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A 10 anni dall'Amoris laetitia. Un convegno dell'Alfonsiana

«A dieci anni da Amoris laetitia: annunciare il Vangelo con le famiglie di oggi» è il titolo dell’incontro voluto da Leone XIV e tenutosi in Vaticano dal 7 al 14 ottobre scorsi.

Vincent van Gogh, Primi passi (da Millet), 1890. New York, The Metropolitan Museum of Art. Pubblico dominio

«A dieci anni da Amoris laetitia: annunciare il Vangelo con le famiglie di oggi» è il titolo dell’incontro voluto da Leone XIV e tenutosi in Vaticano dal 7 al 14 ottobre scorsi, per fare il punto sulla recezione pastorale dell’esortazione apostolica post-sinodale pubblicata da Francesco il 19 marzo 2016, dopo un lungo processo di ascolto e discernimento che ha coinvolto tutta la comunità ecclesiale nel suo complesso.

Sono convenuti a Roma i presidenti delle conferenze episcopali di tutto il mondo, i patriarchi e i vertici delle Chiese di rito orientale, insieme a esperti e famiglie che, attraverso la metodologia sinodale della conversazione nello Spirito, hanno fatto emergere come dieci anni non siano passati invano: nella riunione, infatti, si è creata una significativa convergenza intorno alla metodologia pastorale di Amoris laetitia. 

Una consapevolezza acquisita

Sembra ormai acquisita la consapevolezza di dover assumere atteggiamenti di ascolto delle situazioni concrete, di accompagnamento delle persone e di progressiva integrazione nella comunità ecclesiale anche delle situazioni familiari più complesse, lasciandoci alle spalle forme di rigidità dottrinale e di giudizio privo di misericordia.

Certamente rimane ancora molto da realizzare per rendere pienamente operativa la conversione pastorale già auspicata dal concilio Vaticano II e alcuni nodi teologici implicati nel cambiamento della disciplina richiedono approfondimenti teologici ulteriori – che speriamo potranno essere sostenuti e rilanciati quando il santo padre darà seguito ai risultati dei lavori che non ha potuto seguire di persona per il ricovero e l’operazione chirurgica al Gemelli.

La recezione delle Chiese locali

In ogni caso, la mancanza di contrapposizioni aspre e la franchezza nell’esprimere le diverse sensibilità e situazioni socio-culturali dei partecipanti è un’esperienza che ha fatto bene al cuore,[1] e che ha permesso di constatare che l’invito alle famiglie e alla Chiesa tutta di continuare a camminare con rinnovata speranza, con cui si concludeva il documento di Francesco, non è caduto nel vuoto (cf. Amoris laetitia, n. 325).

A conferma di un lavoro pastorale e teologico costante, condotto senza clamori, riteniamo si possa richiamare anzitutto l’attività di recezione pastorale documentata dai testi dei diversi episcopati, nel mondo come in Italia: un’attività che ha caratterizzato soprattutto i primi anni successivi alla pubblicazione dell’esortazione apostolica post-sinodale, pur con una diffusione «a macchia di leopardo».

A ciò si aggiungano le molteplici pubblicazioni dei teologi e delle facoltà cattoliche nello sforzo di comprendere le novità introdotte da Amoris laetitia come sviluppo fedele e creativo della tradizione cattolica che ultimamente si sono manifestate in volumi appositamente dedicati al decennale[2] o in fascicoli di riviste accademiche con ampie sezioni monografiche[3].

Il silenzio dopo la tempesta?

Nonostante questa ricca produzione di documenti e di studi, rimane l’impressione che dopo la tempesta iniziale scatenata soprattutto intorno al c. VIII di Amoris laetitia, sui temi del matrimonio, della famiglia e della sessualità sia calata una strana quiete le cui motivazioni meritano di essere indagate.

Proprio per approfondire questa «percezione pre-razionale», mercoledì 25 novembre 2026 l’Accademia alfonsiana ha organizzato una giornata di studio sull’esortazione di papa Francesco, allusivamente intitolata: Il silenzio dopo la tempesta? 10 anni di Amoris laetitia.

Ad aprire la riflessione è stata invitata la teologa tedesca Julia Knop, che offrirà «con voce differente» una prospettiva europea sul potenziale di rinnovamento derivante dal testo magisteriale.

A seguire Aristide Fumagalli, teologo morale di Milano, illustrerà la risposta della teologia italiana al documento pontificio e le prospettive morali ancora da esplorare nell’ambito della teologia del matrimonio e della famiglia.

Mons. Luigi Renna, teologo morale e arcivescovo di Catania, concluderà con uno sguardo sulla ricezione pastorale realizzata in Italia, tra iniziative promettenti, fatiche e occasioni perdute.

L’auspicio è che da un simile ampio bilancio di quanto avvenuto in questi anni, Amoris laetitia possa continuare a essere una feconda «riserva di speranza per il futuro» delle famiglie e della Chiesa, famiglia di famiglie.

 

Giovanni Del Missier è professore ordinario di Teologia morale presso l’Accademia alfonsiana (Roma).

 

 

[1] Chi scrive ha avuto la possibilità di seguire i lavori in qualità di esperto e ritiene che un fedele ed equilibrato resoconto dell’incontro si possa trovare nell’intervista al prof. Christian Bauer apparsa su SettimanaNews il 17.10.2026.

[2] Cf. p. es. R. Massaro (ed.), La grammatica della tenerezza. Glossario teologico-pastorale su Amoris laetitia, Studium, Roma 2026, in cui sono coinvolti molti soci e socie ATISM.

[3] Cf. p.es. Studia Moralia 52/2 (2026), di imminente pubblicazione con articoli di autori di distinte aree geografiche del mondo.

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