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Documenti, 15/2009

Caritas in veritate. Lettera enciclica sullo sviluppo umano integrale nella carità e nella verità

Benedetto XVI
Caritas in veritate è la terza enciclica del pontificato di Benedetto XVI; firmata il 29 giugno scorso, è stata pubblicata il 7 luglio. Muovendo da una rilettura della Populorum progressio di Paolo VI, il testo aggiorna i termini del confronto tra dottrina sociale della Chiesa e cambiamenti nell’età delle globalizzazioni. La principale preoccupazione è quella della continuità dogmatica dell’insegnamento: «La dottrina sociale della Chiesa illumina con una luce che non muta i problemi sempre nuovi che emergono » (n. 12). Quanto alle novità del contesto sociale mondiale, l’enciclica sottolinea come la crisi finanziaria che ha colpito le economie del mondo confermi la necessità di un rapporto tra etica ed economia e mostri la fragilità di modelli liberistici totalmente privi di regolamentazioni. L’altro dato sul quale il papa si sofferma è quello, in certo modo legato alla crisi dello sviluppo economico e al persistere delle povertà, della nuova ideologizzazione della tecnica: «L’assolutismo della tecnica tende a produrre un’incapacità di percepire ciò che non si spiega con la semplice materia» (n. 77).

Si ascolti la voce di tutti i continenti. Lettera del papa al presidente del Consiglio per il G8

Benedetto XVI
«La partecipazione di capi di stato o di governo, non solo del G8, ma di molte altre nazioni, farà sì che le decisioni da adottare, per trovare vie di soluzione condivise sui principali problemi che incidono su economia, pace e sicurezza internazionale, possano rispecchiare più fedelmente i punti di vista e le attese delle popolazioni di tutti i continenti». È con tale augurio che Bene detto XVI saluta con una lettera il presidente del Consiglio S. Berlu sconi in vista del vertice dei capi di stato e di governo del gruppo degli otto paesi più industrializzati, svoltosi a L’A quila nei giorni 8-10 luglio sotto la presidenza italiana. Il papa ribadisce con forza la sua preoccupazione per l’attuale crisi economica mondiale che «comporta la minaccia della cancellazione o della drastica riduzione dei piani di aiuto internazionale, specialmente in favore del l’Africa e degli altri paesi economicamente meno sviluppati», e definisce «quanto mai significativa» la scelta del governo italiano di ospitare il G8 nella città de L’Aquila.

Appello per un'agenda di speranza

Alcune organizzazioni e movimenti cattolici
In vista del G8 dell’8-10 luglio a L’Aquila una delegazione di vescovi e rappresentanti di organizzazioni, associazioni e movimenti cattolici del Sud e del Nord del mondo ha consegnato il 3 luglio scorso ai rappresentanti del governo italiano l’«Appello» di cui qui riproduciamo i brani salienti (www.focsiv. org). Il giorno seguente i firmatari hanno partecipato nel duomo di Milano all’eucaristia presieduta dal card. D. Tettamanzi, e successivamente alla veglia «Per un’agenda di speranza» guidata da mons. A. Miglio.

Ecclesiae unitatem. Lettera apostolica motu proprio sulla Pontificia commissione «Ecclesia Dei»

Benedetto XVI
Gli atti compiuti dal papa tra il 2007 e il 2009 per aprire «una porta al dialogo » con i cosiddetti lefebvriani non hanno modificato le «questioni dottrinali », e finché queste «non saranno chiarite» la Fraternità San Pio X «non ha uno statuto canonico nella Chiesa e i suoi ministri non possono esercitare in modo legittimo alcun ministero». Pertanto, conformemente a quanto si era riservato di fare nella Summorum pontificum del 2007 e a quanto aveva più esplicitamente annunciato nella Lettera ai vescovi cattolici del 10 marzo scorso (seguita alla remissione della scomunica ai quattro vescovi della Fraternità), Benedetto XVI ha formalizzato, l’8 luglio scorso, il ripensamento della struttura della Commissione «Ecclesia Dei», «collegandola in modo stretto con la Congre gazione per la dottrina della fede». In concreto, essa sarà presieduta dal prefetto di quel dicastero, il quale dovrà «sottoporre i principali casi e le questioni di carattere dottrinale allo studio e al discernimento delle istanze ordinarie della congregazione per la dottrina della fede, nonché sottometterne le risultanze alle superiori disposizioni del sommo pontefice» (n. 6).

