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Attualità
Attualità, 12/2017, 15/06/2017, pag. 383

Martini e Bergoglio in avanscoperta

Come Matteo Ricci nella Cina del ’600

Luigi Accattoli

Mi chiamano a Nerviano (Milano) a fare memoria di Martini «a cinque anni dalla morte e a 90 dalla nascita». Tuffo nei tempi. Rileggo e trovo infinite risonanze tra Martini e Bergoglio, gesuiti del passaggio dal secondo al terzo millennio. Racconto l’emozione del tuffo. Narro le consonanze: ne ho trovate ventitré e ho capito che ne potevo scovare cento. Ma avverto anche le dissonanze.

Mi chiamano a Nerviano (Milano) a fare memoria di Martini «a cinque anni dalla morte e a 90 dalla nascita». Tuffo nei tempi. Rileggo e trovo infinite risonanze tra Martini e Bergoglio, gesuiti del passaggio dal secondo al terzo millennio. Racconto l’emozione del tuffo.

In che senso Martini sia stato davvero un «ante-papa» come amava dire: «Un precursore e un preparatore per il santo padre». Le coincidenze parola per parola del suo «ante» e del papa che è poi arrivato con sua sorpresa. I morti si meravigliano se le cose vanno più veloci di come avevano sognato quando le spingevano.

Narro le consonanze: ne ho trovate ventitré e ho capito che ne potevo scovare cento. Ma avverto anche le dissonanze.

Due alunni di Arrupe
al cambio del millennio

Missionari in avanscoperta nella città mondiale, come Matteo Ricci nella Cina d’allora, Jorge Mario e Carlo Maria si calamitano e si rubano le parole. Amanti alla pari degli Esercizi condotti sulla Scrittura. Vescovi riformatori dotati di parresia. Ambedue alunni di Arrupe, l’altro gesuita che con loro fa triade al cambio del millennio: per decenni la Compagnia vivrà di loro.

Fin qui la rispondenza. Ma cinque anni dopo la partenza del maggiore tra i due, mentre ci sembra di recuperare qualcosa dei 200 anni di ritardo, mezzo risvegliati dall’elicottero del Benedetto che rinuncia (quante stagioni ha valicato quel breve volo!), ci avvediamo anche dell’inedito di cui è apportatore il papa venuto quasi dalla Patagonia.

La scommessa evangelica sui poveri nel senso dell’impegno diretto della Chiesa nella «soluzione» del loro problema, per esempio. Forse America Latina e Chiesa dei poveri vogliono dire questo. Un impegno diretto che Martini non avrebbe osato dire e neanche pensare: uomo della mediazione culturale e della promozione umana, arrivava dalle scuole di formazione all’impegno sociale e politico, certamente; ma sarebbe restato diffidente verso i movimenti popolari nei qua-
li Bergoglio nuota come un pesce di quell’acqua.

Ed eccoci alla calamita delle parole. Che si manifesta soprattutto tra quelle più libere dette da Martini dopo la consegna del pastorale e quelle libere dall’inizio di Francesco.

Conflitti. Martini: «Là dove ardono conflitti arde la fiamma, lo Spirito Santo è all’opera» (Conversazioni notturne a Gerusalemme, 3).1 Francesco: «Se in una comunità non si soffrono conflitti, vuol dire che manca qualcosa» (29 novembre 2013).

Troppa calma. Martini: «Se nella Chiesa regna troppa calma, sento la nostalgia di Gesù di lanciare sulla terra il fuoco ardente dell’entusiasmo» (Conversazioni, 44). Francesco: «Invochiamo lo Spirito Santo perché ci dia la grazia di dar fastidio alle cose che sono troppo tranquille nella Chiesa» (16 maggio 2013).

Cristiani autonomi. Martini: occorre «rendere indipendenti i cristiani» in modo che possano «trovare risposte personali a domande fondamentali» senza «dipendere necessariamente dal magistero» (Conversazioni, 66). Francesco: «Siamo chiamati a formare le coscienze, non a pretendere di sostituirle» (Amoris laetitia, n. 37; Regno-doc. 5,2016,136).

