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Documenti, 11/2015, 20/03/2015, pag. 10

Pace, un dono e un impegno

Lectio magistralis alla Pontificia università gregoriana

Card. Pietro Parolin

Lo scorso 11 marzo, il cardinale segretario di stato Pietro Parolin è intervenuto all’annuale «Dies Academicus» della Pontificia università gregoriana di Roma. Quest’anno, in un clima geopolitico segnato da una perdurante instabilità, il titolo della giornata era: «La pace: dono di Dio, responsabilità umana, impegno cristiano». Parolin ha sviluppato il tema chiarendo la natura e il compito dell’azione diplomatica della Santa Sede nella costruzione della pace mondiale. «La Santa Sede opera sullo scenario internazionale non per garantire una generica sicurezza (...), ma per sostenere un’idea di pace frutto di giusti rapporti, di rispetto delle norme internazionali, di tutela dei diritti umani fondamentali», ha detto, precisando che la diplomazia vaticana «ha una chiara funzione ecclesiale». Essa «è lo strumento di comunione che unisce il romano pontefice ai vescovi delle Chiese locali o che consente di garantire la vita delle Chiese locali rispetto alle autorità civili», ma anche «il veicolo del successore di Pietro per “raggiungere le periferie”, sia quelle della realtà ecclesiale che quelle della famiglia umana», dove i diplomatici sono chiamati ad agire come «mediatori» per costruire la comunione.

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Documenti, 2023-3

Ritrovare lo spirito di Helsinki

Card. Pietro Parolin, segretario di stato vaticano

Il 13 dicembre 2022 l’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, in collaborazione con la rivista di geopolitica Limes e i media vaticani, ha organizzato una conferenza su «L’Europa e la guerra. Dallo spirito di Helsinki alle prospettive di pace». All’incontro ha partecipato il segretario di stato vaticano card. Pietro Parolin, con un intervento intitolato «Dallo spirito di Helsinki alle prospettive di pace». Atto finale della Conferenza di Helsinki (o Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa), gli Accordi di Helsinki furono firmati il 1° agosto 1975 da 33 paesi europei dell’Est e dell’Ovest e da Stati Uniti e Canada, e stabilirono dieci principi che contribuirono alla distensione in Europa.

Secondo il segretario di stato vaticano, oggi «non ci sono le condizioni perché si ripeta quanto accaduto a Helsinki». Tuttavia «non possiamo leggere il presente e immaginare il futuro soltanto sulla base dei vecchi schemi, delle vecchie alleanze militari o delle colonizzazioni ideologiche ed economiche». È necessario «un maggiore coinvolgimento… della società civile europea, dei movimenti per la pace» per «rinfrescare e ringiovanire quei concetti di pace e solidarietà che vengono richiamati, a volte “a gettone” e secondo le convenienze, ma dei quali oggi pochi sembrano prendersi effettivamente cura». In questo processo l’Europa deve tornare a essere «faro di una civiltà fondata sulla pace, sul diritto e sulla giustizia internazionale».

 

Documenti, 2021-17

Francesco: ritornare a messa

Card. Pietro Parolin

In occasione della 71ª Settimana liturgica nazionale (Cremona, 23-26.8.2021), il 23 agosto papa Francesco ha inviato per il tramite del cardinale segretario di stato Pietro Parolin un Messaggio al presidente del Centro di azione liturgica, il vescovo di Castellaneta mons. Claudio Maniago. Nel testo il papa auspica un’azione mirata alla necessità di riportare la messa al centro della fede e della spiritualità, dopo il «digiuno» liturgico causato dalle misure di contrasto alla diffusione del COVID-19 (www.vatican.va).

Documenti, 2020-21

Il Rapporto McCarrick

Card. Pietro Parolin; Segreteria di stato

Nato per decisione di papa Francesco «in data 6 ottobre 2018, di svolgere un’indagine accurata sull’intera documentazione conservata negli archivi dei dicasteri e degli uffici della Santa Sede riguardanti l’allora cardinale McCarrick», il Rapporto sulla conoscenza istituzionale e il processo decisionale della Santa Sede riguardante l’ex cardinale Theodore Edgar McCarrick (di cui pubblichiamo l’introduzione) è frutto di una complessa elaborazione da parte della Segreteria di stato, integrata anche da 90 interviste: tra queste anche quella a Benedetto XVI e allo stesso Francesco.

Due le conclusioni che ha suggerito il card. Pietro Parolin, segretario di stato vaticano, il 10 novembre nella Dichiarazione in occasione della pubblicazione del Rapporto, subito dopo la costatazione per l’enorme dolore inferto alle vittime e per il danno provocato alla Chiesa locale e universale. La prima. «Nessuna procedura, anche la più perfezionata, è esente da errori, perché coinvolge le coscienze e le decisioni di uomini e di donne. Ma il rapporto avrà degli effetti anche in questo: nel rendere tutti (…) più consapevoli del peso delle proprie decisioni o delle omissioni». La seconda. «L’invito che mi permetto di rivolgere a chiunque cerchi risposte è di leggere interamente il documento e non illudersi di trovare la verità in una parte piuttosto che un’altra. Solo dalla visione complessiva e dalla conoscenza, nella loro interezza, di quanto ricostruito (…) sarà possibile comprendere quanto è accaduto».