Proteggere la vita in modo assoluto. Congregazione per la dottrina della fede sull'aborto procurato

Congregazione per la dottrina della fede
La triste vicenda dell’aborto della bambina brasiliana di 9 anni del marzo scorso (cf. Regno-att. 8,2009,242) ha creato confusione «in vari paesi, soprattutto in America La tina, a seguito della manipolazione e strumentalizzazione di un articolo di mons. Rino Fisichella, presidente della Pontificia accademia per la vita», così che la Con gregazione per la dottrina della fede ha deciso di pubblicare l’11 luglio su L’Osservatore romano un documento di chiarificazione sotto forma di articolo. «La vita umana deve essere rispettata e protetta in modo assoluto fin dal momento del concepimento. Dal primo istante della sua esistenza, l’essere umano deve vedersi riconosciuti i diritti della persona, tra i quali il diritto inviolabile di ogni essere innocente alla vita». Iniziando con una lunga citazione dal Catechismo della Chiesa cattolica e proseguendo con le affermazioni di Pio XII e di Giovanni Paolo II, in particolare nell’enciclica Evange lium vitae, la Congregazione ha ribadito che le posizioni della Chiesa sull’aborto provocato non sono cambiate né possono cambiare.

Unità nella diversità. Lettera pastorale di mons. Fouad Twal, patriarca latino di Gerusalemme

Fouad Twal
L’«unità fondamentale è lo scopo per cui preghiamo ogni giorno, quella che vi auguriamo e per la quale lavoriamo con tutte le nostre forze»: con questo tema si apre la prima lettera pastorale di mons. Fouad Twal, patriarca latino di Gerusalemme, pubblicata all’indomani della visita di Benedetto XVI in Terra santa (8-15.5.2009; cf. Regnodoc. 11,2009,321). Il capo della diocesi «che include la Palestina, Israele, Giordania e l’Isola di Cipro, tutte terre menzionate nella sacra Scrit tura» (n. 4), traccia la storia della Chiesa di Gerusalemme, «terra della rivelazione e patria dei profeti» che ha conservato sin dal primo secolo «il deposito della fede», nonostante la forte diaspora «dovuta all’instabilità politica, alle difficoltà economiche e all’incertezza nei confronti del futuro». Il quadro del patriarca si dipana lungo i secoli fino all’oggi, fino alla storia recente del Patriarcato latino, dal suo ripristino nel 1847 agli eventi tragici seguiti alla creazione dello Stato d’Israele e lascia spazio alla speranza donata dall’anno di Paolo e dai nuovi progetti dei cattolici di Terra santa, che guardano alla famiglia come cellula consolidante della società.

Una nuova nascita per l'Europa. XIII Assemblea Conferenza delle Chiese europee, Lione 15-21.7.09

W. Huber, Bartolomeo I, Le Chiese della KEK
Il 50° anniversario della fondazione della Conferenza delle Chiese europee (KEK), celebrato nella XIII Assemblea (Lione, Francia, 15-21 luglio 2009) sul tema «Chiamati a una sola speranza in Cristo», è stato per le 126 Chiese ortodosse, protestanti, anglicane e vecchio-cattoliche che ne fanno parte l’occasione di un bilancio sul passato e sul futuro dell’organismo ecumenico. Accanto al riconoscimento del cammino che è stato fatto in questi anni verso la riconciliazione e la pace tra le Chiese e tra i popoli d’Europa, è emersa la consapevolezza della necessità di una nuova partenza, sia nell’azione ecumenica, per la quale occorre ritrovare «l’idea ecumenica centrale per l’Europa» (W. Huber), sia nel servizio alla società, per cui è stata rilanciata l’idea di una più stretta partecipazione alla KEK anche della Chiesa cattolica (Bartolomeo I). A questo fine è stato avviato un processo di revisione complessiva che durerà quattro anni e dovrà delineare «un fine comune, una visione e una serie di obiettivi strategici», senza risparmiare una seria verifica delle strutture.