Dio è ovunque. Martini: «Bisogna sentire l’azione forte dello Spirito in ogni angolo della città» (Alzati e va’ a Ninive).2 Francesco: «Dio è nella vita di ogni persona» (a padre Spadaro, 19 settembre 2013).

Dio non è cattolico. Martini: «Non puoi rendere Dio cattolico. Dio è al di là dei limiti e delle definizioni che noi stabiliamo» (Conversazioni, 20). Francesco: «Io credo in Dio, non in un Dio cattolico. E credo in Gesù Cristo sua incarnazione» (intervista a Scalfari, 1o settembre 2013).

Rischio della fede. Martini: «Il rischio della fede» (sottotitolo di Conversazioni notturne). Francesco: «Non c’è fede senza rischio» (10 novembre 2015).

Dio rischia. Martini: «Dio rischia per noi, per insegnarci a rischiare per lui» (Esercizi 2007; ora in I verbi di Dio, 46 e 112).3 Francesco: «Anche a rischio di sembrarci ridicolo il nostro Dio è tanto buono» (11 dicembre 2014).

Per seguirli la Compagnia
deve rischiare tutto

Rischiare tutto. Martini: «I mutamenti in Europa rappresentano un’occasione per la Compagnia di Gesù. Essa deve osare farsi avanti e rischiare tutto. Deve avere coraggio» (Conversazioni, 81). Francesco: «I santi Cirillo e Metodio hanno rischiato tutto e fatto più forte l’Europa» (14 febbraio 2017).

Giovani e rischio. Martini: «Alla gioventù e alla Chiesa vorrei dire questo: abbiate coraggio! Rischiate qualcosa! Rischiate la vostra vita» (Conversazioni, 63). Francesco: «Questo cammino è rischioso; ma se un giovane non rischia, è invecchiato. E noi dobbiamo rischiare» (8 aprile 2017).

Vento dello Spirito. Martini: «Un po’ più di vento dello Spirito non farebbe male (…) Ci sarà così possibile vivere sotto la vivida luce della parola di Dio la libertà del Vangelo» (Messaggio all’Assemblea sinodale, 22 maggio 1994). Francesco: «La Chiesa italiana si lasci portare dal suo soffio [dello Spirito] potente e per questo, a volte, inquietante (…) Sia una Chiesa libera e aperta alle sfide del presente» (10 novembre 2015; Regno-doc. 35,2015,3).

«Gioia del Vangelo»
è il motto che li accumuna

Gioia del Vangelo. «La gioia del Vangelo» è il titolo di un volumetto di lectio del cardinale Martini (Centro ambrosiano 1988) ed è il titolo della prima esortazione apostolica di Francesco (novembre 2013).

Non parlare troppo del sesso. Martini: «In passato la Chiesa si è forse pronunciata anche troppo intorno al sesto comandamento» (Conversazioni, 94). Francesco: «La Chiesa a volte si è fatta rinchiudere in piccole cose, in piccoli precetti (…) Non possiamo insistere solo sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e uso dei metodi contraccettivi» (a padre Spadaro, 19 settembre 2013).

Discernimento in campo sessuale. Martini: «Credo che non sia il momento di cercare risposte universali (…) È essenziale promuovere la capacità di giudizio dei singoli cristiani (…) facendo riferimento alla responsabilità personale e al discernimento degli spiriti» (Conversazioni, 97). Francesco: «È comprensibile che non ci si dovesse aspettare (…) da questa esortazione una nuova normativa generale (…) È possibile soltanto un nuovo incoraggiamento a un responsabile discernimento personale e pastorale» (Amoris laetitia, n. 300; Regno-doc. 5,2016,193). 

Per chi sono i sacramenti. Martini: «I sacramenti non sono uno strumento per la disciplina ma un aiuto per gli uomini nelle debolezze della vita» (Corriere della sera, 1o settembre 2012). Francesco: «L’eucaristia non è un premio per i perfetti ma un alimento per i deboli» (Evangelii gaudium, n. 47; EV 29/2153).

