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Documenti, 15/1992, 01/08/1992, pag. 499

Risposta dell’arcivescovo

Arcivescovo

Leggi anche

Documenti, 2022-5

La vita che vince la morte

Lettera per la Quaresima e la Pasqua 2022

Mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti

«Gli abitatori del tempo sono solidali nell’essere tutti “gettati” verso la morte… tanto più la domanda sulla morte si è affacciata durante la terribile prova della pandemia». Mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, ha indirizzato ai suoi fedeli una Lettera per la Quaresima e la Pasqua 2022, intitolandola La vita che vince la morte. Il testo, un invito ad accettare la sfida che la vita (e quindi la morte) ci pone davanti, prende le mosse da una riflessione sulla pandemia in atto. I tanti lutti, a cui abbiamo assistito e continuiamo purtroppo ad assistere, hanno riacceso con nuova urgenza il tema della morte nella fede cristiana: la morte e risurrezione del Figlio in cui si rivela il senso del vivere e del morire umano. Citando Montale, Horkheimer, Lafont, Barsacchi, von Balthasar, il teologo ritorna a «quella morte, dove si è consumata la morte della morte», individuando nel supremo abbandono del Figlio al Padre e nella comunione suprema che li unisce due aspetti della morte di Gesù che possono aiutarci a comprendere il mistero della nostra morte. Secondo la fede cristiana la forza che rende possibile questa unità è lo Spirito Santo: «È lui che unisce e separa l’abbandonato e l’abbandonante del Venerdì santo». Come la veglia costituisce la preparazione all’evento pasquale, così alla morte dobbiamo prepararci vivendo una vita conforme alla volontà di Dio, nella speranza che l’amore condiviso oggi anticipi e prepari la vittoria dell’amore eterno.

 

Documenti, 2021-21

Ambiente: un impegno dal basso

Conclusioni della 49a Settimana sociale dei cattolici italiani (Taranto, 21-24 ottobre 2021)

Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto

«È importante sostenere alcune proposte di riforma per l’ecologia integrale. Abbiamo convenuto che il cambiamento però non avviene solo dall’alto ed è fondamentale il concorso della nostra “conversione” negli stili di vita come singoli cittadini e come comunità». Lo ha affermato il 24 ottobre, concludendo la 49a Settimana sociale dei cattolici italiani svoltasi a Taranto dal 21 al 24 ottobre 2021, mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto e presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali. L’evento, che ha riunito oltre 700 delegate e delegati (con una nutrita rappresentanza di giovani) da tutta Italia insieme a un centinaio di vescovi, sacerdoti e religiosi, laici, rappresentanti delle istituzioni, del mondo della politica e della cultura, aveva per tema «Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro. #tuttoèconnesso».

Mons. Santoro ha delineato quattro proposte di impegno concreto che escono dalla Settimana sociale: la costruzione di comunità energetiche; la finanza responsabile; il consumo responsabile; l’alleanza contenuta nel Manifesto stilato dai giovani delegati (cf. in questo numero a p. 652).

Documenti, 2021-19

La soluzione migliore

Biglietti pastorali dei giovani dell’arcidiocesi di Modena-Nonantola

Mons. Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola

L’arcidiocesi di Modena e Nonantola ha inaugurato l’anno pastorale il 25 settembre con un testo di linee guida firmato dall’arcivescovo, mons. Erio Castellucci, ma nato dalle riflessioni di 80 giovani, provenienti da 26 parrocchie dell’arcidiocesi, «interrogati» durante il campo estivo della pastorale giovanile svoltosi a Campestrin (Trento). Proprio queste riflessioni hanno ispirato la forma, inedita come genere, dei «biglietti pastorali», cui l’arcivescovo ha dato il significativo titolo di La soluzione migliore. I quattro temi su cui s’incentra il documento sono: l’esperienza cristiana delle comunità e dei giovani; i sacramenti e le nuove frontiere della pandemia; il rapporto con il corpo, gli affetti e la sessualità; il necessario dialogo fra Chiesa e creato, per la realizzazione di una «Chiesa ecologica».

Mons. Castellucci ha spiegato che questi temi permettono di seguire il cammino sinodale che la Chiesa italiana sta avviando, facendo leva sul dialogo, sul confronto, sulla preghiera, sulle celebrazioni e sull’attività, con la consapevolezza che la Chiesa è sempre più chiamata a un ascolto profondo, soprattutto dei giovani, dai quali, spesso, può arrivare proprio «la soluzione migliore».