«L’Europa è chiamata non solo a proteggersi, ma anche a rimanere un attore globale per la pace promuovendo il dialogo, la cooperazione multilaterale e la dignità umana». Il 2 luglio la Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione Europea (COMECE), composta dai presidenti delle conferenze episcopali cattoliche dei paesi UE, ha pubblicato il contributo Una strategia europea di sicurezza al servizio della pace, elaborato dal Segretariato in vista della nuova Strategia di sicurezza che l’UE si accinge a definire. Il testo si richiama alla dottrina sociale della Chiesa e alla vocazione fondativa dell’UE come progetto di pace, in continuità con i recenti moniti di papa Leone XIV contro la normalizzazione della guerra. La COMECE chiede che le future scelte di difesa restino ancorate alla dignità umana, al diritto internazionale e a un controllo etico delle tecnologie militari, così da coniugare capacità di difesa, diplomazia, prevenzione dei conflitti e cooperazione multilaterale in vista di «una pace giusta e sostenibile, che dovrebbe guidare le scelte strategiche dell’Europa negli anni a venire».
Cinque le raccomandazioni ai decisori di Bruxelles: mantenere la pace come obiettivo strategico; ampliare la valutazione delle minacce oltre i rischi militari; rafforzare la prevenzione dei conflitti; rafforzare il controllo democratico sulle scelte di difesa; inserire la strategia di sicurezza in una più ampia strategia di pace. «La sicurezza e la pace non sono obiettivi in competizione tra loro».
Stampa (2.7.2026) da sito web www.comece.eu. Nostra traduzione dall’inglese.
Il 27 giugno il card. Mario Grech, segretario generale del Sinodo, ha introdotto la quarta sessione del concistoro straordinario dei cardinali, dedicata al tema «Il cammino di attuazione del Sinodo. Verso le Assemblee sinodali 2027-2028». Il concistoro, ha affermato, si colloca all’interno di «una Chiesa in stato di Sinodo».
Il card. Grech rilegge l’esperienza sinodale come esperienza «nello Spirito», chiave interpretativa dei processi ecclesiali in corso, e descrive la fase attuativa non come applicazione di decisioni già prese né come nuova consultazione mondiale, ma come atto di comunicazione e comunione tra le Chiese locali, chiamate a tradurre nella vita ordinaria i frutti del cammino compiuto. Illustra le quattro tappe del documento Verso le Assemblee 2027-2028 (pubblicato il 20 maggio), cioè fare memoria, interpretare, orientare, celebrare, in vista dell’«Assemblea ecclesiale» che si terrà nell’ottobre 2028. Sottolinea il ruolo del vescovo, primo responsabile del cammino sinodale, e il legame tra collegialità e sinodalità, «due dimensioni operative della stessa comunione».
«In un momento globale che disegna il dramma mondiale di una geopolitica abituata, quasi rassegnata, alla guerra e alla prepotenza economica», una Chiesa che si realizza sinodalmente «diventa per la storia della famiglia umana segno dei tempi di uno stile e di una postura di governo e di partecipazione secondo la virtù evangelica della mitezza».
Stampa da file in nostro possesso. Sul concistoro cf. anche Regno-doc. 13,2026,418; Regno-att. 14,2026,395.
Approvato dal Consiglio generale dell’Associazione guide e scouts cattolici italiani (AGESCI) riunito a Bracciano il 3 maggio 2026 (mozione 54/2026), il testo Identità di genere e orientamento sessuale e affettivo. Documento approvato dal Consiglio generale AGESCI 2026 - Moz. 54/2026 è l’esito di un cammino associativo quadriennale avviato con la mozione 55 del 2022, che ha raccolto testimonianze di capi, ragazzi e ragazze LGBTQIA+, presenti o usciti dall’associazione, insieme a comunità capi, famiglie, zone e regioni. Il testo afferma che, nel profilo del capo cristiano educatore, «l’orientamento affettivo e l’identità di genere non possono costituire un criterio di esclusione» nel discernimento che le comunità capi esercitano quando una persona adulta chiede di svolgere un ruolo educativo. Indica in sguardo, ascolto e presenza le tre posture fondamentali per accompagnare i vissuti personali, e sollecita la costruzione di «spazi sicuri», nella riservatezza e nel rispetto della dignità di ogni persona, per contrastare atteggiamenti omolesbobitransfobici.
Il documento si colloca esplicitamente all’interno del Cammino sinodale delle Chiese in Italia, richiamando i nn. 30-31 del documento di sintesi Lievito di pace e di speranza (ottobre 2025) e lo spirito dell’esortazione apostolica postsinodale Amoris laetitia di papa Francesco, e riprende l’affermazione per cui «niente di ciò che è umano ci è estraneo», già presente nel documento AGESCI La scelta di accogliere (2019).
Stampa (6.7.2026) da sito web www.agesci.it. Cf. anche Regno-att. 14,2026,401.
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