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Documenti, 17/1987, 01/09/1987, pag. 573

Stato e chiesa: questione di principi

PSI

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Documenti, 2026-13

Europa, dimostra sicurezza!

Conferenza epsicopale tedesca

Il 24 aprile, poco prima della «Giornata dell’Europa» che si celebra il 9 maggio a commemorazione della Dichiarazione Schumann del 1950, l’episcopato tedesco ha pubblicato una dichiarazione a sostegno dell’Unione Europea, intitolata Europa, dimostra sicurezza! Appello dei vescovi sull’identità dell’Europa in un mondo che cambia.

In un contesto segnato dalla guerra in Ucraina, dai conflitti in Medio Oriente e dalla nuova strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, che ha incrinato il partenariato transatlantico, i vescovi tedeschi richiamano la responsabilità della Chiesa per il progetto europeo: «La Chiesa ha... una responsabilità per l’Europa. Non può e non deve tacere quando il progetto dell’unificazione europea è in pericolo». Quanto alle radici cristiane, il documento evita un’interpretazione esclusivista dell’«Occidente cristiano», sottolineando piuttosto il contributo del cristianesimo alla dignità e all’uguaglianza di ogni persona, accanto alla tradizione greca della democrazia e a quella romana del diritto. Di fronte a un «disordine mondiale» in crescita, in un frangente in cui «l’Europa rischia di finire sulla difensiva nel suo ruolo di paladina della pace, della libertà e della dignità umana», i vescovi le chiedono di rafforzare l’autonomia di difesa, restare fedele ai valori del Trattato di Lisbona e ritrovare una «narrazione di speranza».

Stampa (27.4.2026) da sito web www.dbk.de. Nostra traduzione dal tedesco.

Documenti, 2026-7

Charta oecumenica 2025

Linee guida per una sempre maggiore collaborazione tra le Chiese in Europa

Conferenza delle Chiese europee (KEK), Conciglio delle conferenze epsicopali d'Europa (CCEE)

Da quando, nella Pasqua del 2001, i presidenti della Conferenza delle Chiese europee (KEK) – che riunisce oltre 100 Chiese di tradizione ortodossa, protestante e anglicana – e del Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa (CCEE, Chiese cattoliche) firmarono la Charta oecumenica (Regno-doc. 9,2001,315), la roadmap dell’ecumenismo europeo, il contesto è molto cambiato: la secolarizzazione è avanzata anche nell’Est; le migrazioni hanno provocato fratture e paure e un aumento della xenofobia; la brutale guerra in Ucraina ha diviso non solo le nazioni, ma anche le Chiese cristiane. Per questo nel 2022 i due organismi firmatari hanno avviato un processo di aggiornamento della Charta oecumenica, che è iniziato con un’ampia consultazione delle Chiese ed è giunto alla firma il 5 novembre a Roma.

La nuova Charta oecumenica. Linee guida per una sempre maggiore collaborazione tra le Chiese in Europa, molto più lunga della precedente, prende posizione su tutti i temi sopra indicati, e inoltre sulle nuove generazioni, sulla conversione ecologica e sulla trasformazione digitale. Riaffermando un impegno di fondo per la costruzione democratica dell’Europa, impegna le Chiese europee a contrastare il nazionalismo, a rinunciare all’eurocentrismo, a creare spazi di riconciliazione nei contesti di guerra, a promuovere una cultura di solidarietà con i migranti e molto altro.

Stampa (25.3.2026) da sito web www.ccee.eu/charta-oecumenica. Traduzione dall’originale inglese a cura del CCEE. Le citazioni del Nuovo Testamento sono tratte dalla Traduzione letteraria ecumenica, Elledici, Torino 2025.

Documenti, 1987-17

Stato e chiesa: questione di principi

Dichiarazione del PSI