La via della riconciliazione
Viaggio apostolico in Turchia e in Libano (27 novembre - 2 dicembre 2025)
«Oltre a riconoscere gli ostacoli che impediscono il ripristino della piena comunione tra tutti i cristiani – ostacoli che cerchiamo di affrontare attraverso la via del dialogo teologico – dobbiamo anche riconoscere che ciò che ci unisce è la fede espressa nel Credo di Nicea». La Dichiarazione congiunta, firmata il 29 novembre da papa Leone XIV e dal patriarca ecumenico Bartolomeo I nella sede del Fanar a Istanbul, è stata il cuore del primo viaggio apostolico internazionale di papa Leone XIV, che lo ha portato dal 27 novembre al 2 dicembre in Turchia e in Libano. Il viaggio nella sede dell’antica Nicea (Iznik), dove 1.700 anni fa ebbe luogo il primo concilio ecumenico della storia della Chiesa, era un progetto di papa Francesco, che il successore Leone ha fatto suo.
Oltre a quello ecumenico, il viaggio ha evidenziato i temi del dialogo interreligioso e della pace. Categorico è stato il rifiuto di qualsiasi giustificazione religiosa della guerra e della violenza: «L’uso della religione per giustificare la guerra e la violenza, come ogni forma di fondamentalismo e di fanatismo, va respinto con forza, mentre le vie da seguire sono quelle dell’incontro fraterno, del dialogo e della collaborazione» (Incontro ecumenico di preghiera a Iznik); «Rifiutiamo qualsiasi uso della religione e del Nome di Dio per giustificare la violenza. Crediamo che un autentico dialogo interreligioso, lungi dall’essere causa di sincretismo e confusione, sia essenziale per la convivenza di popoli appartenenti a tradizioni e culture diverse» (Dichiarazione congiunta).
Stampa (2.12.2025) da sito web www.vatican.va.Titolazione redazionale. Cf. ampiamente Regno-att. 22,2025,627.
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