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Documenti, 1/2018, 01/01/2018, pag. 23

Summa familiae cura

Motu proprio che istituisce il Pontificio istituto teologico Giovanni Paolo II per le scienze del matrimonio e della famiglia

Francesco

«La centralità della famiglia nei percorsi di “conversione pastorale” delle nostre comunità e di “trasformazione missionaria della Chiesa” esige che – anche a livello di formazione accademica – nella riflessione sul matrimonio e sulla famiglia non vengano mai meno la prospettiva pastorale e l’attenzione alle ferite dell’umanità». Il percorso di riflessione sulla vocazione e la realtà della famiglia, sviluppato dai vescovi nei due Sinodi del 2014 e 2015, prosegue con la decisione di papa Francesco di ricostituire il Pontificio istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia in «Pontificio istituto teo-
logico Giovanni Paolo II per le scienze del matrimonio e della famiglia», con la lettera apostolica motu proprio Summa familiae cura, pubblicata il 19 settembre. L’intento, che si pone in continuità con l’intuizione di Giovanni Paolo II che aveva fondato l’Istituto nel 1981, anche mantenendone in carica le autorità accademiche, è di preparare i preti e gli operatori pastorali ad affrontare le sfide attuali della famiglia; la nuova istituzione dovrà infatti offrire «un approccio analitico e diversificato», non essendo più possibile «limitarci a pratiche della pastorale e della missione che riflettono forme e modelli del passato».

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Medio Oriente - Scuola / 2: l’altro invisibile

I palestinesi nei testi scolastici israeliani

Ignazio De Francesco

Ignorando «deliberatamente l’esistenza degli ebrei e d’Israele, incitando al disprezzo e all’odio, alla glorificazione del jihad e del martirio, l’insegnamento dell’Autorità palestinese ha avuto le conseguenze più spiacevoli sulla sua gioventù. Ha contribuito a dare vita e ad ancorare in essa tutta una serie di stereotipi (…) Il conflitto con Israele è presentato in modo semplicistico, riduttivo, unilaterale.

Documenti, 2023-19

Roma: si apre il confronto sulla sinodalità

Apertura della XVI Assemblea generale 
ordinaria del Sinodo dei vescovi 
(4-29.10.2023)

Francesco

«Il mio auspicio è che durante questo mese di lavoro possiamo elaborare una road map per l’anno prossimo, da affidare poi al santo padre. Idealmente, questa road map dovrebbe indicare i punti in cui sentiamo che è stato raggiunto un consenso tra di noi e soprattutto all’interno del popolo di Dio, identificando i possibili passi da intraprendere come risposta alla voce dello Spirito. Ma dovrebbe anche dire dove è necessaria una riflessione più profonda e che cosa potrebbe favorirla». Con queste parole il card. Jean-Claude Hollerich, relatore generale della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, ha spiegato il 4 ottobre nella sessione di apertura l’obiettivo dei lavori sinodali, che hanno occupato a Roma 522 partecipanti, dei quali 346 con diritto di voto, dal 4 al 29 ottobre.

Papa Francesco nel suo discorso di apertura, sempre il 4 ottobre, ha messo in luce il ruolo da protagonista dello Spirito Santo in questo cammino sinodale.

Il 25 ottobre è stata diffusa una Lettera del Sinodo al popolo di Dio, e il 29 ottobre è stata votata e approvata la Relazione di sintesi della prima sessione della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi (4-29 ottobre 2023) e risultati delle votazioni, che pubblicheremo sul prossimo numero.

 

Documenti, 2023-19

Laudate Deum

Esortazione apostolica sulla crisi climatica

Francesco

Laudate Deum è il titolo della nuova esortazione apostolica di papa Francesco, pubblicata il 4 ottobre 2023, in occasione della festa del Santo di Assisi di cui il pontefice porta il nome. Il testo, in 6 capitoli e 73 paragrafi, completa e chiarisce l’enciclica Laudato si’ del 2015 sul tema, sempre più urgente, della crisi climatica. 

Riferendosi in particolare alla COP28 che si terrà a Dubai dal 30 novembre al 12 dicembre, l’esortazione intende lanciare un allarme perché, scrive Francesco, «il mondo che ci accoglie si sta sgretolando e forse si sta avvicinando a un punto di rottura». La questione ambientale, spesso ridicolizzata e sminuita per interessi economici, è in realtà un problema umano e sociale. Anche i «gruppi detti “radicalizzati”», in realtà, «occupano un vuoto della società nel suo complesso, che dovrebbe esercitare una sana pressione, perché spetta a ogni famiglia pensare che è in gioco il futuro dei propri figli». L’imminente Conferenza di Dubai potrebbe in tal senso rappresentare un punto di svolta, per l’adozione di forme vincolanti di transizione energetica che siano efficienti e monitorabili.

La visione cristiana del mondo sostiene il valore peculiare della diversità e importanza di tutti gli esseri viventi e l’impegno per preservare questo dono prezioso, dice il papa, può originarsi dalla stessa fede, che ci insegna il rispetto, sacro e umile, per la terra in cui viviamo.