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Documenti, 7/2021, 01/04/2021, pag. 193

«Vengo come pellegrino di pace»

Viaggio apostolico in Iraq, 5-8 marzo 2021

Francesco

Dopo «i disastri delle guerre, il flagello del terrorismo e conflitti settari spesso basati su un fondamentalismo che non può accettare la pacifica coesistenza di vari gruppi etnici e religiosi, di idee e culture diverse», il viaggio di papa Francesco in Iraq dal 5 all’8 marzo aveva la duplice intenzione di rincuorare la Chiesa irachena (di rito orientale) e incoraggiarla nella sua «testimonianza di fede, speranza e carità in mezzo alla società irachena», e di avviare un cammino di fraternità con l’islam sciita, guidato dall’ayatollah Sayyd Ali Al-Husayni Al-Sistani, che Francesco ha incontrato il 6 marzo a Najaf.

Francesco, che si è presentato come «penitente che chiede perdono al Cielo e ai fratelli per tante distruzioni e crudeltà e… come pellegrino di pace, in nome di Cristo, Principe della pace», ha sviluppato nei suoi incontri i temi della fraternità e della convivenza dei popoli contenuti nel Documento di Abu Dhabi sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune (2019) e nell’enciclica Fratelli tutti (2020).

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Documenti, 2021-9

La ripresa sia solidale e globale

Lettera in occasione del Meeting di primavera 2021 della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale

Francesco

«È mia speranza che le vostre discussioni contribuiscano a un modello di “ripresa” capace di generare nuove soluzioni più inclusive e sostenibili per rinforzare l’economia reale... La nozione di ripresa non può accontentarsi di un ritorno a un modello diseguale e insostenibile di vita economica e sociale, dove una minuscola minoranza della popolazione mondiale possiede la metà della sua ricchezza». Mentre si avviano negli stati i piani nazionali di recovery, di «ripresa» dopo la pandemia di COVID-19, papa Francesco con una prospettiva globale ha dato la propria lettura di come questo processo debba compiersi per uscirne «come un mondo migliore, più umano e solidale», in una lettera inviata l’8 aprile tramite il card. Turkson, presidente del Dicastero per la promozione dello sviluppo umano integrale, alla Banca mondiale e al Fondo monetario internazionale all’avvio del loro meeting primaverile (5-11 aprile 2021). Secondo Francesco, che si richiama alle encicliche Fratelli tutti  e Laudato si’, una ripresa globale potrà avvenire previa una riforma delle istituzioni di governance globale in senso più inclusivo, una riduzione significativa del peso del debito per i paesi più poveri, una regolamentazione dei mercati finanziari che abbia come obiettivo il bene comune universale.

Documenti, 2021-9

Contenere le spese del Vaticano

Motu proprio circa il contenimento della spesa per il personale della Santa Sede e del Governatorato

Francesco

Il 24 marzo è stata emanata da Francesco in forma di motu proprio la Lettera apostolica circa il contenimento della spesa per il personale della Santa Sede, del Governatorato della Città del Vaticano e di altri enti collegati. Viene stabilito che, a partire dal 1° aprile, la retribuzione corrisposta dalla Santa Sede ai cardinali è ridotta del 10%, ai soggetti inquadrati nei livelli dirigenziali più alti (C e C1, cioè i capi e i segretari di dicastero) dell’8%, e per i chierici e i membri di istituti o società la riduzione prevista è del 3%. Tali riduzioni non si applicano qualora gli interessati documentino l’impossibilità di far fronte a spese fisse connesse allo stato di salute proprio o di parenti entro il secondo grado. Infine dal 1° aprile 2021 al 31 marzo 2023 è sospesa la maturazione di scatti biennali per il personale, anche laico, che ha subito la decurtazione dell’8 e del 3%.

La decisione del pontefice, come spiegato nel testo, mira a un futuro maggiormente sostenibile e si giustifica per il «disavanzo che da diversi anni caratterizza la gestione economica della Santa Sede», aggravato dall’odierna emergenza sanitaria. Le misure sono comunque adottate in base a criteri di proporzionalità e progressività, con l’intento di salvaguardare gli attuali posti di lavoro.

Documenti, 2021-9

Riordino della finanza vaticana

Motu proprio circa alcune competenze in materia economico-finanziaria

Francesco

Con la Lettera apostolica in forma di motu proprio circa alcune competenze in materia economico-finanziaria del 28 dicembre 2020, papa Francesco ha sancito il passaggio della gestione degli investimenti e dei beni immobili di proprietà della Segreteria di stato all’Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica (APSA). La decisione, entrata in vigore dal 1° gennaio, era già stata preannunciata in una lettera dello scorso agosto al cardinale segretario di stato Pietro Parolin. Il criterio guida è che «una migliore organizzazione dell’amministrazione, dei controlli e della vigilanza delle attività economiche e finanziarie della Santa Sede… rappresenta un punto fondamentale nella riforma della curia». Una gestione centralizzata degli investimenti, che diminuisca la discrezionalità e aumenti i controlli, è un significativo passo avanti verso una separazione trasparente ed efficiente di competenze e funzioni, esigenza messa bene in luce dai procedimenti giudiziari in corso riguardanti transazioni finanziarie opache compiute per conto della Santa Sede in tempi recenti. Un comunicato della Sala stampa vaticana ha chiarito che «con queste decisioni il santo padre esprime il suo personale impegno, e quello della curia romana, per una maggiore trasparenza...in modo che il popolo di Dio che aiuta con la sua generosità a sostenere la missione del vescovo di Roma possa farlo con la fiducia che i suoi contributi siano amministrati in maniera adeguata».