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Documenti
Documenti, 9/2001, 01/05/2001, pag. 305

La missione in un mondo in fuga

Timothy Radcliffe
"Forse ciò che caratterizza veramente il nostro mondo è una conseguenza specifica della globalizzazione, e cioè il fatto che non sappiamo dove esso stia andando". Di fonte all'"angoscia profonda" che nasce dal nostro vivere in "un mondo in fuga", "ciò che i cristiani offrono non è la conoscenza, ma la sapienza, la sapienza del destino ultimo dell'umanità, il regno di Dio... Perciò la nostra spiritualità missionaria deve essere di tipo sapienziale, una sapienza della fine alla quale siamo chiamati, una sapienza che ci libera dall'angoscia". Nella conferenza "La missione in un mondo in fuga: futuri cittadini del Regno - SEDOS 2000", tenuta dal in occasione dell'Assemblea annuale del SEDOS (Servizio di documentazione e studi) il 5 dicembre 2000, la penna arguta e penetrante del maestro dell'Ordine dei frati predicatori Timothy Radcliffe op tratteggia una spiritualità della missione "attraverso la presenza, attraverso l'epifania e attraverso l'annuncio", ricca di sollecitazioni per ogni credente. SEDOS Bulletin 33(2001) 1, gennaio 2001,3-9. Nostra traduzione dall’inglese.

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Documenti, 2020-13

L’isolamento della Chiesa

Timothy Radcliffe OP

«Questa crisi potrebbe rendere più profonda la nostra comunità su molti livelli». È lo stesso Timothy Radcliffe, già maestro generale dei domenicani, predicatore instancabile e apprezzatissimo in ogni dove, a offrire, in chiusura, la sintesi della conversazione tenuta lo scorso 4 giugno, in collegamento digitale dal convento di Oxford, all’ultimo di quattro appuntamenti organizzati dall’Azione cattolica di Carpi sul tema «“Non temete!”. Il dono della comunità, tra precarietà e ripartenze». Tramite l’isolamento sociale, ha sostenuto Radcliffe, ci confrontiamo con noi stessi e con gli altri. «Cadono le maschere. Questo potrebbe portare a una comunione più profonda. Possiamo empatizzare con gli altri solo se abbiamo il coraggio di affrontare noi stessi ed entrare nella cella della conoscenza di sé. Il dolore dell’esclusione dall’eucaristia potrebbe condurci a un desiderio più profondo per il Regno dove tutti saremo una cosa sola. Possiamo anche avere il coraggio di guardare la morte in faccia e di negarle la sua pretesa di regnare». Ma il passaggio più potente del suo intervento è quello finale, quando afferma che «mentre affrontiamo tutte queste questioni nuove e complicate, possiamo evadere dall’isolamento sociale della Chiesa, e cercare la comunione con tutti i cercatori di verità».

Documenti, 1996-5

La perenne sorgente della speranza (Lettera ai domenicani)

Timothy Radcliffe
"Maria ha ascoltato la promessa fattale dall'angelo, e ha concepito la Parola di vita. Sembra così semplice. [...] Che altro si deve dire? Non tradiamo forse questa semplicità nelle nostre complesse discussioni? Ma non è stato così semplice per Maria. La storia comincia con la sua perplessità. "Ella a queste parole rimase turbata e si domandava che senso avesse tale saluto”. In controtendenza rispetto a una cultura "che ha perduto la fiducia che lo studio sia un'attività che valga la pena di intraprendere e che dubita che il dibattito possa condurci alla verità che bramiamo", ma anche rispetto alla crescente marea del fondamentalismo "derivante da una grande paura di pensare e che offre "la falsa speranza di una fede senza ambiguità"", p. Timothy Radcliffe op, maestro dell'Ordine domenicano, scrive questa lettera dal titolo La perenne sorgente della speranza. Lo studio e l'annuncio della buona novella. Datata 21.11.1995, festa della presentazione di Maria, la lettera si propone come stimolo per "rinnovare la relazione d'amore tra l'Ordine e lo studio". Quest'ultimo è strada per la santità e strumento di speranza contro la povertà culturale che sta devastando il mondo intero.