Una nuova nascita per l'Europa. Un solo corpo e un solo Spirito: Huber, Ch. evangelica in Germania

W. Huber
Il 50° anniversario della fondazione della Conferenza delle Chiese europee (KEK), celebrato nella XIII Assemblea (Lione, Francia, 15-21 luglio 2009) sul tema «Chiamati a una sola speranza in Cristo», è stato per le 126 Chiese ortodosse, protestanti, anglicane e vecchio-cattoliche che ne fanno parte l’occasione di un bilancio sul passato e sul futuro dell’organismo ecumenico. Accanto al riconoscimento del cammino che è stato fatto in questi anni verso la riconciliazione e la pace tra le Chiese e tra i popoli d’Europa, è emersa la consapevolezza della necessità di una nuova partenza, sia nell’azione ecumenica, per la quale occorre ritrovare «l’idea ecumenica centrale per l’Europa» (W. Huber), sia nel servizio alla società, per cui è stata rilanciata l’idea di una più stretta partecipazione alla KEK anche della Chiesa cattolica (Bartolomeo I). A questo fine è stato avviato un processo di revisione complessiva che durerà quattro anni e dovrà delineare «un fine comune, una visione e una serie di obiettivi strategici», senza risparmiare una seria verifica delle strutture.

La custodia del creato

Le Chiese della KEK
Nel corso della XIII Assemblea della KEK, i 126 delegati delle Chiese ortodosse, protestanti, anglicane e vecchio-cattoliche che compongono la Conferenza hanno approvato 6 dichiarazioni su questioni pubbliche d’attualità: cambiamento climatico, migrazioni, crisi economica, disarmo nucleare, diritti umani e problemi dei rom in Europa. Pubblichiamo di seguito, in una nostra traduzione dall’inglese, la dichiarazione sul cambiamento climatico (www.assembly.ceceurope.org).

Una nuova nascita per l'Europa. Un ricco futuro di speranza: Bartolomeo I, Patriarcato Ecumenico

Bartolomeo I
Il 50° anniversario della fondazione della Conferenza delle Chiese europee (KEK), celebrato nella XIII Assemblea (Lione, Francia, 15-21 luglio 2009) sul tema «Chiamati a una sola speranza in Cristo», è stato per le 126 Chiese ortodosse, protestanti, anglicane e vecchio-cattoliche che ne fanno parte l’occasione di un bilancio sul passato e sul futuro dell’organismo ecumenico. Accanto al riconoscimento del cammino che è stato fatto in questi anni verso la riconciliazione e la pace tra le Chiese e tra i popoli d’Europa, è emersa la consapevolezza della necessità di una nuova partenza, sia nell’azione ecumenica, per la quale occorre ritrovare «l’idea ecumenica centrale per l’Europa» (W. Huber), sia nel servizio alla società, per cui è stata rilanciata l’idea di una più stretta partecipazione alla KEK anche della Chiesa cattolica (Bartolomeo I). A questo fine è stato avviato un processo di revisione complessiva che durerà quattro anni e dovrà delineare «un fine comune, una visione e una serie di obiettivi strategici», senza risparmiare una seria verifica delle strutture.

Un mondo libero dalle armi nucleari

Le Chiese della KEK
Una delle 6 dichiarazioni su questioni pubbliche d’attualità, approvate il 20 luglio a larghissima maggioranza dai delegati alla XIII Assemblea della KEK, riguarda il disarmo nucleare (www.assembly.ceceurope.org; nostra traduzione dall’inglese).

Il valore dei migranti

Le Chiese della KEK
Una delle 6 dichiarazioni su questioni pubbliche d’attualità, approvate il 20 luglio a larghissima maggioranza dai delegati alla XIII Assemblea della KEK, riguarda il disarmo nucleare (www.assembly.ceceurope.org; nostra traduzione dall’inglese).

Una nuova nascita per l'Europa. L'audacia della speranza. Messaggio alle Chiese della KEK

Le Chiese della KEK
Il 50° anniversario della fondazione della Conferenza delle Chiese europee (KEK), celebrato nella XIII Assemblea (Lione, Francia, 15-21 luglio 2009) sul tema «Chiamati a una sola speranza in Cristo», è stato per le 126 Chiese ortodosse, protestanti, anglicane e vecchio-cattoliche che ne fanno parte l’occasione di un bilancio sul passato e sul futuro dell’organismo ecumenico. Accanto al riconoscimento del cammino che è stato fatto in questi anni verso la riconciliazione e la pace tra le Chiese e tra i popoli d’Europa, è emersa la consapevolezza della necessità di una nuova partenza, sia nell’azione ecumenica, per la quale occorre ritrovare «l’idea ecumenica centrale per l’Europa» (W. Huber), sia nel servizio alla società, per cui è stata rilanciata l’idea di una più stretta partecipazione alla KEK anche della Chiesa cattolica (Bartolomeo I). A questo fine è stato avviato un processo di revisione complessiva che durerà quattro anni e dovrà delineare «un fine comune, una visione e una serie di obiettivi strategici», senza risparmiare una seria verifica delle strutture.