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Documenti, 11/2022, 01/06/2022, pag. 331

voci dalle cattedrali

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Leggi anche

Documenti, 2022-13

La sinodalità, dimensione della comunione

Videomessaggio all’Assemblea plenaria della Pontificia commissione 
per l’America Latina

Francesco

«La parola “sinodalità” non designa un metodo più o meno democratico e ancor meno un metodo “populista” di essere Chiesa. Queste sono deviazioni. La sinodalità non è una moda di organizzarsi o un progetto di reinvenzione umana del popolo di Dio. Sinodalità è la dimensione dinamica, la dimensione storica della comunione ecclesiale fondata dalla comunione trinitaria, che apprezzando simultaneamente il sensus fidei di tutto il santo popolo fedele di Dio, la collegialità apostolica e l’unità con il successore di Pietro, deve animare la conversione e la riforma della Chiesa a ogni livello».

Papa Francesco ha ribadito quale sia il significato vero della sinodalità e quali le sue deviazioni in un videomessaggio (26 maggio) rivolto ai partecipanti all’Assemblea plenaria della Pontificia commissione per l’America Latina, tenutasi dal 24 al 27 maggio, mentre si è appena conclusa la prima fase della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi «Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione». 

Documenti, 2022-13

L’identità della scuola cattolica

Congregazione per l’educazione cattolica (degli istituti di studi)

La scuola cattolica, a tutti gli effetti inserita nelle dinamiche della comunità ecclesiale, è spesso oggetto di opinioni contraddittorie sul proprio profilo educativo e sulla propria identità. In risposta a ciò il 30 marzo 2022 la Congregazione per l’educazione cattolica ha emanato un’istruzione intitolata L’identità della scuola cattolica per una cultura del dialogo. Il testo, firmato dal card. Giuseppe Versaldi, si articola in tre parti, dedicate rispettivamente alla missione di evangelizzazione della Chiesa, alla responsabilità di tutte le figure coinvolte nel processo educativo, e infine ai punti critici, calati nel contesto del mondo odierno, globalizzato e multiculturale. 

Il problema è tenere insieme identità cattolica e prospettiva interreligiosa. Gli istituti cattolici – si spiega – non dovrebbero essere realtà isolate ma, in accordo con la missione della Chiesa, centri multireligiosi e multiculturali, fondati sul dialogo e sullo scambio. Una dichiarazione di missione o un codice di condotta devono garantire la qualità istituzionale delle scuole cattoliche, pena la sanzione o la dimissione per chi non ne rispetta i valori professati. Questi principi, formulati dalla Congregazione, si collocano nell’orizzonte del «Patto educativo globale» proposto da Francesco, al fine di avviare una cooperazione religiosa, politica e civile nella creazione di un’educazione sana e sostenibile. 

Documenti, 2022-13

Rendiconto 2021

CEI – Sostentamento del clero

Ancora in crescita le risorse derivanti dal meccanismo dell’8 per mille in favore della Chiesa cattolica italiana, che al 2020 (ultimo dato disponibile) ammontano alla consistente somma di Ä 1.139.218.216,65. Il Rendiconto 2021 – in adempimento all’art. 44 della Legge n. 222 del 20.5.1985 – rende noti i dati approvati dall’Assemblea generale del maggio 2022 su come viene spesa quella parte di tasse devoluta dai contribuenti alla Chiesa cattolica. La Conferenza episcopale italiana (CEI) fa così sapere che sono gli interventi caritativi la destinazione scelta dai vescovi che è cresciuta maggiormente (+134,48%) – percentualmente parlando e a confronto con l’anno 2000 –, seguiti dalle esigenze di culto (+86,85%) e dal sostentamento del clero (+42,41%). Se prendiamo però i valori assoluti relativi al 2020, l’ordine delle voci è rovesciato: al primo posto infatti c’è il sostentamento del clero (412 milioni di euro), stabili le esigenze di culto (435 milioni di euro), e al terzo posto gli interventi caritativi (295 milioni di euro, 80 all’estero, i restanti 215 in Italia). Sempre nell’ambito «caritativo» la CEI ha versato un contributo extra di 60 milioni di euro, destinato a famiglie e diocesi per far fronte all’emergenza COVID, stornandolo da altre destinazioni, visto che la voce «pandemia» non poteva essere prevista nell’approvazione del bilancio preventivo avvenuta nel 2020.