C'è di mezzo l'amore
Di fronte all’anelito di pace di questi tempi sempre più turbolenti, il 7 dicembre – in occasione della Conferenza nazionale degli animatori del Rinnovamento dello Spirito – l’arcivescovo-vescovo di Frosinone mons. Santo Marcianò (già ordinario militare lungo tutto il pontificato di papa Francesco, 2013-2025) ha proposto una «Riflessione sul dono della pace» dal titolo «C’è di mezzo l’amore».
Il contributo propone una riflessione teologico-antropologica sulla pace, che muovendo dall’enciclica Pacem in terris di Giovanni XXIII individua nel riconoscimento dell’essere umano quale «persona» il fondamento di un ordine armonico, capace di orientare relazioni affettive, sociali e politiche. La pace emerge come sfida antropologica e relazionale, che interpella la responsabilità di ciascuno oltre ogni riduzione ideologica. I quattro pilastri già individuati da papa Giovanni XXIII – «Verità, giustizia, amore, libertà: pilastri della pace, gradini di fraternità, esperienze umane e umanizzanti che tutti dobbiamo rispettare e a cui occorre educare» – delineano un paradigma integrale, volto alla promozione del bene comune e al superamento della «cultura dello scarto». Di qui il collegamento con il magistero di papa Leone XIV, in cui assume particolare rilievo la dimensione educativa e spirituale: la pace è insieme contenuto e metodo, esigendo formazione al dialogo, all’interiorità e a una relazionalità fondata sul dono di sé.
Originale in nostro possesso.
La lettura dell'articolo è riservata agli abbonati a Il Regno - attualità e documenti o a Il Regno digitale.
Gli abbonati possono autenticarsi con il proprio codice abbonato. Accedi.