«In un contesto globale definito “età della forza”, dove il diritto internazionale cede il passo alle armi e alla logica del dominio, i vescovi hanno rinnovato l’impegno della Chiesa italiana a essere “casa della pace”, accogliendo l’invito di papa Leone XIV a riscoprire l’essenziale della fede cristiana» (Comunicato finale). È stato questo il punto centrale della sessione invernale del Consiglio episcopale permanente, che si è riunito a Roma dal 26 al 28 gennaio. All’ordine del giorno c’erano le priorità pastorali e i passi da compiere per dare seguito alle decisioni maturate a conclusione del Cammino sinodale e dopo l’Assemblea generale del novembre scorso. È stato quindi deciso che il tema principale dell’82ª Assemblea generale (a Roma dal 25 al 28 maggio) saranno gli orientamenti pastorali della Chiesa in Italia e le decisioni post-sinodali.
Molta attenzione ha suscitato l’appello del presidente dei vescovi, il card. Matteo Zuppi, riguardante il referendum confermativo della riforma costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati, previsto per il 22 e 23 marzo, appello che da alcuni è stato inteso come un’indicazione a votare «no». Interpretazione poi smentita dall’agenzia stampa della CEI SIR il 27 gennaio.
Stampa (28.1.2026) da sito web www.chiesacattolica.it.
Chiuso il giubileo, terminati gli appuntamenti prefissati da papa Francesco, in gran parte riferiti agli anniversari dell’ultima fase del concilio Vaticano II, e ritornato dal viaggio in Turchia, in occasione della celebrazione dei 1700 anni dal primo concilio ecumenico (Nicea 325), potremmo dire che con il 2026 prende quota il pontificato di papa Leone XIV.
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