A
Attualità
Attualità, 20/2020, 15/11/2020, pag. 638

Africa - Sudan: timide speranze

Giusy Baioni

Un accordo storico: a un anno e mezzo dalla rivoluzione di piazza che ha spodestato il dittatore Omar al-Bashir e dopo mesi di trattative, il nuovo governo di transizione sudanese è giunto alla firma di un accordo di pace con il Sudan Revolutionary Front (SRF), coalizione di gruppi ribelli attivi in diverse regioni del paese, ponendo formalmente fine a 17 anni di guerra civile (cf. anche Regno-att. 12,2019,368).

 

La lettura dell'articolo è riservata agli abbonati a Il Regno - attualità e documenti o a Il Regno digitale.
Gli abbonati possono autenticarsi con il proprio codice abbonato. Accedi.

Leggi anche

Attualità, 2021-6

RD Congo - Chiesa cattolica: la violenza quotidiana

Giusy Baioni

L'imboscata del 23 febbraio scorso che è costata la vita al nostro ambasciatore Luca Attanasio, al carabiniere Vittorio Iacovacci e all’autista del Programma alimentare mondiale, Mustapha Milambo Baguma, ha riportato prepotentemente le attenzioni dell’Italia e dell’Occidente sulla Repubblica democratica del Congo. Un dramma che raccontiamo e denunciamo da anni, su queste pagine.

 

Attualità, 2021-4

Unione Africana: cambio al vertice

Giusy Baioni

E' passato quasi sotto silenzio il 34o summit dell’Unione Africana, tenutosi il 6 e 7 febbraio ad Addis Abeba e – causa pandemia – svoltosi questa volta in buona parte anche on-line. Eppure, vale la pena approfondire quello che è successo. Anzitutto, il cambio annuale al vertice (che a rotazione spetta a un capo di stato di una delle macroregioni) ha visto il sudafricano Cyril Ramaphosa, presidente uscente, passare il testimone al congolese Felix Tshisekedi, che a oggi è il più giovane primo cittadino a ricoprire la presidenza di turno dell’UA.

 

Attualità, 2021-2

Africa - Repubblica centrafricana. Voto e violenze

Giusy Baioni

Il 27 dicembre scorso il paese si è recato alle urne per eleggere presidente della Repubblica e deputati. Un voto ad alta tensione, segnato da una recrudescenza di attacchi proprio a ridosso del voto: il 18 dicembre alcuni gruppi ribelli (che controllano quasi i 2/3 del paese), anche rivali fra loro, annunciavano di unirsi nella Coalizione dei patrioti per il cambiamento (CPC) e di marciare su Bangui, fermandosi solo davanti ai Caschi blu delle Nazioni Unite. In particolare, si sono uniti il Movimento patriottico per il Centrafrica (MPC), il gruppo 3R e i miliziani anti-balaka, ai quali – secondo alcune fonti – si sarebbero alleati anche il Fronte popolare per la rinascita del Centrafrica (FPRC) e l’Unità per la pace in Centrafrica (UPC).