dal 31maggio al 2 giugno per il V Congresso dei movimenti e delle nuove comunità, II a partire dal patrocinio del Pontificio Consiglio per i laici. Il Congresso è terminato con la veglia di Pentecoste che ha radunato circa 300.000 persone attorno a Benedetto XVI, così come avvenne nel 1998 attorno a Giovanni Paolo II (cf. Regno-att. 12,1998,365; Regno-doc. 13,1998,398ss). Dal allora, ha detto mons. Rylko, presidente del Pontificio consiglio, si percepisce una stagione di «maturità ecclesiale» dei movimenti quanto a comunione ecclesiale, a impegno missionario e a fedeltà quotidiana, in un tempo che coincide col delicato avvicendamento della generazione dei fondatori. Più insistito invece l’aspetto costitutivamente istituzionale dei movimenti nella relazione del card. Scola, patriarca di Venezia, che ha sottolineato come «quella istituzionale e quella carismatica sono dimensioni di ogni realizzazione della Chiesa». Il papa, nel messaggio al Congresso e nell’omelia della veglia di Pentecoste, ha ringraziato per la molteplicità dei doni dello Spirito, il cui soffio «non ci disperde ma ci raduna».

Una stagione promettente

Introduzione di mons. S. Rylko al Congresso mondiale dei movimenti
300 rappresentanti di oltre 100 realtà provenienti da tutto il mondo si sono radunati a Rocca di Papa (Roma) dal 31maggio al 2 giugno per il V Congresso dei movimenti e delle nuove comunità, II a partire dal patrocinio del Pontificio Consiglio per i laici. Il Congresso è terminato con la veglia di Pentecoste che ha radunato circa 300.000 persone attorno a Benedetto XVI, così come avvenne nel 1998 attorno a Giovanni Paolo II (cf. Regno-att. 12,1998,365; Regno-doc. 13,1998,398ss). Dal allora, ha detto mons. Rylko, presidente del Pontificio consiglio, si percepisce una stagione di «maturità ecclesiale» dei movimenti quanto a comunione ecclesiale, a impegno missionario e a fedeltà quotidiana, in un tempo che coincide col delicato avvicendamento della generazione dei fondatori. Più insistito invece l’aspetto costitutivamente istituzionale dei movimenti nella relazione del card. Scola, patriarca di Venezia, che ha sottolineato come «quella istituzionale e quella carismatica sono dimensioni di ogni realizzazione della Chiesa». Il papa, nel messaggio al Congresso e nell’omelia della veglia di Pentecoste, ha ringraziato per la molteplicità dei doni dello Spirito, il cui soffio «non ci disperde ma ci raduna».

Movimenti nella missione della Chiesa: priorità e prospettive

Relazione del card. A. Scola al Congresso mondiale dei movimenti
300 rappresentanti di oltre 100 realtà provenienti da tutto il mondo si sono radunati a Rocca di Papa (Roma) dal 31maggio al 2 giugno per il V Congresso dei movimenti e delle nuove comunità, II a partire dal patrocinio del Pontificio Consiglio per i laici. Il Congresso è terminato con la veglia di Pentecoste che ha radunato circa 300.000 persone attorno a Benedetto XVI, così come avvenne nel 1998 attorno a Giovanni Paolo II (cf. Regno-att. 12,1998,365; Regno-doc. 13,1998,398ss). Dal allora, ha detto mons. Rylko, presidente del Pontificio consiglio, si percepisce una stagione di «maturità ecclesiale» dei movimenti quanto a comunione ecclesiale, a impegno missionario e a fedeltà quotidiana, in un tempo che coincide col delicato avvicendamento della generazione dei fondatori. Più insistito invece l’aspetto costitutivamente istituzionale dei movimenti nella relazione del card. Scola, patriarca di Venezia, che ha sottolineato come «quella istituzionale e quella carismatica sono dimensioni di ogni realizzazione della Chiesa». Il papa, nel messaggio al Congresso e nell’omelia della veglia di Pentecoste, ha ringraziato per la molteplicità dei doni dello Spirito, il cui soffio «non ci disperde ma ci raduna».

