Approvato dal Consiglio generale dell’Associazione guide e scouts cattolici italiani (AGESCI) riunito a Bracciano il 3 maggio 2026 (mozione 54/2026), il testo Identità di genere e orientamento sessuale e affettivo. Documento approvato dal Consiglio generale AGESCI 2026 - Moz. 54/2026 è l’esito di un cammino associativo quadriennale avviato con la mozione 55 del 2022, che ha raccolto testimonianze di capi, ragazzi e ragazze LGBTQIA+, presenti o usciti dall’associazione, insieme a comunità capi, famiglie, zone e regioni. Il testo afferma che, nel profilo del capo cristiano educatore, «l’orientamento affettivo e l’identità di genere non possono costituire un criterio di esclusione» nel discernimento che le comunità capi esercitano quando una persona adulta chiede di svolgere un ruolo educativo. Indica in sguardo, ascolto e presenza le tre posture fondamentali per accompagnare i vissuti personali, e sollecita la costruzione di «spazi sicuri», nella riservatezza e nel rispetto della dignità di ogni persona, per contrastare atteggiamenti omolesbobitransfobici.
Il documento si colloca esplicitamente all’interno del Cammino sinodale delle Chiese in Italia, richiamando i nn. 30-31 del documento di sintesi Lievito di pace e di speranza (ottobre 2025) e lo spirito dell’esortazione apostolica postsinodale Amoris laetitia di papa Francesco, e riprende l’affermazione per cui «niente di ciò che è umano ci è estraneo», già presente nel documento AGESCI La scelta di accogliere (2019).
Stampa (6.7.2026) da sito web www.agesci.it. Cf. anche Regno-att. 14,2026,401.
«Mentre l’intelligenza umana continuamente si sviluppa in modo organico nel corso della crescita fisica e psicologica della persona ed è plasmata da una miriade di esperienze vissute nella corporeità, l’IA manca della capacità di evolversi in questo senso» (Antiqua et nova, n. 31). I pronunciamenti più recenti del magistero, non ultima l’enciclica Magnifica humanitas, indicano nella corporeità dell’essere razionale la dimensione capace di dare forma a un’esperienza complessa e non riproducibile in un sistema computazionale per quanto potente e capace di «apprendimento». Stimoli sensoriali, risposte emotive, interazioni sociali, empatia, l’esperienza della malattia, della fragilità, della fallibilità come scoperta e custodia del senso di un limite che apre l’esistenza personale alla relazione e alla trascendenza. Uno sguardo alla corporeità umana nelle sue dimensioni – animale, meccanica, relazionale e spirituale – è quanto offrono i contributi qui raccolti, frutto di un seminario organizzato dall’Associazione Nuovo SEFIR.
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