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Attualità
Attualità, 8/1982, 15/04/1982, pag. 178

Romania: dove la religione è politica

E.F.

Leggi anche

Attualità, 2025-20

Dialogo interreligioso: incontrarsi sul grande confine

Ignazio De Francesco

Il dialogo intorno alla dimensione rituale rappresenta una «straordinaria risorsa d’incontro» tra i sistemi religiosi. E se il processo di marginalizzazione del fenomeno religioso non risparmia il suo apparato rituale, gli studiosi registrano però una «resilienza dei riti funebri». Di qui l’interesse per uno sguardo più ravvicinato a «due grandi tradizioni relative alle esequie, quella cinese e quella islamica, entrambe cruciali per andare al cuore di queste civiltà», che viene qui condotto sia attraverso il ricorso a studi specifici, sia producendo vivaci testimonianze dirette. Nell’ortoprassi confuciana delle esequie risaltano l’ampiezza dei riti, la dilatazione del tempo, l’espressione della pietà filiale; nel «morire da musulmani» si integrano, con pudore e sobrietà, fede, pietà, etica e diritto, e si riconosce la centralità della prospettiva escatologica. Su questi «ampi fondali» viene infine proposta una rilettura sintetica del significato delle esequie cristiane.

 

Attualità, 2025-14

Bibbia - Guerra: la Scrittura armata

Il caso delle crociate

Ignazio De Francesco

Ricordati «di ciò che ti ha fatto Amalèk». Estratte dall’ultimo libro della Torah (Dt 25,17), queste parole sono entrate nel discorso rivolto alla nazione da Benjamin Netanyahu l’8 ottobre 2023, giorno successivo all’uccisione di 1.200 persone e al rapimento di oltre 250 da parte di Hamas e addentellati.

Attualità, 2025-6

Dieci anni dopo

Rileggendo Dietrich Bonhoeffer

Dietrich Bonhoeffer

Scritto attorno al Natale del 1942, Dieci anni dopo è un breve testo che Dietrich Bonhoeffer invia agli amici più intimi prima d’essere arrestato dalla Gestapo, il 5 aprile 1943, e portato nella prigione militare di Tegel. La situazione penale di Bonhoeffer s’aggrava quando si viene a sapere che fa parte del gruppo del fallito attentato a Hitler (20 luglio 1944). Il teologo si era deciso a questo passo dopo avere percorso in solitudine altre strade e dopo avere chiesto, inascoltato, una presa di posizione forte da parte di tutte le Chiese contro il nazismo. Il testo è non solo un bilancio lucido e realistico del tragico decennio hitleriano che sconvolse il mondo, ma istituisce le coordinate per una vera e propria «Teologia della resistenza». La manipolazione della mente, fino alla Dummheit (stupidità), è un problema di carattere sociologico permanente. Il profilo dell’azione responsabile non violenta è lasciato in capo al singolo individuo e apre la via alla legittimità della resistenza difensiva, anche armata, richiesta agli Stati.