Il 24 aprile, poco prima della «Giornata dell’Europa» che si celebra il 9 maggio a commemorazione della Dichiarazione Schumann del 1950, l’episcopato tedesco ha pubblicato una dichiarazione a sostegno dell’Unione Europea, intitolata Europa, dimostra sicurezza! Appello dei vescovi sull’identità dell’Europa in un mondo che cambia.
In un contesto segnato dalla guerra in Ucraina, dai conflitti in Medio Oriente e dalla nuova strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, che ha incrinato il partenariato transatlantico, i vescovi tedeschi richiamano la responsabilità della Chiesa per il progetto europeo: «La Chiesa ha... una responsabilità per l’Europa. Non può e non deve tacere quando il progetto dell’unificazione europea è in pericolo». Quanto alle radici cristiane, il documento evita un’interpretazione esclusivista dell’«Occidente cristiano», sottolineando piuttosto il contributo del cristianesimo alla dignità e all’uguaglianza di ogni persona, accanto alla tradizione greca della democrazia e a quella romana del diritto. Di fronte a un «disordine mondiale» in crescita, in un frangente in cui «l’Europa rischia di finire sulla difensiva nel suo ruolo di paladina della pace, della libertà e della dignità umana», i vescovi le chiedono di rafforzare l’autonomia di difesa, restare fedele ai valori del Trattato di Lisbona e ritrovare una «narrazione di speranza».
Stampa (27.4.2026) da sito web www.dbk.de. Nostra traduzione dal tedesco.
Da quando, nella Pasqua del 2001, i presidenti della Conferenza delle Chiese europee (KEK) – che riunisce oltre 100 Chiese di tradizione ortodossa, protestante e anglicana – e del Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa (CCEE, Chiese cattoliche) firmarono la Charta oecumenica (Regno-doc. 9,2001,315), la roadmap dell’ecumenismo europeo, il contesto è molto cambiato: la secolarizzazione è avanzata anche nell’Est; le migrazioni hanno provocato fratture e paure e un aumento della xenofobia; la brutale guerra in Ucraina ha diviso non solo le nazioni, ma anche le Chiese cristiane. Per questo nel 2022 i due organismi firmatari hanno avviato un processo di aggiornamento della Charta oecumenica, che è iniziato con un’ampia consultazione delle Chiese ed è giunto alla firma il 5 novembre a Roma.
La nuova Charta oecumenica. Linee guida per una sempre maggiore collaborazione tra le Chiese in Europa, molto più lunga della precedente, prende posizione su tutti i temi sopra indicati, e inoltre sulle nuove generazioni, sulla conversione ecologica e sulla trasformazione digitale. Riaffermando un impegno di fondo per la costruzione democratica dell’Europa, impegna le Chiese europee a contrastare il nazionalismo, a rinunciare all’eurocentrismo, a creare spazi di riconciliazione nei contesti di guerra, a promuovere una cultura di solidarietà con i migranti e molto altro.
Stampa (25.3.2026) da sito web www.ccee.eu/charta-oecumenica. Traduzione dall’originale inglese a cura del CCEE. Le citazioni del Nuovo Testamento sono tratte dalla Traduzione letteraria ecumenica, Elledici, Torino 2025.
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