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Documenti, 21/2005

Omosessuali e discernimento vocazionale

Congregazione per l'educazione cattolica
La Chiesa «non può ammettere al seminario e agli ordini sacri coloro che praticano l'omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay». Anticipata da settimane dagli organi di stampa, la frase centrale dell’attesa Istruzione circa i criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali in vista della loro ammissione al seminario e agli ordini sacri, resa pubblica dalla Congregazione per l’educazione cattolica lo scorso 29 novembre, è netta nella sua formulazione. Il documento, breve, ricapitola nei primi paragrafi il magistero recente della Chiesa intorno alle tendenze omosessuali, da un lato, e alla maturità affettiva dei candidati al sacerdozio, dall’altro, per diffondersi più largamente, dopo aver enunciato la propria linea normativa, sulle modalità e sui responsabili del discernimento vocazionale in ordine a tale linea: il vescovo e il superiore maggiore, il rettore, il direttore spirituale, raccomandando un’osservanza fedele delle norme, «per il bene dei candidati stessi e per garantire sempre alla Chiesa dei sacerdoti idonei».

La democrazia: nuovi scenari, nuovi poteri

Documento conclusivo della 44a settimana sociale
Il documento conclusivo della 44a Settimana sociale dei cattolici italiani (Bologna, 7-10 ottobre 2004) esce quando siamo ormai in vista del centenario dell’iniziativa (2007), strumento propizio per la maturità civile e laicale del cattolicesimo italiano. Esso ricapitola le riflessioni dedicate a un tema «particolarmente decisivo per le sorti della vita pubblica: come promuovere la democrazia e la partecipazione in un mondo che sta profondamente cambiando». Con la fine della Democrazia cristiana l’impegno sociale e politico dei cattolici si è attenuato a vantaggio di quello nel volontariato e nel terzo settore. È tempo di ridare dignità e figura ai ruoli istituzionali e all’azione di rappresentanza degli interessi e di governo, a partire dal nuovo contesto bipolare. Vi sono infatti questioni centrali che i laici credenti debbono porre in evidenza per tutti: la questione antropologica, la testimonianza di stili di vita e di presenza sociale, il consenso sui valori di fondo e la loro condivisione, il carattere relativo e passibile di miglioramento delle forme storiche della politica. La discussa decisione parlamentare sulla riforma federalista rende autorevole l’indicazione contenuta nel testo: le riforme «non devono essere un tentativo per mettere in discussione il progetto originario dei costituenti»; «è quanto mai opportuno che si proceda ricercando il consenso più ampio possibile». Il documento è stato reso pubblico contestualmente all’uscita del volume degli atti: F. Garelli – M. Simone (a cura di), La democrazia. Nuovi scenari nuovi poteri, EDB, Bologna 2005.

Formazione sacerdotale e salute

CEI - 55a Assemblea generale Comunicato finale
L’esame della riedizione degli «orientamenti e norme» sulla formazione sacerdotale, a 25 anni dalla sua precedente pubblicazione, e la riflessione sul rapporto fra comunità ecclesiale e mondo della salute hanno rappresentato i due fuochi interni alla 55a Assemblea generale della CEI, svoltasi ad Assisi dal 14 al 18 novembre scorsi, come spiega il Comunicato finale diffuso il 30 novembre. All’esterno, l’Assemblea ha avuto risalto soprattutto per il Messaggio dei vescovi alle comunità ecclesiali italiane nel 40° anniversario della chiusura del concilio Vaticano II, e per gli interventi nel dibattito in atto sui temi della laicità e del rapporto Chiesa-stato, i cui punti nevralgici sono stati toccati sia nel Messaggio inviato all’Assemblea da Benedetto XVI, sia in quello, reso pubblico contestualmente, inviato dallo stesso papa al presidente della Camera nell’anniversario della visita di Giovanni Paolo II, sia nella prolusione di apertura del card. Ruini (cf. il n. 3 del Comunicato finale e i riquadri alle pp. 596s e 598s).

Stato e Chiesa in Italia. Messaggi al presidente della Camera e alla 55a Assemblea della CEI

Benedetto XVI
Il 14 novembre scorso, giorno di apertura della 55a Assemblea generale della CEI, sono stati resi noti due messaggi di Benedetto XVI: uno «all’onorevole Pier Ferdinando Casini, presidente della Camera dei deputati della Repubblica italiana», e l’altro ai vescovi italiani riuniti appunto in assemblea ad Assisi (www.vatican.va).

I vescovi italiani per il 40° del Concilio

I vescovi italiani
Nel corso della loro 55a Assemblea generale, ad Assisi (14-18 novembre 2005), i vescovi italiani hanno pubblicato questo Messaggio per il 40° anniversario della conclusione del concilio Vaticano II, consegnandolo simbolicamente ai giovani il 16 novembre nel corso della liturgia celebrata nel duomo di San Rufino (www.chiesacattolica.it).