Matrimonio fallito. Martini: «Una donna è stata abbandonata dal marito e trova un nuovo compagno che si occupa di lei e dei suoi tre figli. Se questa famiglia viene discriminata, viene tagliata fuori non solo la madre ma anche i figli» (Corriere della sera, 1o settembre 2012). Francesco: «Una donna ha avuto un matrimonio fallito, si è risposata e adesso è serena con cinque figli, vorrebbe andare avanti nella vita cristiana. Che cosa fa il confessore?» (a padre Spadaro, 19 settembre 2013).

L’impresa di cercare
persone fuori dalle righe

Omosessualità. Martini: «Nella mia cerchia di conoscenze vi sono coppie di omosessuali, persone stimate e altruiste. Non mi è mai stato chiesto, né mai mi sarebbe venuto in mente, di giudicarle» (Conversazioni, 98). Francesco: «Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, ma chi sono io per giudicarla?» (28 luglio 2013).

Vescovi in carriera. Martini: «Purtroppo ci sono preti che si propongono di diventare vescovi e ci riescono» (Esercizi a Galloro, 2008). Francesco: «Siate attenti che i candidati all’episcopato non siano ambiziosi, che non ricerchino l’episcopato» (21 giugno 2013).

Tentati di tornare indietro. Martini: «È comprensibile che soprattutto i vescovi siano tentati di tornare ai bei vecchi tempi. Ciò nonostante dobbiamo guardare avanti» (Conversazioni, 103). Francesco: «Ci sono voci che vogliono andare indietro. E questo si chiama essere testardi» (16 aprile 2013).

Paura della libertà. Martini: «L’uomo ha paura della libertà perché si vorrebbe sempre fare ciò che è più facile, ciò che è più comodo, ciò che si è sempre fatto» (I verbi di Dio, 112). Francesco: «Ci sono cristiani ingabbiati nei precetti, che non sono liberi, perché hanno paura della libertà che viene dallo Spirito Santo» (13 dicembre 2013).

Persone fuori dalle righe. Martini: «Io consiglio al papa e ai vescovi di cercare dodici persone fuori dalle righe per i posti direzionali» (Corriere della sera, 1o settembre 2012). Francesco: «Usciamo, apriamo le porte, abbiamo l’audacia di tracciare strade nuove per l’annuncio del Vangelo» (27 settembre 2013).

Sogno di Dio. Martini: «Il sogno di Dio è il sogno di un altro mondo, di un altro modo di essere, del regno di Dio (…) che si realizzerà in pienezza al ritorno di Gesù» (I verbi di Dio, 11 e 21). Francesco: «Il nostro Dio è un sognatore» (17 maggio 2017).

Anche chi non crede
può pregare

Strato profondo della preghiera. Martini: «La preghiera esiste in noi in uno strato più profondo della stessa fede e anche chi dice di non aver fede può pregare per averla» (Corriere della sera, 26 luglio 2009). Francesco: «A chi non si riconosce peccatore consiglierei di chiedere questa grazia» (Il nome di Dio è misericordia, 48).4

Mondo abitabile. Martini: «Noi distruggiamo la natura senza pensare che Dio vuole che questo mondo possa essere abitato ancora per lungo tempo» (I verbi di Dio, 16). Francesco: «Se la terra ci è donata (…) siamo noi i primi interessati a trasmettere un pianeta abitabile per l’umanità che verrà dopo di noi» (Laudato si’, nn. 159-160; Regno-doc. 23,2015,34s).

 

www.luigiaccattoli.it

 

1 C.M. Martini, Conversazioni notturne a Gerusalemme. Sul rischio della fede, Mondadori, Milano 2010, pp. 124.

2 Id., Alzati, va’ a Ninive, la grande città! Lettera ai pastori e alle comunità della città sulla evangelizzazione, Centro ambrosiano, Milano 1991, pp. 46.

3 Id., I verbi di Dio, Edizioni Terra Santa, Milano 2017, pp. 144.

4 Francesco, Il nome di Dio è misericordia. Una conversazione con Andrea Tornielli, Piemme, Milano 2016, pp. 109.

Tipo "Io non mi vergogno del Vangelo"
Tema Francesco
Area
Nazioni

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