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Documenti, 7/2021, 01/04/2021, pag. 214

Voci dalle cattedrali

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Leggi anche

Documenti, 2021-7

«Vengo come pellegrino di pace»

Viaggio apostolico in Iraq, 5-8 marzo 2021

Francesco

Dopo «i disastri delle guerre, il flagello del terrorismo e conflitti settari spesso basati su un fondamentalismo che non può accettare la pacifica coesistenza di vari gruppi etnici e religiosi, di idee e culture diverse», il viaggio di papa Francesco in Iraq dal 5 all’8 marzo aveva la duplice intenzione di rincuorare la Chiesa irachena (di rito orientale) e incoraggiarla nella sua «testimonianza di fede, speranza e carità in mezzo alla società irachena», e di avviare un cammino di fraternità con l’islam sciita, guidato dall’ayatollah Sayyd Ali Al-Husayni Al-Sistani, che Francesco ha incontrato il 6 marzo a Najaf.

Francesco, che si è presentato come «penitente che chiede perdono al Cielo e ai fratelli per tante distruzioni e crudeltà e… come pellegrino di pace, in nome di Cristo, Principe della pace», ha sviluppato nei suoi incontri i temi della fraternità e della convivenza dei popoli contenuti nel Documento di Abu Dhabi sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune (2019) e nell’enciclica Fratelli tutti (2020).

Documenti, 2021-7

Preghiera dei figli di Abramo

Al termine dell’incontro interreligioso tra il papa e altri leader religiosi tenutosi il 6 marzo nella Piana di Ur, dove Abramo ricevette la chiamata a lasciare la propria patria, è stata intonata un’orazione ispirata alla figura del Patriarca, padre comune nella fede per cristiani, ebrei e musulmani (www.vatican.va). Non erano presenti rappresentanti della religione ebraica.

Documenti, 2021-7

Candor lucis aeternae

Lettera apostolica nel VII centenario della morte di Dante Alighieri

Francesco

«In questo particolare momento storico, segnato da molte ombre, da situazioni che degradano l’umanità, da una mancanza di fiducia e di prospettive per il futuro, la figura di Dante, profeta di speranza e testimone del desiderio umano di felicità, può ancora donarci parole ed esempi che danno slancio al nostro cammino». Il 25 marzo, nella solennità dell’Annunciazione e quindi con il pensiero al mistero dell’incarnazione – che «è il vero centro ispiratore e il nucleo essenziale di tutto il poema» – papa Francesco ha voluto unirsi «al numeroso coro di quanti vogliono onorare la memoria (di Dante) nel VII centenario della morte» con la lettera apostolica Candor Lucis aeternae nel VII Centenario della morte di Dante Alighieri. L’importanza della figura del grande letterato fiorentino per la fede dei nostri giorni è rinvenuta nel suo essere «profeta di speranza e testimone della sete di infinito insita nel cuore dell’uomo», che «può aiutarci ad avanzare con serenità e coraggio nel pellegrinaggio della vita e della fede che tutti siamo chiamati a compiere, finché il nostro cuore non avrà trovato la vera pace e la vera gioia, finché non arriveremo alla meta ultima di tutta l’umanità, “l’amor che move il sole e l’altre stelle”».