A
Attualità
Attualità, 12/2016, 15/06/2016, pag. 345

Da un coro per la comunità

La traduzione italiana del Talmud babilonese

Piero Stefani

Alle spalle della grande impresa di tradurre integralmente in italiano il Talmud babilonese ci sono molteplici fattori d’ordine culturale, organizzativo, tecnologico e istituzionale. Tra tutti questi aspetti privilegeremo il primo. Una delle caratteristiche più evidenti dell’universo talmudico è di essere, fin dal suo sorgere, espressione di una realtà collettiva. Si tratta di un immenso libro corale senza autore; nello stesso tempo, però, è anche un testo ricco di nomi di persona. È, per così dire, un coro composto da parti solistiche in costante dialogo reciproco. Si tratta di un lavoro collettivo senza essere per questo una raccolta anonima di sapienza popolare. Non ci sarebbe infatti il Talmud se non ci fossero state le varie generazioni di chakamim («sapienti, saggi»).

La lettura dell'articolo è riservata agli abbonati a Il Regno - attualità e documenti o a Il Regno digitale.
Gli abbonati possono autenticarsi con il proprio codice abbonato. Accedi.

Leggi anche

Attualità, 2026-18

Santa Sede - 60 anni di Nostra aetate: il dialogo così necessario...

Piero Stefani

Tre dicasteri vaticani – dottrina della fede, promozione dell’unità dei cristiani, dialogo interreligioso – hanno congiuntamente pubblicato la nota Un cammino di speranza. Sessant’anni di dialogo e di fratellanza interreligiosa alla luce della dichiarazione conciliare Nostra aetate. 

Attualità, 2026-18

A. Musarra, Il mondo secondo Francesco d'Assisi

Piero Stefani
A. Musarra, Il mondo secondo Francesco d’Assisi, Il Mulino, Bologna 2026, pp. 416, € 24,00. Quando il titolo è centrato e onesto, per presentare un libro occorre partire da lì. Nel nostro caso la funzione chiave è affidata al sostantivo «mondo» e a una preposizione impropria: «secondo». L’autore dichiara apertamente che lo scopo del...
Attualità, 2026-18

Si vis pacem, para pacem?

Il ruolo delle donne

Piero Stefani
Tra il 28 aprile e il 1° maggio del 1915 si riunì all’Aja il Congresso internazionale delle donne. Uno dei suoi slogan principali recitava: «Non vogliamo più la guerra. Non vogliamo più sentirci dire che la guerra ci protegge in quanto donne. No, la guerra ci violenta». Lo scoppio della Prima guerra mondiale aveva fatto rinviare sine die il previsto congresso...