R. Bertalot, Ecco la Serva del Signore
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L’Assemblea generale dell’episcopato italiano, che si è tenuta nell’Aula sinodale del Vaticano dal 25 al 28 maggio, ha approvato le Linee di orientamento per l’attuazione del documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia, intitolate Radicati e costruiti in Cristo. Approvato a larga maggioranza e di prossima pubblicazione, il documento raccoglie l’indicazione di papa Leone, data nelle due Assemblee del 2025 e poi ribadita in questa (cf. qui a p. 374), di «porre Gesù Cristo al centro». Le linee guida dei prossimi cinque anni quindi, illustrate durante la conferenza stampa conclusiva dell’Assemblea dal card. Roberto Repole, saranno: «Riportare al centro il dono della fede; puntare alla vita comunitaria; dare impulso a una corresponsabilità differenziata; verificare l’adeguatezza delle strutture».
Durante l’Assemblea i vescovi hanno anche avuto «vivaci discussioni, legate soprattutto al tema della riforma della CEI» (Conferenza stampa). Un altro tema raccomandato da papa Leone, che nel suo discorso ha ribadito: «L’organizzazione della Conferenza episcopale va modellata alla luce delle esigenze della missione e delle mutate condizioni storiche. Non si tratta di imitare schemi organizzativi esterni, né di ridurre tutto a efficienza amministrativa, ma di domandarsi quale fisionomia aiuti oggi i pastori e le Chiese locali ad annunciare meglio il Vangelo, a camminare insieme, a rendere possibile una partecipazione effettiva, ordinata e feconda».
Stampa (28.5.2026) da sito web www.chiesacattolica.it.
Il 3 marzo la Conferenza episcopale spagnola ha pubblicato – dopo averla approvata nel corso dell’Assemblea plenaria – una nota della Commissione per la dottrina della fede sul ruolo delle emozioni nell’atto di fede, intitolata Cor ad cor loquitur (Il cuore parla al cuore). In essa i vescovi affrontano il fenomeno della «rinascita della fede cristiana, specialmente tra i giovani spagnoli della cosiddetta “generazione Z”, quei nativi digitali nati tra la metà degli anni Novanta e il primo decennio dei Duemila», anche grazie a nuovi metodi o strumenti di evangelizzazione in cui «hanno un peso importante le emozioni e i sentimenti, che provocano un primo “impatto” nella persona e conducono alla conversione e all’adesione a Cristo». Osservano però che «non sono pochi... coloro che hanno messo in guardia dal rischio di un riduzionismo “emotivista” della fede, che porta molte persone a diventare consumatrici di esperienze d’impatto e insaziabili ricercatrici del compiacimento del sentimento spirituale». Per ridurre il rischio di ridurre la fede alle emozioni, con forme di «bombardamento emotivo» che possono avvicinarsi a un «abuso spirituale», i vescovi raccomandano di puntare con determinazione su una formazione integrale e permanente e di fare un accurato discernimento pastorale rispetto ai nuovi movimenti sulla base della loro capacità di integrarsi nella vita ecclesiale; e incoraggiano la promozione dell’adorazione eucaristica secondo le norme liturgiche come naturale prosecuzione della celebrazione eucaristica.
Stampa (4.3.2026) da sito web www.conferenciaepiscopal.es. Nostra traduzione dallo spagnolo.
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