A
Attualità
Attualità, 4/2016, 15/02/2016, pag. 123

Genitori e figli. Le colpe degli uni e degli altri

Piero Stefani
Secondo il racconto biblico, Mosè, riparatosi nella fenditura di una roccia, vede passare il Signore che, in prima persona, proclama le sue qualità più peculiari. Tra esse, accanto a quella di conservare il suo amore per mille generazioni, vi è la volontà di punire la colpa dei padri nei figli e nei figli dei figli, fino alla terza e quarta generazione (cf. Es 34,7). C’è un’eccedenza dell’amore, ma vi è pure una punizione che ricade su chi di persona non è colpevole. A noi oggi la procedura risulta inaccettabile. Tuttavia, per ritrovare testimonianze di un profondo disagio in tal senso, è dato risalire ben più indietro. In questa direzione si muovono, infatti, già le parole antiche di Geremia e di Ezechiele. Entrambi i profeti prospettarono un tempo in cui sarebbe stato consegnato all’assurdo il proverbio stando al quale i padri hanno mangiato uva acerba mentre a rimanere allegati sono stati i denti dei figli: dovrà giungere la stagione in cui a prevalere sarà la responsabilità personale (cf. Ger 31,29; Ez 18,2).

La lettura dell'articolo è riservata agli abbonati a Il Regno - attualità e documenti o a Il Regno digitale.
Gli abbonati possono autenticarsi con il proprio codice abbonato. Accedi.

Leggi anche

Attualità, 2026-4

Italia - Ora di religione: il progetto e la nota

Piero Stefani

La ricerca indica una prospettiva avanzata da tempo da altri soggetti: gettare le basi per un insegnamento pubblico, aconfessionale e obbligatorio della religione conforme alle esigenze della società odierna.

Attualità, 2026-4

Un’imprevedibile «Miss»

Le ambiguità del fare memoria

Piero Stefani
Nella Bibbia ebraica la parola yafeh, «bello», torna una quarantina di volte, ben 11 delle quali concentrate nel breve poema del Cantico dei cantici: un’egemonia incontrastata. Particolare tutt’altro che marginale, nel Cantico «bello» e «bella» sono riferiti solo a persone, mai a cose. Il discorso è articolato, a volte è il coro che riporta...
Attualità, 2026-2

Pace invocata

E pace data

Piero Stefani
Per volontà di Paolo VI il 1° gennaio di ogni anno si celebra la Giornata mondiale della pace. Forse, però, sarebbe meglio ricorrere a un’espressione meno perentoria, tipo: su proposta di papa Montini. O, almeno questa, era la sua intenzione. Il messaggio istitutivo della giornata, datato 8 dicembre 1967, si rivolgeva infatti a tutti gli uomini «di buona volontà»...