«Per agire insieme e promuovere il bene comune, siamo consapevoli di voler assumere una responsabilità reciproca nel costruire un sodalizio di religioni che promuova la coesione sociale, la dignità della vita e il senso di comunità, rafforzando il rapporto tra le realtà religiose e tutte le istituzioni nello spazio pubblico». Il 25 giugno 2026, all’Auditorium dell’Ara Pacis a Roma, quindici responsabili di confessioni e tradizioni religiose presenti in Italia hanno sottoscritto un Patto tra le religioni intitolato La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale, elaborato dal Tavolo interreligioso nazionale − costituito nel 2023 su impulso della Conferenza episcopale italiana −, le cui delegazioni s’incontrano annualmente. Il testo riconosce «la rilevanza del dialogo interreligioso per lo sviluppo della società italiana» e indica nove linee comuni, dalla giornata nazionale del dialogo a un Fondo interreligioso gestito da un comitato espresso dal Tavolo. Tra i firmatari, oltre alla CEI (card. Zuppi), l’Unione delle comunità ebraiche, cinque sigle islamiche (cf. riquadro a p. 403), la Federazione delle Chiese evangeliche, la Sacra arcidiocesi ortodossa, le comunità buddhista, induista, sikh e bahá’í. Il documento – avente esclusivamente valore intra-religioso − è stato poi consegnato al presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella. Si tratta del primo patto di carattere nazionale tra i principali culti operanti in Italia.
Stampa (25.6.2026) da sito web www.chiesacattolica.it.
In occasione del 1700° anniversario del concilio di Nicea e in preparazione alla domenica di Pentecoste, la Commissione internazionale congiunta per il dialogo teologico tra la Federazione luterana mondiale e la Chiesa ortodossa (Patriarcato Ecumenico) il 6 giugno ha pubblicato una Dichiarazione comune sullo Spirito Santo, la Chiesa e il mondo. Il testo offre una riflessione comune sul ruolo dello Spirito nella creazione, nella liturgia e nella missione della Chiesa nel mondo odierno e fa seguito alla Dichiarazione congiunta sul «Filioque» del 2024 (cf. riquadro a p. 412). Il testo si apre con un’affermazione della presenza vivificante dello Spirito Santo nella creazione e nella redenzione; invita a un rinnovato rapporto tra l’umanità e il mondo naturale; sottolinea il ruolo fondamentale dello Spirito nella proclamazione del Vangelo e nel sostegno della testimonianza della Chiesa attraverso la Parola e il sacramento; incoraggia una riflessione trinitaria più profonda; raccomanda «a tutte le Chiese luterane… di iniziare a utilizzare traduzioni del Credo niceno basate sulla formulazione originale greca, senza il Filioque». Quanto a fenomeni come visioni, sogni e avvenimenti miracolosi come le guarigioni, collegati da alcune confessioni cristiane allo Spirito, «luterani e ortodossi concordano sul fatto che richiedono cautela e un rigoroso discernimento per far sì che questi eventi favoriscano l’opera di costruzione della comunità cristiana da parte dello Spirito Santo».
Il 23 aprile è stato pubblicato un testo, approvato nella seduta del 4 aprile dalla Conferenza congiunta tra la Conferenza episcopale tedesca e il Comitato centrale dei cattolici tedeschi, un organismo costituito in forma permanente dal Sinodo tedesco di Würzburg del 1971-1975, di cui fanno parte dieci vescovi e altrettanti laici. Si tratta di un breve sussidio intitolato La benedizione dà forza all’amore. Benedizioni per coppie che si amano, elaborato da un apposito gruppo di lavoro per offrire ai vescovi diocesani indicazioni pratiche non vincolanti per la benedizione di coppie che non possono accedere al matrimonio sacramentale. La Chiesa «riconosce e offre sostegno alle coppie che sono unite nell’amore, che si trattano con pieno rispetto e dignità e che sono disposte a vivere la loro sessualità nella consapevolezza di sé, dell’altro e della responsabilità sociale a lungo termine», si legge nel documento, che adempie a una richiesta del Cammino sinodale tedesco che la Conferenza episcopale tedesca e il Comitato centrale dei cattolici tedeschi elaborassero insieme una proposta di condizioni quadro e di organizzazione delle benedizioni; e tiene conto di quanto prescritto dalla dichiarazione Fiducia supplicans del Dicastero per la dottrina della fede sul senso pastorale delle benedizioni (2023).
Diversamente da quanto richiesto dal Cammino sinodale, non offre schemi o libretti approvati, ma richiama la necessità che le benedizioni di questo tipo si distinguano chiaramente dai matrimoni e siano caratterizzate da spontaneità e libertà. Secondo la stampa tedesca, il documento è stato preventivamente condiviso con le autorità vaticane.
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