Orizzonti per l'unità visibile
A più di 30 anni dalla precedente (Santiago de Compostela, 1993), ha avuto luogo dal 24 al 28 ottobre 2025 a Wadi El Natrun, nei pressi di Alessandria d’Egitto, la 6a Conferenza mondiale su Fede e costituzione, la commissione teologica del Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC), alla quale partecipa anche la Chiesa cattolica. Nell’anno in cui si commemorava il 1.700° anniversario del concilio di Nicea, la Conferenza si è concentrata sul tema «Quali orizzonti per l’unità visibile?». Secondo l’Appello a tutti i cristiani approvato in conclusione (il 28 ottobre), l’unità è più che accordo, è comunione: «Radicata nel battesimo, espressa nella preghiera condivisa, l’unità comincia a essere visibile quando viviamo insieme, in cammino verso la condivisione reciproca dell’eucaristia e il riconoscimento dei rispettivi ministeri». I 400 rappresentanti delle Chiese membro presenti hanno affrontato anche questioni relative alla decolonizzazione e alla missione. Poiché per le Chiese in alcuni contesti la missione è intrecciata con una storia di schiavitù, colonialismo e potere, «la missione deve essere caratterizzata dal pentimento e da un riorientamento verso la decolonizzazione e la giustizia, la riconciliazione e l’unità». La Conferenza ha approvato anche un’«affermazione ecumenica» dal titolo Approfondire l’unità, camminare nell’amore, restaurare la speranza, che qui pubblichiamo.
Stampa (28.10.2025) da sito web www.oikoumene.org. Nostra traduzione dall’inglese.
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