Dio è dialogo
Catechesi in occasione del 60° anniversario della dichiarazione conciliare Nostra aetate
Dopo la dichiarazione Nostra aetate del concilio Vaticano II «tutti i miei predecessori hanno condannato l’antisemitismo con parole chiare. E così anch’io confermo che la Chiesa non tollera l’antisemitismo e lo combatte, a motivo del Vangelo stesso». Così ha affermato papa Leone XIV, alla presenza di rappresentanti ebrei provenienti da Israele, durante l’udienza generale del 29 ottobre, dedicata alla dichiarazione conciliare sul dialogo con le altre religioni firmata il 28 ottobre 1965. Oltre a esprimere rammarico per le incomprensioni nel dialogo cattolico-ebraico (ma «non dobbiamo permettere che le circostanze politiche e le ingiustizie di alcuni ci distolgano dall’amicizia, soprattutto perché finora abbiamo realizzato molto»), il papa ha ricordato che con quel documento è stato riconosciuto «in modo irrevocabile a livello biblico e teologico» che il cristianesimo affonda le sue radici nell’ebraismo. Il dialogo cattolico-ebraico è stato caratterizzato da continue tensioni dall’inizio della guerra di Gaza il 7 ottobre 2023, con accuse da parte ebraica al Vaticano di non aver preso una posizione sufficientemente chiara contro i massacri dell’organizzazione terroristica islamista Hamas e a favore del diritto di Israele alla difesa.
«Nostra aetate, sessant’anni fa, ha portato speranza al mondo del secondo dopoguerra. Oggi siamo chiamati a rifondare quella speranza nel nostro mondo devastato dalla guerra e nel nostro ambiente naturale degradato. Collaboriamo, perché se siamo uniti tutto è possibile».
Stampa (29.10.2025) da sito web www.vatican.va.
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