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Amoris laetitia: un nuovo tempo per la teologia morale

Il quinto anniversario di Amoris Laetitia ci consegna il tempo e lo spazio per riprendere la riflessione su un documento che ha voluto e vuole mettersi in profondo ascolto della storia. Non della storia in generale, ma di una sua parte molto significativa per tutti, quella delle famiglie e delle generazioni. Il suo magnifico inizio – «La Bibbia è popolata da famiglie, da generazioni, da storie di crisi famigliari fin dalla sua prima pagina (...) e fino all’ultima dove appaiono le nozze tra la Sposa e l’Agnello» (n. 8) – ne dice la portata.

Il Dicastero per i laici, la famiglia e la vita ha chiesto di celebrare questo anniversario nella consapevolezza che l’esortazione apostolica mantiene il suo forte significato per immaginare un’agenda pastorale realistica e adeguata al nostro tempo nel contesto di una chiesa sinodale.

Nel recepire questa istanza la Pontificia università gregoriana e il Pontificio Istituto Teologico "Giovanni Paolo II" per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia organizzano a Roma nei giorni 11-14 maggio 2022 un convegno internazionale che intende approfondire i nodi critici, le suggestioni, le provocazioni, gli spunti offerti, soffermandosi in particolare su uno dei contenuti fondamentali dell’esortazione, il rapporto tra pratiche pastorali e teologia morale. 

Non si tratta di ripetere le molte cose già dette sul documento, ma di ripartire dalle esperienze pastorali nel loro orizzonte ecclesiale, per ripensare le questioni teologico-morali, stimolati dalla consapevolezza che Amoris laetitia introduce un novum per intendere il rapporto tra pastorale e teologia morale. Un novum che l’esortazione ci fa incontrare in molti suoi passaggi, per esempio al numero 201, dove si legge: «È necessario non fermarsi a un annuncio meramente teorico e sganciato dai problemi reali delle persone. La pastorale famigliare deve far sperimentare che il Vangelo della famiglia è risposta alle attese più profonde della persona umana (...). Non si tratta soltanto di presentare una normativa, ma di proporre valori rispondendo al bisogno di esse».

Nella consapevolezza che «ogni principio generale ha bisogno di essere inculturato se vuole essere osservato e applicato» (Amoris laetitia, n. 3), il novum seminato da Amoris laetitia chiede lo sforzo di re-impostare il rapporto tra pastorale e teologia morale, configurando una circolarità virtuosa tra le due discipline, da costruirsi in dialogo con l’esperienza umana universale, ma sempre particolare nelle differenti culture e storie di vita. In questa prospettiva, dunque, acquista solidità il significato programmatico dell’esortazione. 

Tale è il focus del convegno che sarà sviluppato in tre macro-temi: «Cambiamenti epocali, Chiesa e società», «Chiesa, sacramento del matrimonio, sfide pastorali», «Il matrimonio e la teologia morale: le prospettive fondamentali».

L’evento raduna studiose e studiosi di tutti i continenti perché sia garantita una presenza qualificata e plurale sotto il profilo culturale e geografico e si avvale di un comitato scientifico formato da esponenti delle maggiori università e istituti superiori. I convegnisti saranno ricevuti da papa Francesco in udienza riservata nella mattinata del 13 maggio.

 

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