A
Attualità
Attualità, 18/2016, 15/10/2016, pag. 569

Gorino: il disonore della cronaca

Piero Stefani

Fino al secondo dopoguerra era un mondo a sé. Chi veniva da lontano faceva fatica ad avere parametri capaci di comprenderlo. La parlata, lo stile di vita erano tutti loro; la miseria era condivisa con altri, ma lì comunque prosperava. Su Comacchio e sul Basso ferrarese irruppe poi il boom. Innanzitutto turistico. Sorsero velocemente i sette Lidi e si moltiplicarono le escursioni nel Delta. Specie la sacca di Scardovari divenne il regno degli allevatori di vongole. Comacchio, Goro e dintorni cambiarono pelle. La Romea divenne la strada su cui sfoggiare i nuovi mezzi di trasporto a due o a quatto ruote; le statistiche degli incidenti mortali si fecero impietose. La droga viaggiava non meno delle auto.

La lettura dell'articolo è riservata agli abbonati a Il Regno - attualità e documenti o a Il Regno digitale.
Gli abbonati possono autenticarsi con il proprio codice abbonato. Accedi.

Leggi anche

Attualità, 2026-14

Sacralizzare la guerra

Dal Medioevo ai nostri giorni

Piero Stefani
E' un dato storico il fatto che, di frequente, le guerre sfocino in un esito non previsto da coloro che le hanno scatenate. La constatazione conferma che il detto secondo cui la storia è maestra di vita è da intendersi soprattutto come un invito poco ascoltato. Un aspetto significativo al riguardo è costituito dalla durata. Se si fosse saputo che le azioni intraprese si sarebbero...
Attualità, 2026-12

Da Socrate agli algoritmi

Quando si è obbligati a decidere

Piero Stefani
Tra i cosiddetti dialoghi socratici ve ne è uno intitolato Ippia minore. La parte finale della breve opera di Platone trae una conclusione sconcertante da una discussione incentrata sulle figure omeriche di Ulisse e Achille: il primo, al contrario del secondo, mente volontariamente. Qual è il migliore fra i due personaggi? L’imprevedibile risposta è: Ulisse. Il sofista Ippia...
Attualità, 2026-10

Patriarcato latino - Lettera pastorale: il microcosmo Gerusalemme

Piero Stefani

Il 25 aprile scorso il card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, ha firmato una lunga lettera pastorale: «Tornarono a Gerusalemme con grande gioia». Una proposta per vivere la vocazione della Chiesa in Terra santa. Data la situazione mediorientale e la notorietà crescente del cardinale, la lettera ha avuto un’eco largamente indipendente dall’ambito diocesano a cui è, in primis, rivolta. È comprensibile e giusto che sia così; tuttavia è anche opportuno non trascurare il riferimento diretto al Patriarcato latino di Gerusalemme.