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Documenti, 26/2015

Questa terra che grida verso il cielo

Interventi nel viaggio apostolico in Ecuador, Bolivia e Paraguay

Francesco
Un’accoglienza straordinaria, un’ondata di attenzione e di presenza popolare lungo le strade e nei grandi momenti di incontro, nelle messe, nelle celebrazioni. Questo ha suscitato l’atteso, lungo (oltre una settimana) viaggio apostolico di papa Bergoglio nella sua America Latina, il secondo dopo quello in Brasile per la Giornata mondiale della gioventù (2013). In Ecuador, Bolivia e Paraguay il papa ha voluto incontrare e parlare ai rappresentanti (autorità, società civile, mondo della scuola, giovani) di popolazioni che vivono un momento di passaggio delicato, con gravi problemi di povertà, iniquità, mancata integrazione di gruppi nella società. Il papa ha riservato a tutti un forte incoraggiamento e annunciato la vicinanza e la solidarietà della Chiesa in questo cammino di cambiamento che può e deve nutrirsi di atteggiamenti ispirati al Vangelo dell’amore e del perdono. Pubblichiamo i suoi interventi in alcuni dei momenti più significativi del viaggio.

Il futuro dell'umanità nelle vostre mani

Intervento al II Incontro mondiale dei movimenti popolari

Francesco
Pochi mesi dopo il primo incontro, tenuto a Roma lo scorso 28 ottobre (cf. Regno-doc. 19,2014,601ss), papa Francesco è intervenuto ancora – durante il suo recente viaggio apostolico in America Latina – all’Incontro mondiale dei movimenti popolari (Santa Cruz de la Sierra, Bolivia, 9.7.2015). Riservando a loro il discorso più ampio e articolato di tutto il viaggio, il papa ha confermato di considerarli tra gli interlocutori fondamentali del suo pontificato: «Potete fare molto! Voi, i più umili, gli sfruttati, i poveri e gli esclusi, potete fare e fate molto. Oserei dire che il futuro dell’umanità è in gran parte nelle vostre mani, nella vostra capacità di organizzare e promuovere alternative creative (...) e anche nella vostra partecipazione attiva ai grandi processi di cambiamento, cambiamenti nazionali, cambiamenti regionali e cambiamenti globali». Forte di questa convinzione, ha proposto ai movimenti popolari di collaborare con i governi a uno sforzo congiunto per un «programma sociale» scandito in tre punti, «tre grandi compiti» per questo tempo di cambiamento: mettere l’economia al servizio dei popoli; unire i popoli nel cammino della pace e della giustizia; difendere la Madre terra.