Geopolitica: un mondo a pezzi
L’interrelazione tra benessere economico e sociale e calo demografico è il prisma attraverso il quale guardare all’attuale situazione internazionale, «all’instabilità in cui viviamo, al “mondo a pezzi” rivelatosi al nostro sguardo negli ultimi due-tre decenni». Lo si analizza in questo testo – relazione d’apertura del VI Incontro di Camaldoli (6-9.11.2025) – concentrandosi in particolare sul declino di ciò che si definisce «Occidente», segnatamente «quello nato nel 1945 dall’alleanza fra gli Stati Uniti e 6 soli paesi europei, di cui 3 molto piccoli», distinguendo al suo interno le diverse situazioni di USA ed Europa. Ma lo sguardo si sofferma a lungo anche su altri protagonisti della scena mondiale, come la Cina, l’India e l’Africa sub-sahariana; sul nuovo equilibrio, ancora di là da venire, tra tutti questi soggetti e sul ruolo che l’Europa potrebbe ancora svolgervi, a determinate condizioni. La riflessione conclusiva insiste su quanto gli attuali tragici eventi e conflitti «sono da tempo aggravati e resi più velenosi… dal clima generale determinato dal prevalere almeno momentaneo della morte sulla vita cominciato a svilupparsi alcuni decenni fa» in Occidente e non solo.
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