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Sergio Bastianel: in memoriam

Sergio Bastianel (1944-2025): una memoria riconoscente

Il 6 febbraio 2025 è tornato nella casa del Padre p. Sergio Bastianel SJ dopo un periodo di degenza in ospedale a Padova, dove gli era stato diagnosticato un tumore esteso con metastasi in tutto il corpo.

Il prof. Bastianel è stato presidente dell’Associazione teologica italiana per lo studio della morale (ATISM) dal 2010 al 2014, subentrando a Karl Golser (1943-2016), nel frattempo divenuto vescovo di Bolzano-Bressanone.

In quanti hanno collaborato con lui all’Ufficio di presidenza è vivo il ricordo del personale stile di conduzione dell’Associazione. La fiducia accordata al vice-presidente, al segretario e ai delegati di sezione nella progettazione degli annuali appuntamenti del Congresso e del Seminario di studio, ma anche la sua ferma determinazione nell’offrire indicazioni pensate e pesate, con un uso sobrio delle parole, che a tratti sembravano essere «spiazzanti», ma che si rivelavano precise e originali puntualizzazioni su quanto oggetto di discussione, rappresentano due elementi che hanno caratterizzato il suo impegno di presidente ATISM.

Coscienza, onestà, fede cristiana

Padre Bastianel era nato il 28 luglio 1944 a Pieve di Soligo (TV) e aveva fatto il suo ingresso nella Compagnia di Gesù nel 1962, ricevendo l’ordinazione presbiterale nel 1972.

Aveva completato gli studi specializzandosi in teologia morale con il dottorato conseguito nel 1980, e iniziato la sua carriera accademica di docente della disciplina presso la Pontificia facoltà teologica dell’Italia meridionale di Napoli, sezione San Luigi, e presso la Pontificia università gregoriana di Roma, della quale era divenuto professore ordinario dal 1993 e decano della Facoltà di teologia dal 1997 al 2003, assumendo dal 2004 al 2010 anche la funzione di vice-rettore.

Nei decenni del suo insegnamento ha accompagnato numerosi teologi italiani e stranieri nella specializzazione in teologia morale, unendo una costante attività di ricerca e di produzione di pubblicazioni scientifiche. Il frutto maturo della sua ricerca è rappresentato dalla apprezzata monografia Coscienza, onestà, fede cristiana. Corso fondamentale di etica teologica, Il pozzo di Giacobbe, Trapani 2018.

«Lascia che Dio ami»

L’ATISM si unisce alla famiglia, alla Compagnia di Gesù e a quanti hanno un ricordo riconoscente di p. Sergio Bastianel e, nell’affidarlo al Dio vivente, riprende le profonde parole da lui pubblicate sul suo sito personale nel 2020:

«…Morente, sei nelle mani di Dio come quando sei nato.

Peccatore, per te Cristo è morto.

Tu, chiunque tu sia, Dio ti vuole con sé, vivente in pienezza.

Tu, chiunque tu sia, lascia che Dio ami nel tuo vivere e nel tuo morire.

Come sei amato da lui, nel vivere e nel morire di Gesù, il Signore».

Pier Davide Guenzi

 

 

In memoria di un maestro

«Vivere per far vivere è vita che non muore. È vita eterna». Questa parola, divenuta carne di tutta l’esistenza, risuona oggi con verità profonda al compimento della vita terrena di Sergio Bastianel, discepolo di Gesù, sacerdote gesuita, per noi, per tanti, maestro di fede, di discernimento, di vocazione nel Signore.

Maestro di fede, di discernimento, di vocazione

L’amore alla Parola nel fiducioso ascolto di ogni voce umana, la fede vissuta da compagno di Gesù nel servire gratuitamente in ogni ora e in ogni condizione, la reciprocità testimoniata nella volontà di «ritorno a casa» tra i suoi confratelli gesuiti consapevole di passare da questo mondo al Padre, hanno segnato fino a giovedì 6 febbraio, giorno della morte, il cammino di beatitudine di padre Sergio nella sequela di Gesù umile e liberante a cui è stato intimamente legato.

Nasce a Collalto (nell’ospedale di Pieve di Soligo -TV) il 28 luglio 1944. La famiglia è il suo primo luogo di formazione e mediazione di fede, in un clima di discreta e gratuita donazione, nella cura radicata e umile della volontà di Dio.

Il primo figlio, Pietro, sarà sacerdote diocesano. Dopo alcuni anni anche il secondo, Sergio, entra nel seminario di Vittorio Veneto. Presto capirà che il Signore lo chiama a essere sacerdote nella Compagnia di Gesù. Vi entra nel 1965, lo stesso anno di chiusura del grande Concilio, e sarà ordinato sacerdote il 29 giugno 1972, negli anni in cui era preposito generale della Compagnia il padre Pedro Arrupe.

