Lettera dei vescovi sulla vita consacrata (1)
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«Noi vescovi cattolici amiamo il nostro paese e preghiamo per la sua pace e prosperità. Proprio per questo motivo, in questo contesto, sentiamo il dovere di alzare la voce in difesa della dignità umana donata da Dio». Nel contesto della crisi politica e sociale innescata dalle politiche aggressive e repressive dell’Amministrazione Trump in materia di immigrazione, attuate dalle forze dell’Immigration and customs enforcement (ICE), il 12 novembre 2025 la Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti ha pubblicato un Messaggio pastorale speciale sull’immigrazione, approvato durante l’Assemblea plenaria autunnale dei vescovi a Baltimora.
Il 19 gennaio, poi, i cardinali Blaise Cupich, Robert McElroy e Joseph Tobin, rispettivamente arcivescovi di Chicago, Washington e Newark, hanno pubblicato una dichiarazione congiunta intitolata Tracciare una visione morale della politica estera americana, in cui l’attuale politica estera degli Stati Uniti viene messa a confronto con le linee del recente discorso di Leone XIV al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede (in questo numero a p. 65).
Stampa da siti web www.usccb.org (12.11.2025) e adw.org (19.1.2026); nostra traduzione dall’inglese.
«La questione dell’unità delle Chiese va ben oltre il livello della comprensione interconfessionale: ha una notevole portata sociale e politica… Ciò che vale per il futuro del cammino comune delle Chiese vale anche per il futuro dell’umanità: per la pace è fondamentale il modo in cui impariamo a gestire in modo costruttivo le differenze e i conflitti e ad approfondire le relazioni con chi sta al di là del confine». Il 14 marzo 2024 la Conferenza episcopale tedesca e la Chiesa evangelica in Germania hanno presentato un documento congiunto sullo sviluppo dell’ecumenismo, in cui sottolineano come la formula dell’unità visibile nella diversità riconciliata, individuata dopo la commemorazione della Riforma del 2017, rappresenti un passo importante verso una convivenza positiva. Il documento, intitolato Più visibilità nell’unità e più riconciliazione nella diversità. Sulle opportunità di un ecumenismo orientato al processo, indica obiettivi, passi e vie per un’unità più visibile e una diversità più riconciliata e cerca soluzioni su come concretizzare la formula dell’unità visibile coniata nel 2017, e si colloca temporalmente tra il 500° anniversario della Riforma e il 500° anniversario della Confessio augustana nel 2030. Sulle questioni molto vive della comunione eucaristica e del ministero «bisogna riconoscere che non possiamo aspettarci una svolta in un prossimo futuro», purtuttavia la situazione attuale non va vista «come un momento di stagnazione ecumenica e di aspettative deluse».
Il 26 agosto, al termine di un convegno annuale che dal 2019 riunisce a Benevento i vescovi delle cosiddette «aree interne», zone del territorio italiano minacciate dallo spopolamento e dall’abbandono, i partecipanti hanno diffuso una Lettera aperta al Governo e al Parlamento, che ha già raccolto 136 firme ed è aperta a ulteriori sottoscrizioni, e che sarà consegnata all’Intergruppo parlamentare «Sviluppo Sud, isole e aree fragili». Il punto di partenza è una critica al Piano strategico nazionale delle aree interne, che è stato approvato il 9 aprile di quest’anno e sembra recepire come inevitabile per queste zone il calo demografico e lo spopolamento.
I vescovi italiani invece, poiché «in questo quadro complesso – e preoccupante! – la comunità ecclesiale resta una delle poche realtà presenti ancora in modo capillare sul territorio nazionale», chiedono «che venga esplorata con realismo e senso del bene comune ogni ipotesi d’invertire l’attuale narrazione delle aree interne» e sollecitano «le forze politiche e i soggetti coinvolti a incoraggiare e sostenere, responsabilmente e con maggiore ottimismo politico e sociale, le buone prassi e le risorse sul campo, valorizzando un sistema di competenze convergenti, utilizzate non più per marcare differenze, ma per accorciare le distanze tra le diverse realtà nel paese».
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