Testimoni di speranza

Benedetto XVI alla veglia di Pentecoste, al Congresso mondiale dei movimenti
300 rappresentanti di oltre 100 realtà provenienti da tutto il mondo si sono radunati a Rocca di Papa (Roma) dal 31maggio al 2 giugno per il V Congresso dei movimenti e delle nuove comunità, II a partire dal patrocinio del Pontificio Consiglio per i laici. Il Congresso è terminato con la veglia di Pentecoste che ha radunato circa 300.000 persone attorno a Benedetto XVI, così come avvenne nel 1998 attorno a Giovanni Paolo II (cf. Regno-att. 12,1998,365; Regno-doc. 13,1998,398ss). Dal allora, ha detto mons. Rylko, presidente del Pontificio consiglio, si percepisce una stagione di «maturità ecclesiale» dei movimenti quanto a comunione ecclesiale, a impegno missionario e a fedeltà quotidiana, in un tempo che coincide col delicato avvicendamento della generazione dei fondatori. Più insistito invece l’aspetto costitutivamente istituzionale dei movimenti nella relazione del card. Scola, patriarca di Venezia, che ha sottolineato come «quella istituzionale e quella carismatica sono dimensioni di ogni realizzazione della Chiesa». Il papa, nel messaggio al Congresso e nell’omelia della veglia di Pentecoste, ha ringraziato per la molteplicità dei doni dello Spirito, il cui soffio «non ci disperde ma ci raduna».

Pubblicati i Lineamenta per l'Africa

Mons. Nikola Eterovic, segretario generale del Sinodo dei vescovi
«La Chiesa in Africa a servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace. “Voi siete il sale della terra… voi siete la luce del mondo” (Mt 5,13.14)» è il titolo della II Assemblea speciale per l’Africa del Sinodo dei vescovi, i cui Lineamenta sono stati presentati in una conferenza stampa il 27 giugno scorso dal card. F. Arinze, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, e da mons. N. Eterovic, segretario generale del Sinodo dei vescovi, di cui presentiamo la relazione. A dieci anni dal primo sinodo per l’Africa, la proposta di Giovanni Paolo II (13.11.2004; cf. Regno-att. 20,2004,680; Regno-doc. 21,2004,713) di celebrarne un secondo è stata confermata da Benedetto XVI il 22 giugno 2005. Tre i fuochi principali dei Lineamenta: «l’eccezionale crescita della Chiesa in Africa, il rapido ricambio dei pastori» – «circa il 70% degli attuali vescovi non ha preso parte» al primo sinodo –; infine «le nuove sfide che il continente deve affrontare», che in molti campi dal 1994 a oggi si sono fatte più gravi e urgenti: l’alimentazione, la sanità, l’educazione, la pace e la stabilità politica. Le risposte al questionario allegato ai Lineamenta sono attese in Vaticano entro il novembre 2008.

Teologia e secolarizzazione in Spagna

Istruzione pastorale dei vescovi spagnoli
Una parte dell’elaborazione teologica dei teologi spagnoli negli ultimi decenni non solo è all’origine del turbamento ecclesiale ma è diventata una delle cause della secolarizzazione interna alla Chiesa. È questo il severo giudizio contenuto nell’istruzione pastorale “Teologia e secolarizzazione in Spagna. A quarant’anni dalla chiusura del concilio Vaticano II”, approvata dalla Conferenza episcopale spagnola in occasione dell’assemblea svoltasi a Madrid il 27-31 marzo 2006. Quattro i capitoli con cui il testo di sviluppa: “Gesù Cristo, pienezza della rivelazione”; “Gesù Cristo, Figlio del Dio vivente”; “La Chiesa, sacramento di Cristo”; “La vita in Cristo”. La ferma e organica denuncia dei vescovi non ha trovato molti consensi nell’ambito delle scuole e delle facoltà teologiche, ma non preclude un confronto (cf. Regno-att. 8,2006,228 e sul prossimo n. 14). In particolare sulle ricadute che la teologia può avere nell’ambito della catechesi, dell’insegnamento di religione nelle scuole e nel dibattito sui media. Sia come contenuti sia come modalità il testo si propone come modello di intervento per altri episcopati.

La traduzione inglese del Rito della messa

Il card. F. Arinze e il presidente dell'ICEL ai vescovi degli Stati Uniti
Dopo l’approvazione da parte dei vescovi dell’Australia, dell’Inghilterra e Galles e della Scozia e una lettera da parte del card. Francis Arinze, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, anche i vescovi degli Stati Uniti hanno infine approvato, nel corso dell’Assemblea tenutasi il 15 giugno a Los Angeles, la traduzione inglese curata dall’International commission for English in the liturgy (ICEL) del Messale romano nella sua terza edizione, limitatamente al Rito della messa, con qualche ulteriore richiesta di cambiamento che dovrà essere esaminata dal dicastero vaticano. Alle obiezioni principali circa l’ottemperanza della nuova traduzione al criterio conciliare di una «piena, consapevole e attiva partecipazione» dei fedeli (Sacrosanctum concilium, n. 23) il segretario dell’ICEL, mons. Arthur Roche, ha dato risposta nel discorso di presentazione del lavoro ai vescovi, offrendo una traduzione che cerca di arricchire i testi liturgici di tutte le possibili risonanze bibliche e patristiche. Sull’intera vicenda cf. anche i riquadri a p. 457 e 458.