Accogliamo il Signore

Mons. Giovanni Giudici, vescovo di Pavia
La corposa lettera pastorale che il vescovo mons. Giovanni Giudici scrive alla propria Chiesa di Pavia per l’anno pastorale 2005/2006, Accogliamo il Signore: siamo la sua famiglia. Comunione e discernimento (28.8.2005), parte dalla constatazione che l’anno trascorso sia stato segnato in maniera tutta particolare dalla morte di Giovanni Paolo II e dall’elezione di Bendetto XVI: «Il lavoro semplice, quotidiano e impegnativo (…) delle nostre comunità parrocchiali ha avuto per qualche giorno il riscontro di un’immagine grandiosa, vivida e bella di che cosa la fede è in grado di fare nella vita delle persone». In un momento in cui la «straordinaria forza dei moderni mezzi di comunicazione» ha fornito al mondo un’immagine di Chiesa universale unita nella fede, mons. Giudici chiede che tutti riconoscano «il legame che esiste tra il semplice e il quotidiano vivere delle nostre comunità cristiane» e tale evento irripetibile. «La comprensibile commozione collettiva, e la preghiera per un defunto papa e per una nuova guida della Chiesa trovano il loro alimento in comunità vive, in cui la fede è annunciata e in cui la carità di Cristo è vissuta». Rileggendo l’episodio di Abramo e i tre pellegrini e Matteo 18 sul tema dei «piccoli», viene tratteggiato un percorso pastorale diocesano in vista del Convegno ecclesiale nazionale (Verona, 2006).

Amiamo la nostra Chiesa

Mons. Cataldo Naro, arcivescovo di Monreale
«Più che una lettera pastorale nel senso “classico” del termine (…) è una semplice traccia di riflessione. Precisamente è un invito cordiale ad amare la nostra Chiesa diocesana e, insieme, una proposta di riflessione essenziale sui motivi che ci spingono ad amarla». Resa nota il 5 novembre scorso, la lettera è costruita attorno a un’ampia citazione degli appunti di un viaggio compiuto in Sicilia nel 1929 dal teologo Guardini, nei quali descrive ammirato una celebrazione pasquale all’interno del duomo di Monreale. Legando a doppio filo la bellezza della Chiesa intesa sia come edificio architettonico sia come «edificio spirituale», mons. Naro esplicita alcuni punti chiave dell’appartenenza ecclesiale: lo stupore per la bellezza di un luogo sacro, che riceve la massima valorizzazione nell’azione liturgica; «il popolo orante» che si fa attore di questa bellezza; l’unità tra vescovo e popolo di Dio, resa concreta dalla struttura architettonica del presbiterio, che deve essere agita nella vita ecclesiale quotidiana; la continuità di un edificio che ha visto generazioni di credenti pregare tra le sue mura, che rimanda alla comunione e al «legame con quanti ci hanno preceduto»; infine, l’«ammirazione», il sentimento che colpisce il visitatore, che deve rimandare all’ammirazione per un edificio più ampio, le cui pietre formano la Chiesa universale.

La gioia e il coraggio dell'ecumenismo

Mons. Carlo Ghidelli
Una «raffica di proposte» a carattere pastorale e dottrinale, come «segno di una mia passione ormai inguaribile» per l’ecumenismo, è quella che ci offre mons. Ghidelli in questa sua conferenza tenuta lo scorso 1° giugno a Perugia, in occasione del 40° della fondazione del Centro universitario ed ecumenico «San Martino», che a suo tempo coincise con la promulgazione del decreto conciliare sull’ecumenismo Unitatis redintegratio. Con lo sguardo rivolto alle Chiese che sono in Italia mons. Ghidelli, che è arcivescovo di Lanciano-Ortona e presidente della Conferenza episcopale abruzzese-molisana, immagina numerosi percorsi (tra gli altri: scambi simbolici di doni, studi e pubblicazioni congiunte, studio e formazione comuni, soprattutto sulla Bibbia), distinti ma convergenti verso un obiettivo preciso: portare l’ecumenismo all’interno della vita delle singole parrocchie. «Dobbiamo scendere dai palazzi alle strade, uscire dalle sale dei convegni e camminare con la gente delle piazze, abbandonare gli specialisti e stare con i fedeli della messa domenicale».

Ispirati dalla stessa visione

Gruppo misto di lavoro cattolici-CEC
Il fuoco dell’«Appendice E» all’Ottavo rapporto del Gruppo misto di lavoro fra la Chiesa cattolica romana e il Consiglio ecumenico delle Chiese, dal titolo Ispirati dalla stessa visione, è costituito dalla partecipazione cattolica a consigli regionali e nazionali di Chiese: quelle associazioni volontarie di Chiese, cioè, che entro un’area geografica definita e senza compromettere l’identità e l’autorità dei membri si propongono di condividere una riflessione e un’azione comune sui temi dell’unità e della testimonianza cristiane. La partecipazione della Chiesa cattolica romana, che attualmente aderisce a 70 dei 120 consigli di Chiese esistenti (cf. riquadro a p. 000), è successiva alla svolta portata dal concilio Vaticano II nell’atteggiamento cattolico verso l’ecumenismo. Con 40 anni di esperienza alle spalle, dunque, il Gruppo misto propone alle Chiese questo studio come un documento di lavoro per tracciare un bilancio delle difficoltà che permangono in queste esperienze e dei problemi nuovi che si vanno affacciando, e raccomanda la convocazione di una nuova consultazione internazionale sul tema (l’ultima risale al 1993).

Consigli nazionali di chiese e organizzazioni ecumeniche regionali a cui partecipa la Chiesa cattoli

Gruppo misto di lavoro cattolici-CEC
Consigli nazionali di Chiese e organizzazioni ecumeniche regionali a cui partecipa la Chiesa cattolica Consigli nazionali di Chiese e organizzazioni ecumeniche regionali a cui partecipa la Chiesa cattolica Organizzazioni ecumeniche regionali: Conferenza delle Chiese dei Caraibi; Conferenza delle Chiese del Medio Oriente; Conferenza delle Chiese del Pacifico. Consigli...