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Documenti, 9/1996, 01/05/1996, pag. 296

Le condizioni del dialogo (Red.)

Red.

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Leggi anche

Attualità, 2022-4

N. Reali, Idee per un’antropologia teologico-pastorale

Gilfredo Marengo

Seppur abbondino sia le pubblicazioni d’antropologia teologica sia quelle di teologia pastorale, è difficile trovare una riflessione sull’antropologia dal punto di vista teologico-pastorale. L’autore del presente saggio, docente all’Istituto pastorale Redemptor hominis dell’Università lateranense, tenta di colmare tale vuoto partendo dalla convinzione che proprio questa angolatura consenta di mettere meglio in luce il contenuto di quello che la fede cristiana nomina col termine «uomo».

 

Documenti, 2022-3

La crisi della diplomazia multilaterale

Francesco al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede

«Occorre… recuperare il senso della nostra comune identità di unica famiglia umana. L’alternativa è solo un crescente isolamento, segnato da preclusioni e chiusure reciproche che di fatto mettono ulteriormente in pericolo il multilateralismo, ovvero quello stile diplomatico che ha caratterizzato i rapporti internazionali dalla fine della seconda guerra mondiale». Nel discorso al corpo diplomatico presso la Santa Sede per lo scambio degli auguri per il nuovo anno, il 10 gennaio, papa Francesco ha evidenziato la crisi di fiducia che attraversa da tempo la diplomazia multilaterale, e che rende il sistema delle relazioni internazionali «sempre meno efficace nell’affrontare le sfide globali». Tra esse c’è ancora la pandemia, ma soprattutto ci sono la questione migratoria e la crisi climatica.

Si collega a questo problema anche il richiamo, inedito, ai rischi della cosiddetta «cancel culture», atteggiamento di colpevolizzazione, di solito espresso tramite i social media, nei confronti di personaggi pubblici o aziende che avrebbero detto o fatto qualche cosa di offensivo o politicamente scorretto e ai quali vengono pertanto tolti sostegno e gradimento: «La diplomazia multilaterale è chiamata perciò a essere veramente inclusiva, non cancellando ma valorizzando le diversità e sensibilità storiche che contraddistinguono i vari popoli».

 

Attualità, 2020-8

Culto dei defunti . COVID-19: aboliti i funerali?

Le necessità di un ripensamento della libertà religiosa in un contesto d’emergenza

Anna Gianfreda

Le note riflessioni sullo spessore psicologico, antropologico, filosofico e finanche teologico sul significato della ritualità funebre sembrano tanto più valide in un momento come l’attuale, nel quale sono proprio le domande sul senso dell’esistenza e la diffusa percezione della fragilità umana e della prossimità della morte a porre in risalto gli aspetti cruciali del fascio di libertà religiose, oltre che esistenziali, che ruotano attorno al culto dei defunti e gli irrinunciabili connotati giuridico-teologici che animano la liturgia delle esequie in ambito cattolico, ma non solo.