Un cammino di speranza
«La via del dialogo non è né una strategia di circostanza né una rinuncia alla propria identità, ma un autentico cammino evangelico». La nota commemorativa firmata dai prefetti dei Dicasteri per la dottrina della fede (card. Víctor Manuel Fernández), per la promozione dell’unità dei cristiani (card. Kurt Koch) e per il dialogo interreligioso (card. George Jacob Koovakad), approvata da Leone XIV nell’udienza del 22 giugno e pubblicata il 16 settembre, s’inserisce nel 60° anniversario della dichiarazione Nostra aetate del concilio Vaticano II sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane. Papa Leone aveva già ricordato questo anniversario nel discorso del 28 ottobre 2025 e nell’udienza generale del giorno seguente (Regno-doc. 1,2026,18). Dopo aver richiamato la genesi della dichiarazione conciliare come risposta alla Shoah e la specificità del dialogo con gli ebrei, la nota ripercorre il magistero da Paolo VI a Leone XIV e ne valuta i frutti: dalle relazioni con l’islam e le altre religioni ai progetti comuni. Non tace resistenze e malintesi: il timore del relativismo, le ferite storiche, i fondamentalismi, le persecuzioni dei cristiani. Guardando avanti indica la formazione, il ruolo delle Chiese locali e la dimensione spirituale del dialogo, escludendo l’idea di «una grande religione mondiale» che appiattisca le credenze.
Stampa (16.9.2026) da sito web www.vatican.va. Cf. anche Regno-att. 18,2026,523.
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