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Documenti, 1/1994, 01/01/1994, pag. 36

Lettera dei vescovi sulla vita consacrata (1)

Vescovi

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Leggi anche

Documenti, 2022-13

Sinodo: la sintesi francese

Conferenza dei vescovi di Francia

«Il processo sinodale ha visto una partecipazione generosa in molti luoghi, con la sensazione che si trattasse di un’esperienza promettente, un processo comunitario di ascolto e discernimento. Questa consultazione ha però incontrato anche resistenze di vario tipo. In primo luogo la difficoltà di ascoltare le voci dei più vulnerabili; in secondo luogo la difficoltà di raggiungere e mobilitare i giovani e i giovani adulti; in terzo luogo il timore di alcuni cattolici che questo processo serva a imporre cambiamenti alla Chiesa a cui sono legati; infine la difficoltà di molti sacerdoti a riconoscere il valore di questo Sinodo». Il 9 giugno la Conferenza dei vescovi di Francia ha pubblicato la Compilazione nazionale delle sintesi locali sul Sinodo 2023 sulla sinodalità, il processo sinodale lanciato da papa Francesco e sviluppatosi per ora nella sua prima fase, quella diocesana (ottobre 2021-aprile 2022). 

Oltre a una profonda aspirazione a una Chiesa più fraterna, il documento nazionale sottolinea che sono state individuate alcune necessità: «L’importanza di trovare ispirazione nella parola di Dio, l’urgenza di proporre segni che parlino da soli e siano credibili nella società di oggi e la necessità di luoghi di dialogo fraterno». Nell’Assemblea straordinaria di giugno i vescovi hanno stilato un Documento d’accompagnamento, che sarà inviato a Roma insieme alla sintesi nazionale (cf. qui a p. 418).

Documenti, 2022-13

I vescovi francesi: prospettive e speranze del Sinodo 2023

Vescovi di Francia

l 15 giugno 2022 i vescovi di Francia, riuniti in Assemblea plenaria straordinaria a Lione insieme a un centinaio di invitati laici, hanno votato un Documento di accompagnamento della compilazione delle sintesi sinodali, che sarà inviato a Roma insieme alla compilazione delle sintesi diocesane che hanno concluso la prima fase del Sinodo sulla sinodalità.

 

Documenti, 2022-13

La tratta e lo sfruttamento sessuale

Conferenza canadese dei vescovi cattolici – Commissione episcopale per la giustizia e la pace

«La prostituzione non può essere considerata un lavoro o semplicemente una scelta personale». È il perno della lettera pastorale Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi, che la Commissione episcopale per la giustizia e la pace della Conferenza canadese dei vescovi cattolici ha diffuso il 22 novembre scorso e che verte «sul traffico di esseri umani e lo sfruttamento sessuale in Canada». Detto che la prostituzione è una forma di sfruttamento, perché «implica la vendita di qualcosa che per sua natura non può essere comprato o venduto», i vescovi canadesi descrivono con precisione chi sono i clienti («perlopiù uomini… , di ceto economico elevato e con livelli di istruzione medio-alti... fanno uso di materiale pornografico, che influisce sulla loro visione delle persone come oggetti») e chi sono le vittime («ragazze indigene… donne asiatiche… prive di documenti… immigrate… ragazze che vivono in case famiglia, rifugi per senzatetto e orfanotrofi…»). Nella seconda parte ribadiscono (citando in negativo i casi della Nuova Zelanda e della Germania) che la legalizzazione promuove «l’accettazione sociale dello sfruttamento sessuale», mentre valutano positivamente la scelta del Canada di depenalizzare le vittime criminalizzando invece «coloro che comprano sesso»: perché «fermare la domanda» è «l’unico modo per impedire nuovi reati e scongiurare altri danni a carico delle vittime della prostituzione».