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Un gregge di chiamati

IV domenica di Pasqua At 4,8-21; Sal 118 (117); 1Gv 3,1-2; Gv 10,11-18  La liturgia di questa domenica ci propone la parte finale della pericope del «buon Pastore» (Gv 10,11-18). Essa è incentrata su due temi: il pastore dà la vita a favore delle pecore ed è consapevole di avere pecore di altra provenienza. Nella vita comune le cose non stanno così, il pastore custodisce e alleva le pecore perché dal loro benessere dipende il suo; se ne prende cura anche a proprio vantaggio. Tuttavia è immaginabile andare oltre e affermare che esistano...

«Aprì loro la mente»

III domenica di Pasqua At 3,13-15.17-19; Sal 4; 1Gv 2,1-5; Lc 24,35-48 L’episodio posto in chiusura del Vangelo di Luca, in cui Gesù risorto si manifesta agli Undici, è complementare a quello, immediatamente precedente, dell’apparizione ai due discepoli di Emmaus (cf. Lc 24,13-35). Lungo il cammino che li porta ad allontanarsi da Gerusalemme, il Risorto spiega le Scritture ai due discepoli; poi quando siede a mensa viene riconosciuto, allo spezzar del pane, da Cleopa e dal suo anonimo compagno (potenziale rappresentante di ogni credente). Gesù però si...

Udire, vedere, toccare

II domenica di Pasqua At 4,32-35; Sal 118 (117); 1Gv 5,1-6; Gv 20,19-31 Tommaso non presta ascolto alla parola degli altri apostoli («Abbiamo visto il Signore», Gv 20,25); vuole affidarsi agli occhi e al tatto e non agli orecchi. Lo fa perché al centro del suo interesse ci sono le piaghe. Le ferite si vedono e si toccano ma non parlano. Tommaso chiama in causa i sensi: desidera vedere i segni dei chiodi, si propone di toccare con il dito la piaga del costato. Egli mira ad avere la garanzia che il Risorto non ha deposto la carne; vuole esser certo che egli sia proprio il Verbo...

Alla luce del mancato annuncio

Domenica di Pasqua Vangelo della veglia pasquale, Mc 6,1-8 Celebrare la Pasqua con la lettura del passo terminale del Vangelo di Marco (cf. 16,1-7) privo della sua conclusione canonica (cf. 16,8-20) rappresenta una sfida. Non si tratta di filologia, nel cuore della notte più santa dell’anno è in gioco la fede. Che sia una fede difficile lo prova il fatto che la tradizione ecclesiale aggiunse altri versetti volti ad attenuare lo sconcerto. La versione più antica, propostaci della liturgia, finisce infatti in modo sospeso e inatteso. Né è privo di significato...

«Senza luce»

Domenica delle Palme Is 50,4-7; Sal 22 (21); Fil 2,6-11; Mc 14,1-15,47 Pier Paolo Pasolini lesse casualmente ad Assisi il Vangelo di Matteo trovato sul comodino della propria stanza. Quella esperienza costituì il primo impulso che lo condusse a creare uno dei suoi film più celebri, Il Vangelo secondo Matteo (1964). Non si trattò di una conversione alla fede; l’incontro con le pagine evangeliche fu invece l’occasione per dare maggiore consistenza a un’intuizione poetica da lui avuta più di vent’anni prima nella Domenica uliva, componimento centrale...

La glorificazione del nome

V domenica di Quaresima Ger 31,31-34; Sal 51 (50); Eb 5,7-9; Gv 12,20-33 Nel brano di Vangelo di questa domenica è contenuta la preghiera rivolta da Gesù al Padre perché egli glorifichi il proprio nome (cf. Gv 12,28). Ci si può chiedere: essa è in qualche modo l’equivalente del quarto Vangelo alla richiesta contenuta nel Padre nostro (testo sconosciuto a Giovanni), che chiede «sia santificato il tuo nome» (Mt 6,9; Lc 11,2)? Gli ambiti sono marcatamente diversi. In Giovanni la dimensione pasquale è posta al centro, mentre non è...

«Vi annuncio un tempo». Papa Francesco 2013-2018

Arrivati al quinto anniversario del pontificato di papa Francesco ci si chiede: qual è il messaggio centrale di questo pontificato, tanto ricco di gesti e di parole sorprendenti? Lo stesso papa ha risposto in questi termini alla domanda di un giornalista, il 28 luglio 2013, sul volo da Rio a Roma: «Credo che questo sia il tempo della misericordia». Ha così menzionato una – se non la – parola base del programma pastorale del suo pontificato, e al tempo stesso ha fatto una diagnosi significativa del nostro tempo.

 

La croce e la vita

IV domenica di Quaresima 2Cr 36,14-16.19-23; Sal 137 (136); Ef 2,4-10; Gv 3,14-21 Giovanni, nel suo Vangelo, propone una lettura tipologica del serpente di bronzo innalzato nel deserto durante la peregrinazione esodica: «E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna» (Gv 3,14; cf. Nm 21,4-9). Il serpente che guarisce dai morsi mortali diviene figura del Figlio che dona la vita e lo fa proprio quando è sulla croce: crederlo è un fondamento...

Parlava del tempio del suo corpo

III domenica di Quaresima Es 20,1-17; Sal 19 (18); 1Cor 1,22-23; Gv 2,13-25 Il racconto e la simbologia del quarto Vangelo differiscono profondamente da quelle dei sinottici. Basti pensare alla scena del tempio – cuore del Vangelo di questa domenica – Matteo (21,12-13), Marco (11, 15-19) e Luca (19,45-46) la pongono nella fase finale della vita pubblica di Gesù, Giovanni la colloca invece all’inizio (cf. Gv 2,13-21). L’impianto del quarto Vangelo resta comunque narrativo. Esso riferisce di determinati spostamenti, avvenuti in uno spazio ben preciso e in uno specifico...

L’ombra della nube

II domenica di Quaresima Gen 22,1-2.9.10-13.15-18; Sal 116 (115); Rm 8,31-34; Mc 9,2-10 Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte (cf. Mc 9,2) e lì si trasfigurò, poi «venne una nube che li coprì con la sua ombra» (Mc 9,7). La voce uscì proprio dalla nube. Essa ripeté le stesse parole udite al battesimo al Giordano: «Questi è il mio figlio, l’amato, ascoltatelo!» (Mc 9,7; cf. Mc 1,11). Sopra il fiume si squarciarono i cieli, sul monte si è avvolti dalla nube. Sono due...