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Attualità
Attualità, 6/1981, 15/03/1981, pag. 100

La Caritas nel terremoto del sud

A.F.

Leggi anche

Documenti, 2026-9

La formazione dei preti

Rapporto finale

Gruppo di studio 4 sulla formazione sacerdotale

Nel mese di marzo sono stati pubblicati alcuni rapporti finali dei gruppi di studio «laterali» che erano stati formati da papa Francesco durante il Sinodo sulla sinodalità (2021-2024) per approfondire argomenti specifici (bit.ly/4bRaYlh). Tra essi c’è quello del Gruppo di studio 4 su La revisione della Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis in prospettiva sinodale missionaria, uscito il 3 marzo, che propone un aggiornamento dell’attuazione della Ratio fundamentalis. Non volendo riscrivere quest’ultima, uscita nel 2016 e ancora in fase di recezione, il Gruppo di studio ha invece «redatto la proposta per un Documento orientativo per l’attuazione della Ratio fundamentalis e delle Ratio nationalis». Il testo chiarisce l’identità relazionale del presbitero, inserito nel popolo di Dio e al servizio della comunione e della missione. Sottolinea la necessità di una formazione più integrata nella vita reale delle comunità, condivisa con laici – con particolare riferimento alle donne – e consacrati, attenta alla dimensione umana e affettiva, e orientata a competenze come ascolto, discernimento e corresponsabilità. «Il seminario non dovrà risultare un’esperienza prolungata lontana dal popolo di Dio. Pare necessario prevedere lungo il percorso anche altri moduli formativi..., evitando così condizioni di separatezza dove più facilmente si covano irresponsabilità, dissimulazioni e infantilismi clericali».

Stampa (3.3.2026) da sito web www.synod.va. Il «Corollario. Itinerario di attuazione e monitoraggio» viene qui omesso.

Documenti, 2026-9

Il ruolo delle donne nella Chiesa

Rapporto finale

Dicastero per la dottrina della Fede (Gruppo di studio 5)

Uno dei temi emersi con maggiore forza nel processo della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, il cosiddetto «Sinodo sulla sinodalità» che si è svolto nelle sue varie fasi dal 2021 al 2024, è stato quello del ruolo delle donne nella vita della Chiesa. Papa Francesco quindi nel 2024, nel delegare a 10 «gruppi di studio» altrettante «importanti questioni teologiche, tutte in varia misura connesse al rinnovamento sinodale della Chiesa e non prive di ripercussioni giuridiche e pastorali», aveva riservato proprio quella del ruolo delle donne nella Chiesa al Dicastero per la dottrina della fede. Il 10 marzo l’organismo ha pubblicato il Rapporto finale del «Gruppo di studio 5 sulla partecipazione delle donne alla vita e alla guida della Chiesa».

Richiamandosi direttamente all’affermazione di papa Giovanni XXIII nella Pacem in terris (1963), secondo cui la crescita del ruolo pubblico delle donne è un «segno dei tempi», il documento opera una sintesi ragionata delle questioni critiche emerse nel processo sinodale e afferma che «la situazione attuale interpella la comunità ecclesiale affinché prenda una decisione: subire le trasformazioni sociali, oppure essere essa stessa artefice proattiva del proprio cambiamento fornendogli un significato più ampio e ricco».

Stampa (10.3.2026) da sito web www.synod.va. Le Appendici sono qui omesse: cf. riquadro a p. 300. Cf. anche Regno-att. 8,2026,213.

Documenti, 2026-9

Le emozioni e la fede

Conferenza episcopale spagnola - Commissione per la dottrina della fede

Il 3 marzo la Conferenza episcopale spagnola ha pubblicato – dopo averla approvata nel corso dell’Assemblea plenaria – una nota della Commissione per la dottrina della fede sul ruolo delle emozioni nell’atto di fede, intitolata Cor ad cor loquitur (Il cuore parla al cuore). In essa i vescovi affrontano il fenomeno della «rinascita della fede cristiana, specialmente tra i giovani spagnoli della cosiddetta “generazione Z”, quei nativi digitali nati tra la metà degli anni Novanta e il primo decennio dei Duemila», anche grazie a nuovi metodi o strumenti di evangelizzazione in cui «hanno un peso importante le emozioni e i sentimenti, che provocano un primo “impatto” nella persona e conducono alla conversione e all’adesione a Cristo». Osservano però che «non sono pochi... coloro che hanno messo in guardia dal rischio di un riduzionismo “emotivista” della fede, che porta molte persone a diventare consumatrici di esperienze d’impatto e insaziabili ricercatrici del compiacimento del sentimento spirituale». Per ridurre il rischio di ridurre la fede alle emozioni, con forme di «bombardamento emotivo» che possono avvicinarsi a un «abuso spirituale», i vescovi raccomandano di puntare con determinazione su una formazione integrale e permanente e di fare un accurato discernimento pastorale rispetto ai nuovi movimenti sulla base della loro capacità di integrarsi nella vita ecclesiale; e incoraggiano la promozione dell’adorazione eucaristica secondo le norme liturgiche come naturale prosecuzione della celebrazione eucaristica.

Stampa (4.3.2026) da sito web www.conferenciaepiscopal.es. Nostra traduzione dallo spagnolo.