Le direttive della Liturgiam authenticam

Card. F. Arinze sulla traduzione inglese del Rito della messa
Dopo l’approvazione da parte dei vescovi dell’Australia, dell’Inghilterra e Galles e della Scozia e una lettera da parte del card. Francis Arinze, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, anche i vescovi degli Stati Uniti hanno infine approvato, nel corso dell’Assemblea tenutasi il 15 giugno a Los Angeles, la traduzione inglese curata dall’International commission for English in the liturgy (ICEL) del Messale romano nella sua terza edizione, limitatamente al Rito della messa, con qualche ulteriore richiesta di cambiamento che dovrà essere esaminata dal dicastero vaticano. Alle obiezioni principali circa l’ottemperanza della nuova traduzione al criterio conciliare di una «piena, consapevole e attiva partecipazione» dei fedeli (Sacrosanctum concilium, n. 23) il segretario dell’ICEL, mons. Arthur Roche, ha dato risposta nel discorso di presentazione del lavoro ai vescovi, offrendo una traduzione che cerca di arricchire i testi liturgici di tutte le possibili risonanze bibliche e patristiche. Sull’intera vicenda cf. anche i riquadri a p. 457 e 458.

Uniti nella lingua e nel rito

Mons. A. Roche sulla traduzione inglese del Rito della messa
Dopo l’approvazione da parte dei vescovi dell’Australia, dell’Inghilterra e Galles e della Scozia e una lettera da parte del card. Francis Arinze, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, anche i vescovi degli Stati Uniti hanno infine approvato, nel corso dell’Assemblea tenutasi il 15 giugno a Los Angeles, la traduzione inglese curata dall’International commission for English in the liturgy (ICEL) del Messale romano nella sua terza edizione, limitatamente al Rito della messa, con qualche ulteriore richiesta di cambiamento che dovrà essere esaminata dal dicastero vaticano. Alle obiezioni principali circa l’ottemperanza della nuova traduzione al criterio conciliare di una «piena, consapevole e attiva partecipazione» dei fedeli (Sacrosanctum concilium, n. 23) il segretario dell’ICEL, mons. Arthur Roche, ha dato risposta nel discorso di presentazione del lavoro ai vescovi, offrendo una traduzione che cerca di arricchire i testi liturgici di tutte le possibili risonanze bibliche e patristiche. Sull’intera vicenda cf. anche i riquadri a p. 457 e 458.

Card. George: imparare a pregare con parole nuove

Card. F. George, arcivescovo di Chicago
Dopo l’approvazione da parte dei vescovi dell’Australia, dell’Inghilterra e Galles e della Scozia e una lettera da parte del card. Francis Arinze, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, anche i vescovi degli Stati Uniti hanno infine approvato, nel corso dell’Assemblea tenutasi il 15 giugno a Los Angeles, la traduzione inglese curata dall’International commission for English in the liturgy (ICEL) del Messale romano nella sua terza edizione, limitatamente al Rito della messa, con qualche ulteriore richiesta di cambiamento che dovrà essere esaminata dal dicastero vaticano. Alle obiezioni principali circa l’ottemperanza della nuova traduzione al criterio conciliare di una «piena, consapevole e attiva partecipazione» dei fedeli (Sacrosanctum concilium, n. 23) il segretario dell’ICEL, mons. Arthur Roche, ha dato risposta nel discorso di presentazione del lavoro ai vescovi, offrendo una traduzione che cerca di arricchire i testi liturgici di tutte le possibili risonanze bibliche e patristiche. Sull’intera vicenda cf. anche i riquadri a p. 457 e 458.

Le università e lo spazio comune europeo

Mons. A.V. Zani sul «Processo di Bologna»
Il «processo di Bologna» è finalizzato a costruire lo Spazio europeo di istruzione superiore, attraverso un percorso comune (laurea breve e specialistica), lo strumento dei «crediti», il controllo di qualità sull’insegnamento e il «Supplemento di diploma». Ciò non significa soltanto la possibilità di riconoscimento reciproco dei titoli di studio per i paesi europei, ma soprattutto l’indicazione di risorsa strategica per le potenzialità creative, conoscitive ed etiche delle persone. Vi hanno già aderito 45 paesi europei e si prevede di portare a regime il processo entro il 2010. Il saggio di mons. Angelo Vicenzo Zani, sottosegretario della Congregazione per l’educazione cattolica, illustra la natura e la finalità della scelta. «In particolare vorrei prendere in considerazione i seguenti aspetti: 1) le principali ragioni che hanno provocato l’avvio del “Processo di Bologna”; 2) la posizione assunta dalla Santa Sede in merito; 3) una prima valutazione sui passi compiuti finora; 4) alcune prospettive culturali e pastorali». Non mancano le note sulle sfide e sui rischi. Cf. Regno-att. 14,2004,462 e 16,2004,537; Regno-doc. 5,2006,184; Regno-ann. 2005,93ss.