Sionismo / 2
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Le immagini del funerale del generale Ratko Mladić a Belgrado, onorato come un eroe dal Governo, dalle massime autorità dello Stato serbo, da centinaia di migliaia di persone che hanno manifestato – fin dal giorno della notizia della sua morte – inneggiando alla sua figura e alle sue azioni nel corso delle guerre iugoslave dei primi anni Novanta, cozzano terribilmente con la conoscenza, storica e giudiziaria, che di lui si ha da almeno trent’anni.
Il sionismo è un movimento politico e culturale che nasce alla fine del XIX secolo. Il suo obiettivo è di dare vita a una «casa per ebrei» nel territorio della Palestina antica. Siamo in un periodo in cui i pogrom che avvengono in Europa orientale, Ucraina e Russia rendono difficile pensare sufficiente l’idea dell’assimilazione che l’illuminismo ebraico (Haskalah) aveva proposto alla fine del Settecento. Adesso, su spinta del giornalista austriaco Theodor Herzl, non si rigetta l’assimilazione, ma si ritiene difficile da realizzare, proprio per l’estendersi e il diffondersi dell’antisemitismo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.
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