A
Attualità
Attualità, 8/1978, 15/04/1978, pag. 184

La vecchiaia: malattia o emarginazione

D. Brescia

Leggi anche

Documenti, 2021-9

Misericordia e verità s’incontreranno

Nota pastorale di mons. Pierantonio Tremolada, vescovo di Brescia

Il 27 dicembre 2020 mons. Pierantonio Tremolada, vescovo di Brescia, ha pubblicato una nota pastorale per accompagnare e integrare le famiglie ferite nella comunità ecclesiale, intitolata Misericordia e verità s’incontreranno. Il 19 marzo 2021, infatti, è ricorso il quinto anniversario dell’esortazione apostolica di papa Francesco Amoris laetitia, e in occasione della festa della santa Famiglia lo stesso Francesco ha annunciato alla Chiesa l’intenzione di indire un anno di ripresa e approfondimento di questa esortazione apostolica. Il c. VIII di Amoris laetitia analizza la sofferta situazione delle famiglie ferite, cioè delle coppie che hanno vissuto la fine del proprio matrimonio e hanno dato vita a una nuova unione, e s’interroga sulle scelte pastorali necessarie per annunciare anche a esse il Vangelo della grazia. La nota, dunque, ripercorre il testo dell’esortazione apostolica, soffermandosi in particolare sul rapporto che intercorre fra i membri di tali famiglie, la comunità ecclesiale e il presbitero. L’atteggiamento di questi ultimi non dovrebbe mai essere di rimprovero, ma di accoglienza e misericordia, nel rispetto del discernimento che i due coniugi compiranno.

Documenti, 2013-1

Verso le unità pastorali. Documento finale del XXIX Sinodo diocesano di Brescia

XXIX Sinodo diocesano di Brescia
«La nostra pastorale è fondata da secoli sulla parrocchia e sul parroco strettamente legati tra loro». Una relazione assoluta ed esclusiva, per la quale «nella parrocchia il parroco è tutto, fuori della parrocchia è niente. Questa definizione pastorale ha avuto degli enormi meriti (…). Siamo però testimoni e attori, oggi, di cambiamenti profondi che obbligano a ripensare la situazione». Con queste parole il vescovo di Brescia, mons. Luciano Monari, consegnava alla sua Chiesa lo «Strumento per la riflessione e la consultazione diocesana» (aprile 2011) in vista del XXIX Sinodo locale sulle «unità pastorali», incaricato di una lettura dei «segni dei tempi» (l’accresciuta mobilità e disponibilità dei fedeli alla corresponsabilità, la diminuzione dei preti ecc.) per la necessaria riforma della presenza territoriale e della cura pastorale nella diocesi. La definizione delle «unità pastorali» (compito, struttura, soggetti) è stata il cuore dell’assemblea sinodale, riunita tra l’1 e il 9 dicembre scorsi, di cui pubblichiamo il Documento finale approvato dal vescovo e a lui consegnato. Diversa la scelta di mons. Enrico Solmi, vescovo di Parma, che ha decretato l’istituzione delle «nuove parrocchie» della sua diocesi senza ricorso allo strumento sinodale (cf. riquadro a p. 18).
Documenti, 2004-5

Lettera sul Cammino

Mons. Giulio Sanguineti, vescovo di Brescia
A quasi due anni dall’approvazione da parte della Santa Sede dello Statuto del Cammino neocatecumenale, sia pure «ad experimentum» per 5 anni, il vescovo di Brescia mons. Giulio Sanguineti assume con questa Lettera sul Cammino neocatecumenale, datata Natale 2003, il compito previsto nello Statuto per i vescovi di vigilare sull’effettiva pratica e recezione dello stesso (cf. Regno-doc. 15,2002,472-486 e Regno-att. 14,2002,452s). In particolare, si richiama per la necessità che l’invito a entrare nel Cammino rivolto ai ragazzi che hanno concluso l’itinerario dell’iniziazione cristiana in parrocchia «comporti una svalutazione dell’itinerario appena concluso»; inoltre, dal momento che l’itinerario neocatecumenale ha un suo compimento, «il vescovo ritiene di ammettere la celebrazione domenicale settimanale dell’eucaristia per le nuove comunità fino alla traditio-redditio e la celebrazione domenicale dell’eucaristia per le altre comunità in occasione della loro convivenza». Altrimenti « si giungerebbe alla costituzione di una nuova forma di comunità, alternativa o per lo meno autonoma rispetto alla parrocchia; cosa che per altro contraddirebbe lo Statuto stesso».