Dopo il noviziato, accompagnato dalla guida preziosa del padre Sergio Rendina, Sergio Bastianel compie gli studi di filosofia a Gallarate, mentre il fermento delle prospettive aperte dal Concilio e i lavori della XXXII Congregazione generale della Compagnia di Gesù (Roma, 1974-75) facevano respirare la presenza operante dello Spirito in una domanda alla coscienza: «Che cosa vuol dire essere compagno di Gesù oggi? Vuol dire impegnarsi, sotto il vessillo della croce, nella battaglia cruciale del nostro tempo: la battaglia per la fede, e la lotta, che essa include, per la giustizia».

Una ricerca sulla giustizia

Dopo aver conseguito la licenza in filosofia all’Aloisianum di Gallarate, Sergio Bastianel viene inviato a studiare teologia morale a Roma, nell’Università gregoriana, sotto la guida del padre Josef Fuchs, che lo vedrà interprete ed erede della sua scuola e della sua ricerca, nell’autorevole insegnamento accademico e nella formazione di generazioni a Roma, a Napoli, a Padova, in Portogallo, Lituania, molti luoghi diversi.

Con l’attitudine congeniale all’ascolto e al dialogo, che caratterizzeranno sempre il nostro «maestro», Bastianel si concentra dall’inizio su una ricerca di giustizia nel favore dell’autonomia morale della coscienza, interpretandone, con lucida e pacata intelligenza, il fondamento nell’incontro con l’altro, in liberante cura di responsabilità verso il debole, compresa come consegna di sé per la vita del mondo.

Chi ha letto il suo primo testo, sul dibattito circa lo specifico della vita morale cristiana, e il testo della tesi dottorale Autonomia morale del credente, riconosce già dall’inizio quanto maturerà anche nei testi successivi come teologia capace di far vivere: la valorizzazione dell’onestà umana in quanto tale, il rifiuto di ogni eteronomia e logica di appartenenza, la conversione di giustizia a tutti possibile dal privilegio di sé al privilegio del debole, l’affermazione di una salvezza che non s’impone come i poteri mondani.

Una coscienza capace di solidarietà

L’unità tra questo riflettere e la vita è divenuta, in Bastianel e attraverso lui, eloquente esperienza di quell’esigenza interiore capace di fare ogni uomo, in diverse culture e tradizioni, partner di alleanza, amico, libero per liberare.

Così l’immagine di una coscienza capace di solidarietà ha potuto far cogliere nella prossimità dell’incarnazione l’immagine autentica del Signore, il compiersi della Parola in Gesù, la possibilità di divenire discepoli.

È stato il vero profondo senso di una chiamata che il Signore stesso ha operato attraverso la vicinanza di Sergio, nell’accoglienza della complessità della storia e delle diverse storie.

La fiducia serena nel bene concretamente possibile, affidato come volontà autentica di Dio, ha trovato continuità nella comunione capace di condivisione. Qui si è realizzata l’unità tra l’insegnamento e la cura degli Esercizi spirituali ignaziani, svolti per un’intera esistenza nel «ricordo condiviso di Gesù», in una reale esperienza di reciprocità capace di includere «profeticamente» la cura dell’altrui vocazione in collaborazione feconda.

Compagni di Gesù si diventa vivendo concretamente la logica delle beatitudini. Al giovane novizio, che confidava al maestro di non sentirsi veramente cristiano perché non veramente povero, tradito, respinto, il Signore stesso ha risposto non privandolo di una somiglianza intima con lui.

Amato e seguito da molti, Sergio Bastianel nella sua vita di giusto ha dato anche fastidio, forse perché prudente ma sincero, incapace di accettare l’ingiustizia verso l’altro anche se, fino alla fine, tanto obbediente nel portarne su se stesso il peso. Chi lo ha conosciuto sa che in lui Gesù e il Padre hanno posto la dimora, un dimorare capace di dare pace e luce anche negli ultimi giorni della sua sofferenza. Questa è solo grazia del Signore, ma è divenuta dono accolto nel cammino umano quotidiano, di preghiera e di discernimento, di Sergio, dono di eucaristia nella sua esistenza solo sempre donata.

Grazie Sergio! Dacci ancora la tua benedizione perché continui il nostro buttare le reti e seguire Gesù, continua il tuo amarci con Gesù nel nostro amare, credendo possibile la conversione della Chiesa e del mondo.

Con tua sorella Reginella e la sua famiglia, con quanti hai riconosciuto e curato come fratelli nel fare la volontà di Dio, aiuta e cura ancora il dono di consegnare la vita «in memoria di Gesù». Il portare «tutto» nel cuore meditando come Maria ci aiuti a scoprire in conversione la familiarità che continua, continui a farci credenti con te. Con te abbiamo «visto» il Signore.

Donatella Abignente

 

Pier Davide Guenzi è presidente dell’ATISM; Donatella Abignente è socia dell’Associazione.

Commenti

  • 22/02/2025 Luciana

    Sono commossa e grata di queste testimonianze. Si anch'io ritrovo così Padre Sergio al quale sono profondamente grata come piccola sorella di Gesù. LUCIANA

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