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Attualità
Attualità, 2/2022, 15/01/2022, pag. 20

Orizzonte internazionale

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Leggi anche

Documenti, 2024-11

Il presente e il futuro del mondo russo

Documento di sintesi

XXV Consiglio mondiale
del popolo russo

Il 27 marzo il Consiglio mondiale del popolo russo, un organismo creato nel 1993 su idea del patriarca della Chiesa ortodossa russa Cirillo, che allora era presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca, ha tenuto un congresso straordinario nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca sotto la presidenza dello stesso Cirillo, che ne è il capo. Nel corso dell’evento è stato presentato il documento di sintesi del XXV Congresso del Consiglio, tenutosi il 27 e 28 novembre 2023 con la partecipazione del presidente Vladimir Putin, e intitolato Il presente e il futuro del mondo russo. Diviso in otto sezioni, dedica la prima all’«operazione militare speciale» e la definisce per la prima volta «guerra».

Il Consiglio mondiale del popolo russo è presentato dal Patriarcato di Mosca come «il più grande forum pubblico russo. Esiste dal 1993, in questi anni è stato una piattaforma pubblica e un luogo di incontro per persone che, indipendentemente dalle opinioni politiche, sono unite da un obiettivo comune: prendersi cura del presente e del futuro della Russia, e svolge un ruolo significativo nella formazione della società civile. Alle sue riunioni partecipano tradizionalmente rappresentanti di tutti i rami del governo, leader di associazioni pubbliche, il più alto clero delle religioni tradizionali della Russia, leader militari e personale militare delle Forze armate della Federazione russa e rappresentanti di altre forze dell’ordine». 

 

Documenti, 2024-11

Si tratta anche di noi

Alla consegna del Premio Carlo Magno 2024

Rabbino Pinchas Goldschmidt

«Non dimentichiamo mai che si tratta sempre anche di noi, dei nostri valori europei, della democrazia, della libertà». Quest’anno il Premio Carlo Magno, riconoscimento assegnato ogni anno dalla città tedesca di Aachen, l’antica Aquisgrana, a personalità che si sono distinte per il loro impegno a favore della pace e dell’integrazione europee, è stato consegnato il 9 maggio al rabbino Pinchas Goldschmidt, presidente della Conferenza rabbinica europea e già rabbino capo di Mosca, che nel 2022 ha lasciato la Russia per protesta contro l’aggressione dell’Ucraina.

Nel suo discorso Goldschmidt ha lanciato un accorato appello contro l’antisemitismo, che minaccia ancora oggi i valori europei, soprattutto dopo il pogrom jihadista del 7 ottobre 2023 e la violenta risposta bellica di Israele (cf. infografica a p. 376). «Gli ebrei non si fidano a farsi riconoscere come tali. Tolgono la mezuzah dagli stipiti delle porte, prenotano Uber e i servizi di consegna a domicilio con un nome diverso per paura della violenza. Non posso dirlo in altro modo: questa non è una vita in libertà». Ma «l’antisemitismo non è un problema degli ebrei. È un problema delle società in cui si diffonde. È un sismografo della loro situazione. L’estremismo di destra e di sinistra… non mettono in pericolo solo l’Europa ebraica, minacciano la sicurezza, la libertà e il futuro dell’Europa nel suo complesso».

 

Documenti, 2024-11

Sinodo italiano: verso la fase profetica

79ª Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana (Roma, 20-23.5.2024)

Mons. Erio Castellucci

L’Assemblea generale di maggio della Conferenza episcopale italiana (CEI), dopo il dialogo a porte chiuse «franco e cordiale col papa» – di cui poi i media hanno in parte riferito per alcune infelici parole del pontefice sull’omosessualità nei seminari – è stata caratterizzata dalla discussione sul Cammino sinodale italiano (cf. qui a p. 371 il Comunicato finale). Da un lato vi è stata la presentazione ai vescovi della sintesi delle 5 Commissioni del Comitato sinodale; dall’altra la relazione dell’arcivescovo Erio Castellucci, presidente del Comitato (cf. qui a fianco). Il primo testo non è pubblico perché, dopo il vaglio assembleare, sarà affidato al Consiglio permanente, che stenderà i Lineamenta per la I Assemblea sinodale italiana (15-17.11.2024) e contemporaneamente lo trasmetterà come contributo nazionale alla Segreteria generale del Sinodo dei vescovi. Castellucci ha preso atto della «legittima varietà delle voci» presenti nella Chiesa che è in Italia, ma anche della parallela «buona consonanza» su alcuni temi di fondo, come la fine della cristianità. Tra i numerosi punti toccati merita evidenziare quello relativo alla cultura: «Noi abbiamo tanti argomenti ben fondati da una parte e tante esperienze ben collaudate dall’altra; ma troppe volte le due sponde non si parlano (…) scarseggiano i ponti che evitino le derive dell’accademismo e dello sperimentalismo».